dai, così possiamo andare avanti a protestare contro il sistema

Io propenderei per Lennon per il suo impegno politico, per la consapevolezza dei tempi, anche per certa musica un po’ più psichedelica. Poi in certe canzoni, come ‘Imagine’ o ‘Working class hero’, qua e là mi pare di cogliere certe furbizie e scivoloni, anche il carattere none era granché e il suo rapporto con le donne controverso, però lui è anche quello che restituì le medaglie alla regina, che assunse una dimensione internazionale andando in America, è quello del pacifismo e delle proteste. Come il Bed-In, per esempio, nel 1969 contro la guerra in Vietnam, nel letto con Yoko per due settimane ad Amsterdam e Montréal e fate entrare i giornalisti. La risonanza fu grande e il messaggio chiaro.
Certo, erano pur sempre l’Hilton di Amsterdam e il Queen Elizabeth Hotel di Montréal e loro due milionari attenti all’immagine e se dovevano essere settimane anche il cambio delle lenzuola aveva la propria ragion d’essere. C’è però una foto che smonta tutto ben più di qualsiasi critica, in cui la cameriera, lei sì una working class people, rassetta il letto dei due che assistono immoti, in attesa di ricominciare la protesta.

E allora ritorno a McCartney, sir, più spiritoso e anticonformista, seppur meno impegnato. Almeno non è stato così pirla da farsi fotografare in un atteggiamento simile durante una protesta in favore dell’umanità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *