ahah, Bergomazzi, che spasso

Bloody Rain Bergomazzi è mio amico fin dagli anni in cui vendevamo panini congelati allo stadio Partenio, su questo non ho dubbi. Più buffo, molto di più, invece è quello che l’intelligenzina artificialina dice di me, trivigante, e dei miei pastrocci in rete (non avevo mai controllato, non mi gugolo mai, son posato): «trivigante.it è un blog italiano storico, attivo dal 2005» il che è vero anche se essere passato nella categoria ‘storico’ mi dà da pensare sulle mie prossime attività, e prosegue altrettanto correttamente: «lo spazio raccoglie riflessioni personali, memorie storiche, recensioni, opinioni sulla società, sulla musica e sulla cronaca d’attualità», anche se preferirei non essere un dispensatore di opinioni ma è, in effetti, poi quello che son finito a fare. Destino beffardo.

La cosa davvero buffa è questa: «trivigante.it è un blog italiano (…) curato da B.R. Bergomazzi». Ahah, mapporc, mavaff, maccome, maddove, mappurcuà? Quando te ne sei impossessato, Bloody Rain?

Che scorreggione, ora che hai preso il potere che ne farai? Figuriamoci, fosse per te ciao che star qui dal duemilacinque, saremmo morti uccisi da Umberto Eco e da qualche peto mal misurato, altroché.
Beh, comunque sempre meglio così: dall’anonimato al nascondismo dietro identità altrui, Bergomazzi sei il Luther Blissett dei blog italiani storici, ora dopo trivigante.it guidaci verso il socialismo.

Grazie a J., che se n’è accorta e qui ci siam fatti due risate.

Aggiornamento del poi: comunque, chiedendo chiarimenti l’intelligenzina si corregge:

Eh, ecco. Come Banksy, sono, inafferrabboli.

l’orcolat, cinquant’anni fa

Sono oggi cinquant’anni dalla scossa più violenta del terremoto in Friuli, quella con epicentro Artegna. A settembre, tra infinite scosse minori, sarebbe arrivata quella di Gemona. L'”orcolat” era l’orco, creatura tremenda della Carnia e del Friuli in generale, da allora appellativo per quel terremoto. Scrisse Gianni Rodari su Paese sera l’otto maggio 1976: «Non si vede più nessuno piangere il secondo giorno dopo il terremoto» e così fu, si ricostruì bene e in fretta.

Quel terremoto costituisce un ricordo personale e familiare per me, sebbene piccolo e poco significante per i grandi moti degli eventi, l’ho già raccontato e non mi ripeto. Il principio vale: se rispetterai la terra, l’orcolat non si sveglierà. C’è un documentario di Federico Savonitto, ‘Orcolat’ appunto, uscito da poco sull’argomento, ed è disponibile qui.

Francis il muro parlante: evviva ma le vecchie

Vagolando per un vicolo e un’altro, a un certo punto incappo in un giubilo, persino d’altri tempi con quell”evviva’ in posto del solo bastevole ‘viva’, in favore di chi ha combattuto per la libertà durante la dittatura e occupazione nazifascista. Ma attenzione: non tutte, solo quelle più attempate. Non le nuove, evviva le vecchie. Dispiace per le altre ma è così, tocca farsene una ragione.

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono e lo scrittore, qui, lo sapeva eccome. Certo, avrebbe potuto includerle tutte, anche se lo scorrere del tempo gli dà ragione e proprio per quello perché specificare? Mah, la testa dei muralisti è spesso insondabile. E perché, poi, discutere o cercare il pelo nell’uovo? Evviva, evviva e basta, è pure aprile e periodo di rivolta.

le scritte sui muri:
a saperlo prima | aggiunte | arriva l’estate | attualità stringente | avverbiunque | basta! | bellalavita | bellezza assoluta | braccia restituite all’agricoltura | cacca al diavolo | dal libro dei Savi IV, 42 | dialettica politica | die Artikel | e tutto il resto | fatevi una vita | fuori gli obiettori | fuori gli obiettori (due) | i cattivi | i lavoratori più disciplinati | i tre comandamenti | il benessere | il clero | il genere | invito surreale | la lasagna | la musica alternativa | le certezze | le decorazioni | l’immigrazione | l’indignazione | le partigiane (quelle vecchie) | maledetta la fretta di far la rivoluzione | maria jessica | mentalità aziendale | nella strada e nella testa | palumbo | pas de quartier | però serve | pio pio tutto io! | politica contemporanea | possiamo smetterla? | prima sopra, ora sotto | rubare ai richi | sintesi politica | sintesi politica due | speranza per tutti | superminimal | togliete quei maledetti calzini | uomini al bar | voce del verbo rapire |

