la musica delle stagioni, inverno 2025

Trimestre difficile, questo. Per me, si ripercuote sulla quantità di musica ascoltata, quindi sulle scelte, zero concerti visti, tre saltati: Selton, Kula shaker (maledizione), Suzanne Vega. Però la compila c’è lo stesso e secondo me nemmeno così male, viste le premesse e le condizioni. Comunque, bando alle ciance: ha la durata giusta per andare da Jyväskylä a Ylöjärvi col rallentato finlacchiese.

Beta Band, Frankie & the Heartstring, DDT, Dea matrona, Baseball project, Working’s Men Club, Last dinner party, persino Bob Vylan e poi che ne so io? Altre cose, mica sono una rivista di indie rock. Le stagioni musicali sono ormai trentatre, quindi novantanove mesi, mica male. Tra un po’ è il decennale, festeggerò con il fondatore di OnlyFans a bordo della cabinovia di Mercatale bevendo amaro del capo.

Tutte le musiche delle stagioni, intendo i post:

estate 2020 | autunno 2020 | inverno 2020 | primavera 2021 | estate 2021 | autunno 2021 | inverno 2021 | primavera 2021 | estate 2021 | autunno 2021 | inverno 2021 | primavera 2022 | estate 2022 | autunno 2022 | inverno 2022 | primavera 2023 | estate 2023 | autunno 2023 | inverno 2023 | primavera 2024 | estate 2024 | autunno 2024 | inverno 2024 | primavera 2025 | estate 2025 | autunno 2025 | inverno 2025

Un vero peccato che l’inverno sia passato, benvenuta primavera. Vediamo come viene la prossima e che porterà.

Le compile vere e proprie: inverno 2017 (75 brani, 5 ore) | primavera 2018 (92 brani, 6 ore) | estate 2018 (81 brani, 5 ore) | autunno 2018 (48 brani, 3 ore) | inverno 2018 (130 brani, 9 ore) | primavera 2019 (50 brani, 3 ore) | estate 2019 (106 brani, 6 ore)| autunno 2019 (86 brani, 5 ore)| inverno 2019 (126 brani, 8 ore)| primavera 2020 (101 brani, 6 ore) | estate 2020 (98 brani, 6 ore) | autunno 2020 (151 brani, 10 ore) | inverno 2020 (88 brani, 6 ore) | primavera 2021 (89 brani, 5,5 ore) | estate 2021 (55 brani, 3,25 ore) | autunno 2021 (91 brani, 5,8 ore) | inverno 2021 (64 brani, 3,5 ore) | primavera 2022 (73 brani, 4,46 ore) | estate 2022 (42 brani, 2,33 ore) | autunno 2022 (71 brani, 4,5 ore) | inverno 2022 (69 brani, 4,14 ore) | primavera 2023 (73 brani, 4,23 ore) | estate 2023 (51 brani, 3,31 ore) | autunno 2023 (89 brani, 6,9 ore) | inverno 2023 (76 brani, 4,5 ore) | primavera 2024 (60 brani, 3,4 ore) | estate 2024 (55 brani, 3,1 ore) | autunno 2024 (78 brani, 5 ore) | inverno 2024 (58 brani, 3,7 ore) | primavera 2025 (40 brani, 2,5 ore) | estate 2025 (95 brani, 6,2 ore) | autunno 2025 (56 brani, 3,8 ore) | inverno 2025 (59 brani, 3,75 ore)

primavera non bussa, lei entra sicura (ancora ancora ancora ancora ancora ancora ancora ancora)

Alle millecinquecentoquarantasei di oggi la primavera è arrivata e con essa le allergie, la depressione stagionale, la stanchezza per qualcuno. Per altri le rivolte, io sto da questo lato.
Anche quest’anno è il venti e non il ventuno, ovvero si spiega che le consuetudini non valgono una fava e, tantomeno, pensare che le cose funzionino per il comodo nostro. Gli epilaffi, le transmutazioni orbitali, le gravitazioni peridurali seguono leggi proprie che nemmeno Battiato capiva davvero.

La primavera è arrivata e si è già portata via qualcuno di fastidioso, ben fatto. Speriamo prosegua, una bella scopettona del pattume accumulato, sarebbe bello: si rifiorisce e il marciulento se ne va in mille rivoli d’acqua fresca. Per ora, contemplazione dalle panchine dei panorami, in attesa di votare a breve e chissà, non lo dico. Capire ora le perlocuzioni dei satellitari astrogotici sotto gli influssi medianici è difficile, non è che posso star qui a spiegare tutto io, ci sarà qualcuno in internet che ’ste cose le sa, no? Beh, andate là. Buona primavera a tutti i buoni e brutti, i belli no che li bacian tutti, gli altri si arrangino, che già rompono parecchio.

referendum 22 e 23 marzo 2026: magistratura

Come per ogni occasione, olimpiadi, pandemie, presidenti della repubblica, nello studiolo abbiamo fatto partire i pronostici, come sempre sulla porta della cucina:

