Oggi spesa. Frutta e verdura, non supermercato, perché vivaddio non è possibile credere alle notizie che la vitamina C guarisce dal virus e non avere le arance. Parto con lo zaino da trenta litri, due borse giganti della coop, un bauletto, pronto al trasporto perché ho da rifornire almeno cinque persone/nuclei familiari, il che fa un sacco ma un sacco di frutta e verdura. Perché l’imperativo del periodo non è solo andare a fare la spesa uno per tanti ma è anche prendere un po’ di roba in modo da andarci il meno possibile. Il segno di come il messaggio sia stato ben compreso è una telefonata che arriva al mio amico fruttarolo appena entro: una persona anziana che richiede consegna a domicilio, salveee, vorreeeeei una mela… un pomodorooo… una testa d’aglio. Può venire subito? Il fanculo è sospeso nell’aria ma è palpabile, se ne sente il profumo. Ovviamente il signore chiama tutti i giorni per lo stesso tenore di ordine e come lui sono frotte, legioni, stormi, greggi sterminate. Ma verrà, mioddio, un virus che colpisce tutti tranne le persone anziane e dovranno andare loro a fare le cose? Accadrà? Guarda giù, o signore. Vorrei però vedere la scena, perché il fruttarolo resterebbe lo stesso, almeno fino al momento del plateale suicidio.
Serve anche in questo caso raziocinio e pianificazione: pare, per fare un esempio, che tra un po’ di tempo possano arrivare meno arance, sembra ci sia un problema con la raccolta, troppo vicini l’uno all’altro. Posso capire, immagino ci possa essere anche una soluzione agevole, nel dubbio prendo quaranta arance (se paiono tante ricordo che agisco per cinque nuclei oltre a me) e siccome io e i fruttaroli siamo amici, mi avviseranno per tempo e me ne terranno via qualcuna. Sì, privilegi, esatto! Come la parte migliore del macellaio di Moretti, esattamente. Ma me lo sono guadagnato a colpi di arance, non provo rimorso.

Poi il giro della consegna, breve ed efficace. Molta polizia, carabinieri, vigilanza in giro ma non ho ancora visto fermare quasi nessuno, in effetti i comportamenti in città mi paiono disciplinati e attenti, tendenzialmente. Chiaro che se una persona anziana gira in auto dà nell’occhio, se poi ha su un’altra persona e sono entrambe sedute davanti senza mascherina, allora la fermata è assicurata.
A proposito: come noto, serve l’autocertificazione per uscire di casa (lo sto rispiegando al me del futuro che non ricorderà) e poiché a me serve, raramente, per a) fare le spese per me e congiunti vari, b) andare occasionalmente in ufficio a prendere qualcosa che mi serve per lavorare a casa, c) andare in farmacia e quasi null’altro, allora ho diligentemente compilato tre certificazioni già pronte, cui mancano solo data e firme, e una generica compilata con la parte anagrafica. Ne ho stampate varie copie – andando appunto in ufficio, non essendo io dotato di stampante a casa – e così mi sono premunito. Quando il governo l’ha modificata, io ho rifatto tutta la pappardella, ristampando il tutto. Oggi siamo alla terza versione, quindi dovrei uscire di nuovo, andare in ufficio, stampare le quattro versioni in alcune copie. Lo farò, per carità, e come me molti altri. Siamo sicuri sia una buona idea ogni volta? Siamo sicuri che resti quella? Se no aspetto direttamente la quarta versione, per fare economia.
Comunque, ieri sono state denunciate ottomila persone uscite di casa senza un valido motivo, in aumento rispetto al giorno prima. C’è in giro parecchia gente che non ha capito con cosa abbiamo a che fare. Ma non solo stolti, anche avveduti. Non stavolta, però. Ne parliamo domani, magari.
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