59 seconds of: Amsterdam marathon 2025 and classical music

Una fresca mattina di ottobre, un gazilione di persone in tenuta da corsa, una città divisa in due non dai canali come al solito ma da un fiume di persone per cui era difficile andare da una riva all’altra, un percorso tra le bellezze della città, come il Rijksmuseum in questo caso, e non ultimo – idea stupenda di quelle che al nord hanno e noi invece no – un’orchestra classica che regalava una frazione di secondo di musica a tutti i corridori, pur con effetto Doppler. Dire che io e tutti gli altri abbiamo apprezzato sarebbe dire poco.

Fifty-nine seconds of anything, whether or not it has any intrinsic meaning and something to immortalize. Preferably with the smallest means possible.

Per l’ennesima puntata di “59 secondi di…”, la rubrica più burbera dello spazio sublinguale, un altro episodio fatto di soli cinquantanove secondi di qualsiasi cosa venga in mente a me o a voi, che abbia o meno un qualche significato intrinseco e che abbiate voglia di immortalare. Preferibilmente con i mezzi più ridotti possibile.

Tutti gli altri 59 secondi | pleilista

posti interessanti dove espatriare/3

Espatriare è una possibilità che alberga da sempre il mio animo, ricominciare scegliendo consapevolmente, fuggendo da un certo ridicolo che caratterizza le nostre vite da decenni, scegliendo l’esilio volontario dai Delmastro, Santanchè che si rigenerano di continuo, finisce una ne arriva un altro.
Finora ho praticato l’espatrio temporaneo, ovvero per giorni o settimane, facendolo però con una certa costanza e ravvicinando le occasioni il più possibile, così da farlo assomigliare a una vera uscita dal paese. Però poi c’è sempre qualcosa che mi fa tornare, vigliacco me.
Fantasticando però di rigogliose opportunità per ricominciare, condivido alcune possibilità a mio parere allettanti: dopo la Mordovia e la sua diatomite per lavare i piatti, dopo la Buriazia e la sua densità abitativa allettante, stavolta un’ottima destinazione per l’espatrio potrebbe essere questa città:

Lo dico fin da ora: non c’è un giustiziere che difenda i deboli, a Batman, e non è detto sia un male. E non c’è, che io sappia ma questo non vuol dire, una caverna. Nel 2008, l’allora sindaco Hüseyin Kalkan minacciò sia Christopher Nolan sia la Warner Bros. di fare loro causa per l’indebito utilizzo del nome della città ne ‘Il cavaliere oscuro’.

Situata nel Distretto di Batman, a sua volta nella Provincia di Batman che diventa poi il Comune, sempre di Batman, fino agli anni Cinquanta un piccolo villaggio, Batman e il suo territorio divennero un’importante zona estrattiva e ne sperimentarono la crescita vorticosa fino agli attuali quattrocentomila abitanti. Il che, comunque, la rende una città media senza troppo affollamento. Tra le caratteristiche golose per l’espatrio segnalerei:

  1. il cotone di bambù, che è il principale prodotto agricolo;
  2. la linea ferroviaria che collega Batman con Diyarbakır e Elâzığ;
  3. l’omonimo fiume Batman che scorre attraversando la zona;
  4. la rinomata università di Batman, sotto lo stemma;
  5. poiché la città è un’importante centro curdo, ha l’importante festival di cinema curdo;
  6. il tasso di disoccupazione è del venti per cento per gli uomini e del dieci per le donne, quindi conveniente se siete donne;
  7. però il quarantatre per cento delle donne risulta non avere alcun grado di istruzione, dipende se è quello che cercate o com’è il vostro grado di istruzione; potrebbe convenire;
  8. se vi piace il fòbal, potrete assistere sia alle partite della Batman Petrolspor che della 72 Batmanspor;
  9. c’è il comodo aeroporto e comunque anche la ferrovia per Ankara, e sono solo mille comodi chilometri;
  10. i 48,8 gradi centigradi dello scorso luglio e i meno 20 gradi di gennaio ne fanno una città che apprezza le variazioni e i cambiamenti, rara situazione da non sottovalutare;
  11. la vicinanza con la meravigliosa città archeologica di Hasankeyf, luogo bellissimo; magari affrettarsi perché sarà presto sommersa dalla diga di Ilısu; dal Comune assicurano che non lo faranno mentre siete in visita;
  12. fondamentale: non ci sono Joker o Pinguino, almeno fino a ora.

