Diciamo che mentre il PD lombardo valuta con procedura sacrosantamente democratica se e come sostenere Letizia Moratti, candidata di Renzi e Calenda alle prossime elezioni regionali, io al momento mi sento politicamente come il signore in secondo piano.
Il la la, ed è la nota ufficiale. Immagino l’estensore – anche se è donna – e quell’attimo di esitazione e di imbarazzo prima dell’invio. Ma tant’è. Avere il senso del ridicolo aiuterebbe.
Visto che siamo in periodo di ricorrenze, il centenario, e in periodo di rigurgiti tematici, il manipolo ora al governo, un altro anniversario oggi, è bene riparlare di un libro memorabile di Emilio Lussu: Marcia su Roma e dintorni.
Marcia su Roma racconta gli avvenimenti dal 1919, i dintorni, al 1922, i fatti che portarono alla marcia stessa e alle nefaste conseguenze, ovvero l’affermazione del fascismo, con il piglio del memoriale ricco di notizie di prima mano, essendo Lussu un testimone e persona capace di interpretare ciò che gli accadeva attorno. Il tono è spesso ironico e il racconto di alcuni personaggi, l’imbelle presidente del consiglio e ministro dell’interno Facta, detto Nutro fiducia, e l’altrettanto immobile sciaboletta, sono ridicoli e tragici insieme, sapendo poi cosa accadde. Di Facta ne ho raccontato tempo fa. Lussu, quello dell’Altipiano, era un duro, prima militare nella Prima, poi fondatore di Giustizia e Libertà, al confino a Lipari da cui fuggì in modo rocambolesco, poi dirigente nella guerra di Spagna e nella Resistenza. Uno che fu assalito a casa sua dai fascisti e invece di scappare li affrontò da solo con il fucile, avendo la meglio. Ma, anche, una testa politica senza pari seppur, dicono alcuni, portato al disordine. Io consiglio caldamente in questi giorni cupi anche se non come quelli di allora, perché – banalmente – sapere serve sempre. Ed è una gran lettura, breve, sapida e densa di contenuti. Fatevi un favore, c’è da imparare molto da quest’uomo.
Finalmente un governo che lavora sulle priorità. Cambiamento climatico? Guerra? Energie? Inflazione? Legge finanziaria? Disoccupazione? Mentre in Germania per rispondere alla crisi inventano il biglietto per tutti i trasporti brevi e medi a 49 euro al mese e inseriscono per davvero il tetto al prezzo dell’energia, da noi si lavora alacremente sui contanti a pioggia e i rave parties. E allora giù di pene e penali per «l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati», accludendo pure il diritto di intercettare le comunicazioni dei sediziosi. Finalmente, dico io, ora sì che sarà impossibile radunarsi a Predappio e inneggiare al pelatone. Bravo governo. Poi se ne accorgono anche loro, bisogna «tipizzare la fattispecie» dei rave parties, se no saltano le manifestazioni dei «nostalgici», come li chiamano loro. A domanda, la risposta del ministro: «eh, ma Predappio c’è da anni». Beh, certo, tutto chiaro. E anche le intercettazioni non vanno bene, troppo larghe le maglie. Ma non erano i liberali, quelli? E garantisti, tipo Nordio? Se le risposte in velocità sono queste, allora signori miei prendetevi pure tutto il tempo che serve. Con calma.
Una valangata di sottosegretari, chiudere gli occhi su Rauti alla difesa, Borgonzoni quella dei no libri in tre anni e dei confini ballerini ovviamente alla cultura, te pareva?, col suo degno compare capra, per non parlare di tutti quelli che ancora non conosco e che si riveleranno di certo peggio. Peccato per un tizio, tal Giuseppe Mangialavori, che avrei messo ovviamente al Lavoro e politiche sociali. Peccato, proprio.
Narra la cronaca che «qualche mese fa gli abitanti del villaggio lo avevano condotto in un bagno per pulirlo», cosa che, evidentemente, gli è stata fatale. Ma vivaddio, dopo sessant’anni potevate mica lasciarlo in pace?
Beh, dopo Messico, 2018, Argentina, 2019, Perù e Honduras nel 2021, 2022 Cile e Colombia e adesso Lula, la sinistra si ripiglia il sudamerica. Ed è là che bisogna andare, ora, italiani di buona volontà.
Lui è un miliardario ultraconservatore proveniente dai fondi speculativi, quindi non gode di alcuna delle mie simpatie da qualsiasi prospettiva lo guardi.
Però il fatto che al dieci di Downing Street si trovi per la prima volta un primo ministro induista di origini indiane nato da genitori emigrati in Africa mi delizia, e il pensare che i Lord Mountbatten Chamberlain Battenberg Villanti Sforza Ammiragli Baroni di Greenwich e Governatori generali dell’India del passato e del presente siano governati da uno così mi manda in sollucchero. Spero rosichino, quelli vivi e i fantasmi degli altri, a vedere Rishi Sunak che nella residenza di governo oggi festeggia Diwali e gli impesta tutti i vellutini.
facciamo 'sta cosa
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