Caffè non la bevanda, caffè il posto dove lo si beve.
Orbene, il migliore di sempre per la mia esperienza è stato il Copperbox Coffee di Glasgow, eccolo in tutto il suo splendore:

Intanto è in ‘low emission zone’ e già sarebbe molto. Ian, il simpatico gestore, ha acquistato chissà come, forse occupato?, uno stabbiotto della polizia e ne ha fatto un caffè con tutte le sue cose giuste: Speciality Coffee, Luxury Hot Chocolate, Batch Brew, Herbal Tea e poi anche qualche bevanda, biscotti, i locali Tunnock’s dolci e con la bella stagione anche un tavolino con due sedie. Per ovvie ragioni vicino alla zona di passaggio, impossibile non fermarmi. Il dentro è suo, ci sta a malapena lui con qualche macchinetta e arnese tutto organizzato al decimetro. Dopo due chiacchiere, non ho avuto il coraggio di chiedergli una foto a viso aperto e gliel’ho fatta di sfroso e di sguincio, questa sopra. Ian e il suo caffè poliziottesco stanno al 2 di Cathedral Square a Glasgow, nel senso che dopo pochi metri si può visitare la cattedrale di San Mungo – lo so, viene anche a me da fare il pirla ogni volta ma sto zitto – e da lì il clamoroso cimitero monumentale vittoriano di Glasgow, la Glasgow Necropolis. C’è tutto l’armamentario romantico: la collina sulla città, l’erba rigogliosa, le tombe sontuose e quelle crollate, i vialetti fangosi senza ordine, il ponte dei sospiri e, come sempre accade, i sepolcri dicono molto del posto, ricchi armatori più di tutto in città, gente che fece fortuna con la rivoluzione industriale, indimenticabili mogli e figlie morte forse a sedici anni di tubercolosi o scarlattina ma con quante virtù, militari e ammiraglioni, infine il teologo scozzese Knox. Come si dice in città: «Glasgow è un po’ come Nashville: non si occupa più di tanto dei vivi, ma i morti li cura davvero». Scendendo dalla necropoli, c’è proprio sotto la fabbrica della Tennent’s, che sta lì a far la birra dal 1556 e se qualcuno lo desidera può venir via con un’autobotte di lager. Il marchio promosse un festival musicale, il ‘T in the Park’, dal 1994 al 2017. Faccio un esempio. Prima sera del 2002 sul palco principale in ordine inverso: Oasis, Primal Scream, Gomez, No Doubt, Starsailor, The Dandy Warhols, The Polyphonic Spree, Proud Mary e poi l’a-me-ignoto DJ Arthur Baker; sui palchi secondari, alla rinfusa: Badly Drawn Boy, Morcheeba, Basement Jaxx, Idlewild, Joe Strummer & The Mescaleros, The Coral, Groove Armada. Credo ci siamo capiti. Seconda sera: The Chemical Brothers, Foo Fighters, Green Day, The Hives, Jimmy Eat World, Mull Historical Society, Beverley Knight e l’ancora ignoto DJ Arthur Baker. E sui secondari: The Beta Band, Mercury Rev, Sonic Youth, Air, Orbital. Ma bisogna essere onesti e dirla tutta: anche certi Marco & Gaetano, va’ a sapere.
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