ah, l’estate

Quel bel periodo in cui ti dicono che hanno proprio proprio bisogno di staccare la testa, che tutta quella fatica di cosare di testa durante l’anno, che bisogna sparapanzarsi da qualche parte a far nulla e leggere? Siam matti? Far fatica? Alcuna, non ischerziamo.

Che poi fanno tutt’altro che lavorar de cranio o trasportar casse.

la musica delle stagioni, primavera 2022

C’è stato il solquizzio, madonna, quindi è tempo di cadaunare la pleilista della stagione conclusa e iniziare quella entrante. Ed è già passato un po’. Va bene, con ordine: ecco la pleilista della primavera, oltre settanta brani per un viaggio in macchina da Biała Podlaska a Olsztyn, ma comodi.

Un sacco derobba nuova, ho cercato in giro. E ne sono abbastanza soddisfatto, pochi nomi noti e parecchia gente che ha voglia di fare, secondo me. Alcuni non dureranno oltre la stagione, ma altri eccome sì.

Eccole, tutte: inverno 2017 (75 brani, 5 ore) | primavera 2018 (94 brani, 6 ore) | estate 2018 (82 brani, 5 ore) | autunno 2018 (48 brani, 3 ore) | inverno 2018 (133 brani, 9 ore) | primavera 2019 (51 brani, 3 ore) | estate 2019 (107 brani, 6 ore) | autunno 2019 (86 brani, 5 ore)| inverno 2019 (127 brani, 8 ore) | primavera 2020 (102 brani, 6 ore) | estate 2020 (99 brani, 6 ore) | autunno 2020 (153 brani, 10 ore) | inverno 2020 (91 brani, 6 ore) | primavera 2021 (90 brani, 5,5 ore) | estate 2021 (54 brani, 3,25 ore) | autunno 2021 (92 brani, 5,8 ore) | inverno 2021 (64 brani, 3,5 ore) | primavera 2022 (74 brani, 4,46 ore)

Sfondato il muro delle cento ore complessivamente, ora è solo discesa. Ed ecco le copertine, per amor di completezza e, ovvio, di copertine.

E son diciassette stagioni, CSI trivigante Maiemi, complimenti a me. Fa un po’ paura a moltiplicare per i mesi, già, ma pensando che sia musica allora passa. Butto lì un Arpeggio di Friska Viljor, Wild Flowers dei Warmduscher, My Weight di Lady Pills o Impossible dei Röyksopp, proprio per buttarle lì.

sembrerebbe il nevada ma non lo è

Da quando il 4 luglio del 1997 il rover Pathfinder mandò la prima fotografia da Marte, qui sotto, penso spesso a quell’immagine. Mi colpì moltissimo poter vedere Marte, Marte vero, proprio una fotografia. E poi, mi son detto innumerevoli volte, prova a immaginare se una fotografia del genere la vedesse, che so?, Copernico, Galileo. Non riuscirebbero a crederci, l’emozione li sopraffarebbe (ho incespicato nella coniugazione, lo ammetto), figuriamoci. Senza poi pensare al fatto che il coso è proprio là, su Marte, la cosa diverrebbe incommensurabile.

Domani, 12, la NASA pubblicherà la prima immagine scattata dal James Webb Space Telescope, per noi familiarmente JWST, e un po’ sento ancora l’emozione. Ma come quella prima, mai più.

una pizza in cattedrale?

Tutta la faccenda delle recensioni in rete ha aspetti positivi e tanti, tantissimi, aspetti negativi. Tra essi, la spinta alla recensione anche là dove nulla se ne sa e il fatto che c’è in giro un sacco di gente che, per davvero, non ha idea né decenza. Tra essi, di recente, il signore qui sotto, che ingrassetta i termini importanti della sua propria recensione a un museo, non importa nemmeno quale.

Se è un essere umano, dentro è bot.
A fianco ma non indietro, una coppia di altre che ho visto da poco, mentre ero in piazza a Reggio Emilia. Si parla della cattedrale di Reggio e se la prima recensione lascia perplessi ma si immagina l’errore, la seconda è devastante (di un certo Giovanni Costa) che sente, comunque, forte forte la spinta a scrivere qualcosa in ogni caso. Bravissimo, grazie per avercelo detto.

Bello anche il suo pezzo: «Bella Piazza rettangolare con Cattedrale di sicura antichità».