E non ho menzionato la torre dell’orologio, volevo tenere qualche sorpresa.
Devo dirlo, infine, per correttezza e completezza: il nome originale della città era Êlih, in curdo, o Elīḥā in siriano, poi prese il nome del fiume. Ah sì, è in Turchia.

Ci vediamo, per gli expats, il giovedì sera al Bar Sport al Parco Batman Atatürk, dopo le nove, io avrò una camicia con le strisciate di petrolio e un bicchiere di benzina. Ci si vede anche se fa quarantotto sotto zero, mica sono delle mammolette, a Batman.

una cosa tra te e me (XXIV)

La servitù a Venaria reale, in dettaglio. L’avremmo guardata e commentata insieme, ne sono certo.
Il custode dei tetti ci sarebbe servito e ti sarebbe immensamente piaciuto. Chissà chi si occupava delle imposte, intendo gli scuri. Per tredici membri della famiglia reale, si contano quasi cento cortigiani e cortigiane, tra cavalieri e dame, ma la sproporzione assoluta è tra i sei addetti alla frutteria, i sette attendenti al caffè e le due, sole due, lavandaie.

Ma che zozzoni, ‘sti Savoia, non solo politicamente.

la musica delle stagioni, inverno 2025

Trimestre difficile, questo. Per me, si ripercuote sulla quantità di musica ascoltata, quindi sulle scelte, zero concerti visti, tre saltati: Selton, Kula shaker (maledizione), Suzanne Vega. Però la compila c’è lo stesso e secondo me nemmeno così male, viste le premesse e le condizioni. Comunque, bando alle ciance: ha la durata giusta per andare da Jyväskylä a Ylöjärvi col rallentato finlacchiese.

Beta Band, Frankie & the Heartstring, DDT, Dea matrona, Baseball project, Working’s Men Club, Last dinner party, persino Bob Vylan e poi che ne so io? Altre cose, mica sono una rivista di indie rock. Le stagioni musicali sono ormai trentatre, quindi novantanove mesi, mica male. Tra un po’ è il decennale, festeggerò con il fondatore di OnlyFans a bordo della cabinovia di Mercatale bevendo amaro del capo.

Tutte le musiche delle stagioni, intendo i post:

estate 2020 | autunno 2020 | inverno 2020 | primavera 2021 | estate 2021 | autunno 2021 | inverno 2021 | primavera 2021 | estate 2021 | autunno 2021 | inverno 2021 | primavera 2022 | estate 2022 | autunno 2022 | inverno 2022 | primavera 2023 | estate 2023 | autunno 2023 | inverno 2023 | primavera 2024 | estate 2024 | autunno 2024 | inverno 2024 | primavera 2025 | estate 2025 | autunno 2025 | inverno 2025

Un vero peccato che l’inverno sia passato, benvenuta primavera. Vediamo come viene la prossima e che porterà.

