Al trentottesimo giorno di diario dalla reclusione è difficile non ripetersi o non arenarsi. È anche un’attitudine di testa, per stare svegli. Ma come ha fatto Pellico nelle sue prigioni? Beh, l’ora d’aria, due parole col compagno di cella, un giorno ne prendi una fraccata da un secondino, un giorno tagliano la gamba a Maroncelli, tra l’altro in una prigione all’estero, quindi ricca di novità, hai almeno un argomento nuovo al giorno. Facile, lui, mica come me da solo sempre nello stesso posto.
Scherzo, dev’essere stato inimmaginabile. Gli è che mi stufa il discorso del «sì però in guerra era peggio, noi dobbiamo solo stare sul divano», eccerto che lo era, ma se qualcuno mi spara in una gamba non è che mi consolo dicendomi che però, sì, non mi hanno tagliato la testa: mi lamento perché mi fa male la gamba. Con tutto il rispetto per i decapitati e per i detenuti dello Spielberg. Forse dovrei fare come Pellico: «volsero alcuni giorni, ed io era nel medesimo stato; cioè in una mestizia dolce, piena di pace e di pensieri religiosi». D’accordo, ora mestizia dolce, per i pensieri religiosi vediamo più avanti. Dio, come vorrei andare in un bar a dire cazzate.

Sempre peggio la mia insofferenza nei confronti della gestione lombarda della crisi. Ma vivaddio, come posso sentirmi meglio se ogni giorno ce n’è una? Oggi gli spazi pubblicitari sui giornali acquistati da Regione Lombardia (soldi tuoi, soldi miei): «28.224 vite salvate. Sanità privata insieme alla sanità pubblica». Un morto su dieci al mondo, al mondo!, è in Lombardia e pure mi tocca guardare le pubblicità sui giornali pagate con il mio bollo del motorino. Sono sempre più basito e incazzato, va bene tutto ma essere prima bastonati e poi presi in giro no, no! Forse, per il benessere del periodo, dovrei virare su un diario di delicati sentimenti religiosi, forse dovrei proprio. Provo a chiudere meglio: sono sbocciate le peonie, enormi e profumatissime, la primavera non solo incalza, ora è dappertutto, le foglie hanno preso forma e sono grandicelle, anche le piante più ritardatarie, i tigli, gli aceri, sono partite verso la fioritura, i glicini sono uno spettacolo clamoroso, quando capita di vederne uno fiorito. A parte un vento davvero molto forte nel pomeriggio, vento che ha riportato le temperature in media, di giorno le finestre sono aperte e la maglietta ormai una costante delle ore più calde. Bello. Molto bello. Se non fosse che.
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