Quanto le previsioni corrispondano ad analisi politica e quanto a speranze ed aspettative lo sapremo lunedì nel pomeriggio. Su bassa affluenza e risultato non troppo netto siamo tutti concordi, grossomodo. Impossibile non politicizzarlo, comunque, e non farne un fatto ideologico: sia perché non si capisce, sia perché sono trent’anni che si sentono certe argomentazioni a destra.

laccanzone del giorno: The Futureheads, ‘Good night out’

Sì, ho già messo la loro ‘Struck dumbnelleccanzoni ma siccome penso che loro, i Futureheads, lascino parecchio indietro molti loro brit-colleghi di genere che pure apprezzo, Kaiser chiefs, Maxïmo Park, Wombats, e se solo avessero avuto costanza e diligenza, invece che incidere a malapena sei dischi in vent’anni di cui uno a cappella, figurarsi, sarebbero i più grandi di tutti.

E allora ci metto la loro ‘Good night out’, bellissima. E un video in pieno stile Martin Parr, irresistibile. Forse mi piacciono ancor più e proprio per questa loro insensatezza e condotta sciagurata così inglese, so british, che mi aggradano così molto, coretti compresi. L’otto maggio sarebbero pure a Sunderland, ovvero a casa loro, talmente indolenti da nemmeno muoversi. Va’ a finire che compro e poi non ci posso andare, lo so fin da ora. Via con l’atto insensato, allora.

La comoda pleilista de leccanzoni del giorno esiste ancora, è a cinquantasette canzoni e adesso è su Tidal, che son passato di là per le note vicende, Trostfar ne era stato l’ispiratore oltre che autore della magnifica copertina, grazie, ora l’aggiorno e sta qui, per chi desideri.

la verità rivelata, altroché

In questo momento di Iran, Gaza, Ucraina, medio oriente tutto, faccio mio ancora una volta di più ciò che disse Er Bibbitaro ormai quasi dieci anni fa:

Non c’è bibbia o talmud o manuale delle giovani marmotte che mi possa dire di più, in attesa dell’atroce boh.

e 1.001 giorni feriali dopo…

Milleottantanove, in realtà, eccomi qua: mi sono ascoltato tutti e milleuno i dischi-da-ascoltare-prima-di-morire, dall’inizio alla fine senza mai saltare un brano, tutti o quasi i giorni lavorativi dal 13 dicembre 2021 a oggi, 12 marzo 2026, e poi mi sono sentito anche gli ottantotto album usciti dalle edizioni precedenti e sono, ora, finalmente, urrà, era ora, sopravvissuto a tre dischi tre di Cane West, un uomo libero:

Potrò finalmente andare in giro, vedere il mondo, parlare con le persone, dormire la mattina.
O forse no.

In realtà il progetto prosegue, ad averne voglia. Chi sia riuscito nell’impresa, a oggi 677 persone sul globo terracqueo, può suggerire un album a sua volta, così che chi prosegue lo riceverà in lista. Il punto è che man mano che passa il tempo le persone finiscono, suggeriscono e, quindi, come la tartaruga di Achille, la soglia del traguardo si sposterà sempre più in là. E non si finirà mai. Perché io sto per aggiungere il mio, per esempio, proprio ora. Un millimetro in più all’arrivo.

In realtà meglio così, che le cose non finiscano come invece accade in natura. E così non devo morire, dopo i milleuno. Per chi volesse fare da solo, senza la comoda piattaforma, qui ci sono un sacco di liste interessanti, filiate dal progetto maggiore.

vota no

Poco più di un anno fa sono passato a riveder le mura di Montagnana, che sono belle e ci si fa un giro sempre volentieri. E lì sono incappato nella bacheca del Club ‘Forza Silvio’, eccola qua.

Ovviamente un filo stagnante, come immagino le attività del Club almeno da giugno 2023. E invece no, mi comunicano ora che un afflato dopo più di due anni ce l’hanno avuto, eccolo, in nome di una grande battaglia del capo: la giustizia giusta.

Che sollievo saperli ancora attivi e ancora alle prese con i problemi giudiziari.

A Montagnana, peraltro, permane uno dei misteri più insolubili che la mia mente abbia incontrato: l’hotel Aldo Moro anche ristorante. Ma perché? Ma percome?

Giuro che ci penso spesso, è proprio una storia che vorrei sapere.

battuti sonoramente dall’Albania

Paese per paese europeo, l’anno in cui fu dato il voto alle donne.

I tanto bistrattati paesi socialisti tra i primi – in realtà fu verso la fine del 1917 che in Russia si votò per le elezioni dell’Assemblea costituente panrussa, riunitasi poi nel 1918 – e l’Italia, come di consueto e su tanti aspetti riguardanti non solo i diritti civili, tra gli ultimi, prima solo di Bulgaria, Grecia, Malta, Cipro, Monaco (ma per votare che?), Svizzera e Liechtenstein, piccolezze, figuriamoci.