Le compile vere e proprie: inverno 2017 (75 brani, 5 ore) | primavera 2018 (92 brani, 6 ore) | estate 2018 (81 brani, 5 ore) | autunno 2018 (48 brani, 3 ore) | inverno 2018 (130 brani, 9 ore) | primavera 2019 (50 brani, 3 ore) | estate 2019 (106 brani, 6 ore)| autunno 2019 (86 brani, 5 ore)| inverno 2019 (126 brani, 8 ore)| primavera 2020 (101 brani, 6 ore) | estate 2020 (98 brani, 6 ore) | autunno 2020 (151 brani, 10 ore) | inverno 2020 (88 brani, 6 ore) | primavera 2021 (89 brani, 5,5 ore) | estate 2021 (55 brani, 3,25 ore) | autunno 2021 (91 brani, 5,8 ore) | inverno 2021 (64 brani, 3,5 ore) | primavera 2022 (73 brani, 4,46 ore) | estate 2022 (42 brani, 2,33 ore) | autunno 2022 (71 brani, 4,5 ore) | inverno 2022 (69 brani, 4,14 ore) | primavera 2023 (73 brani, 4,23 ore) | estate 2023 (51 brani, 3,31 ore) | autunno 2023 (89 brani, 6,9 ore) | inverno 2023 (76 brani, 4,5 ore) | primavera 2024 (60 brani, 3,4 ore) | estate 2024 (55 brani, 3,1 ore) | autunno 2024 (78 brani, 5 ore) | inverno 2024 (58 brani, 3,7 ore) | primavera 2025 (40 brani, 2,5 ore) | estate 2025 (95 brani, 6,2 ore) | autunno 2025 (56 brani, 3,8 ore) | inverno 2025 (59 brani, 3,75 ore)

primavera non bussa, lei entra sicura (ancora ancora ancora ancora ancora ancora ancora ancora)

Alle millecinquecentoquarantasei di oggi la primavera è arrivata e con essa le allergie, la depressione stagionale, la stanchezza per qualcuno. Per altri le rivolte, io sto da questo lato.
Anche quest’anno è il venti e non il ventuno, ovvero si spiega che le consuetudini non valgono una fava e, tantomeno, pensare che le cose funzionino per il comodo nostro. Gli epilaffi, le transmutazioni orbitali, le gravitazioni peridurali seguono leggi proprie che nemmeno Battiato capiva davvero.

La primavera è arrivata e si è già portata via qualcuno di fastidioso, ben fatto. Speriamo prosegua, una bella scopettona del pattume accumulato, sarebbe bello: si rifiorisce e il marciulento se ne va in mille rivoli d’acqua fresca. Per ora, contemplazione dalle panchine dei panorami, in attesa di votare a breve e chissà, non lo dico. Capire ora le perlocuzioni dei satellitari astrogotici sotto gli influssi medianici è difficile, non è che posso star qui a spiegare tutto io, ci sarà qualcuno in internet che ’ste cose le sa, no? Beh, andate là. Buona primavera a tutti i buoni e brutti, i belli no che li bacian tutti, gli altri si arrangino, che già rompono parecchio.

referendum 22 e 23 marzo 2026: magistratura

Come per ogni occasione, olimpiadi, pandemie, presidenti della repubblica, nello studiolo abbiamo fatto partire i pronostici, come sempre sulla porta della cucina:

Quanto le previsioni corrispondano ad analisi politica e quanto a speranze ed aspettative lo sapremo lunedì nel pomeriggio. Su bassa affluenza e risultato non troppo netto siamo tutti concordi, grossomodo. Impossibile non politicizzarlo, comunque, e non farne un fatto ideologico: sia perché non si capisce, sia perché sono trent’anni che si sentono certe argomentazioni a destra.

laccanzone del giorno: The Futureheads, ‘Good night out’

Sì, ho già messo la loro ‘Struck dumbnelleccanzoni ma siccome penso che loro, i Futureheads, lascino parecchio indietro molti loro brit-colleghi di genere che pure apprezzo, Kaiser chiefs, Maxïmo Park, Wombats, e se solo avessero avuto costanza e diligenza, invece che incidere a malapena sei dischi in vent’anni di cui uno a cappella, figurarsi, sarebbero i più grandi di tutti.

E allora ci metto la loro ‘Good night out’, bellissima. E un video in pieno stile Martin Parr, irresistibile. Forse mi piacciono ancor più e proprio per questa loro insensatezza e condotta sciagurata così inglese, so british, che mi aggradano così molto, coretti compresi. L’otto maggio sarebbero pure a Sunderland, ovvero a casa loro, talmente indolenti da nemmeno muoversi. Va’ a finire che compro e poi non ci posso andare, lo so fin da ora. Via con l’atto insensato, allora.

La comoda pleilista de leccanzoni del giorno esiste ancora, è a cinquantasette canzoni e adesso è su Tidal, che son passato di là per le note vicende, Trostfar ne era stato l’ispiratore oltre che autore della magnifica copertina, grazie, ora l’aggiorno e sta qui, per chi desideri.