Oggi ho disdetto l’abbonamento.
Sette anni fa, quando mi abbonai, era senz’altro un progetto informativo da sostenere e incoraggiare, a parer mio. E sono convinto della scelta, ancor oggi.
Oggi penso che il progetto-Post abbia le gambe, e le abbia abbastanza robuste, e ne sono contento per il panorama abbastanza desolante dell’informazione indipendente in Italia. Penso anche, però che, nella ricerca di miglioramento, tra il “di più” e il “meglio” che comunica, il “di più” abbia travolto tutto quanto: troppo lunghi gli articoli, troppo lunghe le newsletter, troppo lunghi i podcast, troppe premesse, troppe spiegazioni, troppe cose “spiegate bene”. Troppe cose in generale. ‘Morning’ fin dai tempi dell’attuale direttore mi era diventato indigesto per quel terzo in più di durata fatto di premesse, di cautele, di spiegazioni esplicitate anche se già chiare, in una bulimica necessità di dire sempre tutto tutto.
È poi un’attitudine alla cautela, non so, il voler sempre chiarire ciò che non si vuol dire, spiegare per essere ben intesi, che io trovo sfiancante, alla lunga. Sarà l’età, la mia. Opinioni personali che ho scritto anche a loro, per quel che vale.
Ho un abbonamento da ricollocare, se qualcuno – Mondo camion, L’uncinetto, Credere, La voce della Val Pusteria – volesse farsi avanti.