Se scrivere sui muri è arte sopraffina, altrettanto scrivere da qualsiasi altra parte: bisogna saperlo fare.
Gugol se ne va in giro a scattare fotografie in ogni dove, macchina o satellite, e in parecchi si sono dati da fare per lasciare tracce qua e là.
E’ il caso di Farra d’Isonzo, in cui un giovanotto (o un alieno?), desideroso di esprimere la propria sintetica preferenza si è dato a un lavoro certosino che merita considerazione, non foss’altro per la fatica consumata nell’opera.
Basta cliccare sull’immagine qui sotto o cercare in Gugol Maps “Farra d’Isonzo, strada dei campi”.
Aggiunta di molti anni dopo, se no non si capisce:
Ingenuo trivigante, le cose cambiano, la rete prima di tutto ma, anche, le arature dei campi. Servono sempre gli screenshots, se no poi non si capisce più il senso. Certo che è bello lasciare la suspense ma se salta il collegamento siamo fatti. Ecco, dunque, allora i links di questo post puntavano a questa opera agricolo-letteraria, ne salvo l’immagine di allora:

Adesso si capisce, più di quindici anni dopo, anche senza l’articolo.

4 risposte su “francis il campo parlante: braccia restituite all’agricoltura”
Ma… cos’avrà voluto dire..?
Probabilmente, come i cerchi alieni nel grano, è un messaggio che comprenderemo quando saremo sufficientemente evoluti. Forse.
ah…
Visti i recenti accadimenti, mi vien da dire che:
ogni Paese ha gli alieni che si merita.