Ancora Tesson, d’altronde è uno davvero bravo. Bravo a fare, certamente, ma altrettanto bravo a immaginare viaggi: stavolta ripercorrere la ritirata di Russia – di Napoleone, non quella italo-tedesca – da Mosca a Parigi, seguendo le tracce dell’esercito napoleonico. Bel progetto.
Potrebbe bastare? Sì, potrebbe ma non a lui: «Bisogna fare un vero viaggio, amico mio. Ne ho piene le tasche di questa crociera di mormoni», disse Tesson, «Che cosa è un vero viaggio?», chiese il suo amico,
«Una follia che ci ossessioni, che ci porti nel mito; insomma una deriva, un delirio traversato dalla Storia, dalla geografia, innaffiato di vodka, una sbandata alla maniera di Kerouac, qualcosa che a sera ci lasci senza fiato, in lacrime, in riva a un fosso»
rispose Tesson. E infatti: seguire il percorso della ritirata, di inverno e, per ricostruire il più possibile le condizioni dei soldati, a cavallo di un sidecar. Basta? No, una Ural di evidente fabbricazione sovietica. E ovviamente degli amici capaci. Ecco, è Beresina. In sidecar con Napoleone di Sylvain Tesson, del 2016.

È evidentemente una cazzata, e bella grossa, fatta per farla fino in fondo. E per questo irresistibile, almeno per me e quelli come lui, dio come partirei al volo per una cosa così. L’elemento tragicomico russo è fondamentale in questo tipo di imprese, al limite della decenza e della sopportabilità:
Ieri, durante la tappa notturna, avevo stretto i denti così forte da spezzarmene uno: dopo avevo sputato un pezzetto di radice nel lavabo di porcellana della stanza da bagno.
«Vitaly, m’è caduto un dente» dissi davanti al caffè del mattino.
«Una Ural funziona anche con l’ottanta per cento dei suoi bulloni» rispose lui.
«Grazie tante» gli dissi.
E che ci vuole? Nulla, appunto, che vuoi che sia. Come il ljubljanese cui chiesi come attraversare la valle del fiume Savinja, in Bassa Stiria, alluvionata il giorno prima, e lui mi rispose: «Vai che si passa… beh, al massimo muori», che vuoi che sia? La solita ossessione occidentale a restare in vita a tutti i costi. Superare.
▸ David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più (1998)
▸ Erika Fatland, La frontiera. Viaggio intorno alla Russia (2017)
▸ Erika Fatland, Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale (2016)
▸ Sylvain Tesson, Beresina. In sidecar con Napoleone (2016)
▸ Sylvain Tesson, Nelle foreste siberiane (2012)
▸ Tino Mantarro, Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale (2019)