Hotel Hansehof, Amburgo.

E niente, non ho resistito e ho prenotato.
Quella statua a Venezia, il concilio di Trento e le coltellate al buio, di notte, di quei mandati dal papa in una calle verso le fondamenta.

«Eppure il mondo vuole che sia data stilo Romanae Curiae», poi la protezione di Venezia. Andiamo, è quasi ora di tornare al campeggio a Mestre, lo sai. Buon compleanno.
Domenica 20 comincia il mondiale di calcio.
Organizzato in Qatar in inverno perché d’estate fa troppo caldo. Gli stadi, comunque, saranno chiusi e avranno l’aria condizionata, mentre voi prendete la biciclettina per inquinare meno. Al momento dell’assegnazione, il Qatar non aveva alcuna struttura disponibile per disputare il mondiale. Per costruirle, dal 2010 il paese ha assoldato operai indiani, bengalesi, nepalesi, pakistani e singalesi spesso nemmeno regolarizzati senza alcuna attenzione per le condizioni di lavoro. Ne sono morti 6.751 secondo il Guardian, 15.021 secondo Amnesty International: 8,11 morti per giocatore secondo la prima stima, 18,05 per la seconda.

Il Qatar ha ottenuto l’assegnazione del mondiale 2022 corrompendo svariati membri della FIFA, come numerose indagini hanno ormai appurato. E nulla dico della proibizione alle donne di guidare e che non sono permessi partiti politici, per dirne due. Che dire oltre? Beh, buon campionato.
Il nuovo bassista degli ZZ Top, Elwood Francis, suona davvero un bassone.

Sembra uno scherzo ma non lo è. È un basso a diciassette corde, più una basso-arpa a dirla tutta, e sentirlo suonare è abbastanza impressionante (e nel video sono solo quattordici, le corde. Bazzeccole). Va da sé che tutte le corde superiori vanno suonate a mano distesa. Sisitop, amici per sempre, però viene un po’ da ridere. Posso dirlo?
Fallo girare sulla fibbia della cintura, vediamo.
Lo so, ma non riesco a trattenermi.
Il neoministro della cultura Sangiuliano, parlando della solita dittatura della sinistra in tema cultura, lamenta la mancanza di serie tv o film di altro tipo: «Fino ad oggi non è stato possibile. Un esempio? La Rai ha fatto una fiction sul ‘sindaco dei migranti’ Lucano ma non su Gabriele D’Annunzio, Oriana Fallaci, Indro Montanelli o Luigi Pirandello». Giusto. L’Oriana (2015) con Vittoria Puccini nel ruolo della Fallaci, su Raiplay. La stranezza, film di Roberto Andò con Toni Servillo e Ficarra e Picone, su Pirandello, è al cinema proprio ora. Il cattivo poeta (2020) di Gianluca Jodice con Sergio Castellitto che interpreta D’Annunzio. Indro, l’uomo che scriveva sull’acqua (2016) documentario su Montanelli con alcuni suoi scritti portati in scena da Roberto Herlitzka, su Nexo+ e Rakuten Tv. Quattro su quattro. Aggiunge Sangiuliano, non contento: «Se qualcuno vuole fare un film su D’Annunzio o su Pirandello, deve poterlo fare liberamente». Giusto, come non essere d’accordo? Qualcuno suggerisce che bisognerebbe essere anche liberi di istituire una manifestazione canora in Liguria, bella idea o, dico io, di comprare alcuni grandi immobili e rendere visibili lì i resti romani così che tutti possano apprezzarli. Bisogna essere liberi, sì.
Il neoministro della difesa Crosetto in un fuorionda a proprosito di Giuseppe Conte, m5s, dice «Ho a che fare con un deficiente». Poi si scusa, dicendo «chiedo scusa a Giuseppe Conte per un fuorionda poco elegante ma usato in modo del tutto falso, scorretto e decontestualizzato». Decontestualizzato, certo. Vorrebbe ricontestualizzare, ministro? Perché farebbe ancor più ridere.

Mentre sto prelevando al bancomat, mi suona il telefono ed è una chiamata importante. Rispondo, prendo la tessera e me ne vado. Dopo una cinquantina di metri mi ricordo di una cosa: i soldi. Torno indietro, sempre al telefono, e il bancomat se li è rimangiati, per fortuna. La persona dopo di me è stata molto onesta. Attendo il mio turno e prelevo di nuovo, mi servono.
Vado a ritirare l’auto dal gommista, gomme invernali ma nuove nuove. Pago col bancomat, mi arriva la conferma del pagamento sul telefono ma sul pos il pagamento è negato. Il gommista riprova, il bancomat non paga più perché ho superato la soglia del giorno con il primo pagamento. Ci conosciamo, ci vedremo tra qualche giorno, se il pagamento come sembra non è andato a buon fine.
Arrivo in studio e come mi ha richiesto il commercialista accedo al cassetto fiscale. Anzi, provo, perché l’Agenzia delle entrate mi dice che il mio spid è temporaneamente bloccato per i troppi tentativi di accesso. Il mio è il primo. Non riesco più a entrare.
Arriva la notifica del doppio prelievo con il bancomat.
Molto bene. E questo tra le otto e un quarto e le nove. Molto molto bene. Capisco la giornata, è una di quelle in cui mi devo fermare, trivigante tocca niente, e devo evitare troppi danni. Sta’ buono. Buono.

Fermo fermo.
Io l’ho vista andare in macchina al contrario proprio sotto casa mia.

Ma non era la guida a sinistra? Mah.
Eccoci tornati dall’annuale battuta di caccia nelle riserve più protette con ricco bottino di selvaggina e di animali a rischio estinzione.

D’altronde, siamo fatti così, ci piace Eminguei.
Con anticipo sul dodici dicembre, passo da piazza Fontana a Milano. Ovvio che il pensiero vada alla banca dell’Agricoltura, alla bomba, alle vittime, a Pinelli, a Valpreda, a Calabresi, ai neofascisti, all’attuale presidente del senato.

Bene abbiano tenuto l’insegna originale. Oggi è un’agenzia del Monte dei Paschi, che in quanto a buchi non è da meno, finanziari per fortuna. Entro, non è la prima volta, voglio portare un minuto di omaggio, boh, guardare e pensarci un momento.

Dove c’era il tavolo sotto cui fu lasciata la bomba, ovvero dove c’era il buco, oggi c’è un tavolo a forma di orologio, che ricorda l’ora dell’esplosione. È una banca normale, la gente entra, esce, gli impiegati scherzano, va bene così. Chissà quanta gente come me vedono entrare solo per vedere dove accadde, chissà chi entra e si commuove, chissà se ancora ci fanno caso. A me no, come è giusto. Il salone è ancora simile, gli uffici e le vetrate sono quelli, qui cinquant’anni sono passati un po’ meno, perché non è lecito rinnovare più di tanto. E niente, era per pensarci un po’, quanto tempo è passato da allora e, per altri versi, quanto poco ne è trascorso.
Nadonnina Nadonnina guarda giù e salvani.

«Si piglia gioco di me?» interruppe il giovine. «Che vuol ch’io faccia del suo latinorun?».
L’altra sera, in una contrada nebbiosetta circondata da campi. Chissà come mai.