Oggi son sessanta che quel sasso cadde nel bicchiere d’acqua e tutto uscì sulla tovaglia e lì c’erano le persone bricioline.

Io il mio l’avevo raccontato qui. Lunedì prossimo a risentire Paolini che rifà quella cosa là del 1997, sono emozionato.

Oggi son sessanta che quel sasso cadde nel bicchiere d’acqua e tutto uscì sulla tovaglia e lì c’erano le persone bricioline.

Io il mio l’avevo raccontato qui. Lunedì prossimo a risentire Paolini che rifà quella cosa là del 1997, sono emozionato.

Ci mancavano i fascisti di Hamas, la strage dei civili, colpire una festa e fare scempio dei corpi in favore di telecamera. Difficile, ancor più difficile ora sostenere i diritti del popolo palestinese rinchiuso nella striscia, ora che, giustamente, si prova compassione e pietà per i morti innocenti di parte israeliana. La parte della comunità internazionale che già, in grande prevalenza, sosteneva la causa israeliana ora non può che irrigidirsi.


Non posso che, ancora una volta, essere con tutte le mie forze contro ogni fondamentalismo religioso di qualsiasi parte, con il nazionalismo e unitamente a esso vera iattura e disgrazia per le vite degli altri.

Perché adesso la reazione sarà certo oppressiva, cieca, indistinta.
Pessime notizie per bandcamp, la piattaforma musicale più sensibile ai ricavi degli artisti. Prima è stata venduta a Epic Games, colosso dei videogiochi, dalla serie Unreal al Fortnite di oggi. Già non è che si capisca e si poteva sospettare la perdita di indipendenza con questa acquisizione, nonostante magari il miglioramento con i servizi di backend. Ma è durata diciotto mesi, Epic ha licenziato 830 dipendenti e ha venduto bandcamp la settimana scorsa a Songtradr che, quantomeno, ne condivide l’ambito, sebbene sia del tutto orientata sulle licenze e la monetizzazione della musica. Difficile non ne vengano influenzate le politiche di bandcamp, a domanda specifica gli acquisitori hanno svicolato. Il che non è bene su tutta la linea.

Inoltre, scrive «Pitchfork», Songtradr non ha ancora riconosciuto l’associazione dei lavoratori e non ha ancora offerto a tutti i dipendenti una posizione all’interno della «nuova» bandcamp, soprattutto. Il sindacato interno, bandcamp united, è in agitazione e ha pubblicato un comunicato piuttosto preoccupato.
Non bene no. Aspetto che qualcuno a un certo punto mi dica che la mia bella collezione me la posso infilare in saccoccia e andare a quel paese, di solito, purtroppo, funziona così.
Mi scappa l’occhio sul mio estratto conto e noto con inquietudine.

Possibile? Quando? Me ne ricorderei… E solo 19,90 qualora l’abbia assoldata?
E anche quest’anno tocca assistere impotenti all’ingiustizia: niente premio nobel per la letteratura per lui.

No, l’hanno dato a Jon Fosse, a saper chi sia. Sarà il fratello di Bob. Per la sua «immensa opera, scritta nel norvegese Nynorsk e che spazia tra una varietà di generi (…) costituita da una ricchezza di opere teatrali, romanzi, raccolte di poesie, saggi, libri per bambini e traduzioni», evabbè, ciao. E la grandezza del nostro prediletto? Non solo uno che scrive cose come: «Io e te, come bellissime stelle, 30 mila metri sopra il cielo», impareggiabili, e l’ancor più ermetico: «Io e te, elevati all’amore», che lirica, ma si senta qui che incipit:
«”Cathia ha il più bel culo d’Europa.” Il rosso graffito, frutto di una mano furtiva che di notte aveva colpito con la complicità di una bomboletta spray, splendeva in tutta la sua sfacciataggine su una grossa colonna del ponte di corso Francia.
Vicino, un’aquila reale, scolpita tanto tempo fa, aveva sicuramente visto il colpevole, ma non avrebbe mai parlato. Poco più sotto, come un piccolo aquilotto protetto dai rapaci artigli di marmo, era seduto lui».
E di cui vorrei ricordare il titolo della tesi, presentata quest’anno in una prestigiosa università telematica per la laurea in lettere, proprio come me: «Due visioni comparate dell’amore: Jack London e Federico Moccia, differenze e affinità di stile, visione e ispirazione attraverso il tempo». Grandissimo, anzi grandissimi, lui e London, in quest’ordine.
No, Fosse, te pare? Ma che mondo è in cui Fosse batte Cathia? E Ernaux, Gurnah, Glück, Handke, Tokarczuk, Ishiguro? Chi sono costoro? Che vogliono? Perché e percome? Ci mancavano «la drammaturgia e la prosa innovative che danno voce all’indicibile», ma che è ’sto indicibile? Senti qua come si capisce bene: «Con una persona che non conosci a volte ti trovi meglio, ti racconti più facilmente». Forse che non è vero? Forse che non accade così?
Nobel a Moccia, perdio, istituiscasi il dicibile comitato. E poi l’oscar, che è anche reggista.
Premio nobel per la letteratura 2023. Uscirà a breve la seconda parte del suo Settologia: oltre milleduecento pagine senza mai un punto. Non vedo l’ora.
Dopo l’espluà di due giorni fa, il timido Calenda si ripete:

Stavolta ha aggiunto anche il ‘caro’, il problema Salvini effettivamente si propone con una certa ripetitività in questi giorni e ha che fare con le pesche e una catena amica di supermercati.
Provo a metterla in ordine, partendo da una legittima domanda: perché, perché mai un ministro della repubblica si mette in posa e pubblica dei post con tanto di sacchetti ben orientati in favore di camera per fare non uno, non due ma innumerevoli spot a una ben nota catena di supermercati vicini alla destra?

Che poi uno si fa due domande sulle domeniche del ministro in questione, che vitona appassionante, eh? Comunque. Fin dai tempi di Caprotti, Esselunga ha avuto un fruttuoso rapporto con la destra italiana, meglio se al governo. Non è un caso che l’ex tesoriere della lega Centemero sia stato condannato per finanziamento illecito da Esselunga, soldi transitati su una sua associazione e poi serviti per finanziare radio Padania e un convegno del centrodestra. Ma è una storia lunga. Per restare al recente, a maggio Esselunga, con molti altri, va detto, desiderosi di piacere al governo in carica, TIM, Enel eccetera, ha finanziato gli Stati generali della natalità, un accrocchio gestito e organizzato dalla destra peggiore, la Fondazione per la Natalità e il Forum delle Associazioni Familiari, preoccupati per il calo demografico causato dalle italiche donne che non si impegnano come la patria vorrebbe. Ovviamente contrari all’aborto e a tutto ciò che permette alle donne di determinarsi, vurriamai, nonostante dicano che «lo scorso anno abbiamo perso una città come Bari. Trecentoventimilanovecentouno italiani, per la precisione» sono ovviamente contrari alle politiche di immigrazione perché quelli mancanti devono essere italiani alla Vannacci.

C’è pure Poste e questo mi dà molto fastidio, sebbene negli amici minori. Quindi: Esselunga finanzia, il governo ringrazia immediatamente, Meloni celebrando lo spot della pesca – miserello, in realtà – e Salvini, che come tutti i limitati deve esagerare con il messaggio, pubblicando post a iosa che sopravanzano di gran lunga il limite della controproducenza. Che buona esselunga, che bella esselunga, che bello stare dentro esselunga e anche le seconde file si allineano, fino a Padellaro.
Che dire? Eh, pochino, che almeno Salvini si metta la felpa di Esselunga così è chiaro e non ne parliamo più, all’americana in cui il lobbing è dichiarato. Purtroppo ho un’Esselunga a cento metri da casa e un’altra a duecento metri dall’ufficio, per cui smettere di andarci mi costa un po’ in scomodità e finora ho un po’ fatto finta di niente ma lo faccio senz’altro, i miei otto dollari di spese settimanali adesso li avrà qualcun altro. E i due dollari di benzina in più, maledizione, questo sistema mi avviluppa in ogni modo, che non se ne esce mai puliti puliti.
Disse Vladimir Putin.

Non è quel momento dell’anno preciso ma è sempre il momento di contribuire a tenere in piedi «il più grande progetto collaborativo nella storia dell’umanità» nonché, più modestamente, il sito che visito di più, wikipedia. Stavolta ho rischiato pure di romperla, cercando ‘wikipedia’. Non sarò l’unico a usarla. E quindi? Quindi sostenere, sia editando che correggendo che, più volgarmente, cacciando due lire o tre.

E non è il solito Matteo con cui ce l’ha, è l’altro. Condivisibile, per una volta, e la pesca ha veramente frantumato le palline di cui sopra.
C’è il modo senza pensarci troppo

e il modo più bello

Che poi uno entra anche solo per quello. A meno che non significhi che può entrare solo Johnny, magari.
A Berlino nel 2016, chissà se c’è ancora.