Per andare a vedere Orvieto bisogna, è una cosa che si sa, salire su un panettone rocceo sul quale sta appunto la città. E lo si può fare in due modi, principalmente: a piedi o con la funicolare.
La funicolare che porta a Orvieto è a cavo e oggi a trazione elettrica, al tempo della sua costruzione, 1888, la vettura a monte veniva riempita d’acqua in un serbatoio alla base e poi il peso e la forza di gravità facevano il loro lavoro. Ingegnoso. Allora come oggi il percorso è di circa di seicento metri per centocinquanta di dislivello, il binario è unico e si sdoppia a un certo punto per far passare l’altra vettura, come si vede anche nei miei cinquantanove secondi di quattro anni fa. Non ovvio, si tiene la sinistra.
Fifty-nine seconds of anything, whether or not it has any intrinsic meaning and something to immortalize. Preferably with the smallest means possible.
Per l’ennesima puntata di “59 secondi di…”, la rubrica più litoranea della civiltà micenea, un altro episodio fatto di soli cinquantanove secondi di qualsiasi cosa venga in mente a me o a voi, che abbia o meno un qualche significato intrinseco e che abbiate voglia di immortalare. Preferibilmente con i mezzi più ridotti possibile.