un re piccolo e sciagurato

Vittorio Emanuele III, Sciaboletta per i detrattori, fu un re sciagurato, è bene ricordarlo mentre viene rimpatriata la salma.

Appoggiò bene o male, per incapacità o per convinzioni vergognose, tutte le scelte del fascismo, dopo averne consentito l’ascesa: lo scioglimento di partiti e sindacati, la soppressione delle libertà individuali e collettive, l’avventura coloniale in Etiopia, l’alleanza con la Germania nazista, le leggi razziali, la dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, la successiva proditoria aggressione alla Grecia eccetera.

Inoltre dopo l’armistizio scappò: il che avrebbe avuto anche un qualche senso, ma non certo lasciando l’esercito allo sbando senza direttive e il paese in mano alle scorribande dei tedeschi.
No, quindi, al rientro e tantomeno no a quanto possa essere in favore della sua figura. È già molto che sia stato consentito ai Savoia di tornare in Italia, schifosi.

corso minimo di genitivo polacco per poter apprezzare i Deep Purple

Per formare il genitivo singolare, il polacco aggiunge una desinenza in fondo, a seconda si tratti di un sostantivo o di un aggettivo. Nel caso del sostantivo singolare, qualora sia maschile e animato la desinenza da aggiungere è -a, -a/u nel caso in cui sia invece inanimato; qualora il sostantivo sia femminile o neutro, la desinenza sarà -y/i (se il nome finisce con -k, con -g o con -j) o -a.
Tutto ciò genera dei buffi effetti per noi italiani, come per esempio piazza Wagner che diventa, effetto asilo, Wagnera. Insomma, tutta ’sta sbrodolatina per presentare finalmente il memorial polacco dedicato all’indimenticabile tastierista dei Deep Purple, Jon Lord.

La elle col taglietto, al momento, non so bene come affrontarla. Più avanti, magari.

«Impossibile trovare l’elemento»: come windows non fa cancellare cartelle o files e come l’abbiamo gabbato (dopo anni)

Omioddio, questa cosa la devo scrivere perché è troppo preziosa per non condividerla con tuslemond.
Parliamo di windows, di quelle cartelle (o files) che per ragioni note solo a windows stesso è impossibile cancellare perché, dice il sistema, è «Impossibile trovare l’elemento». Bella merda, poi uno sta anni con queste cartelle (o files) – che ’sto pistola di sistema invece fa rinominare e non cancellare va a sapere te perché – piazzate da qualche parte senza poterle eliminare. Niente da riga di comando, niente con unlockers o sbrinatori vari, niente nemmeno pregando Ganesh.
Eppure.

Eppure si può. Ed è pure semplice.
Ecco come: basta avere winrar, tasto destro sulla cartella/file, selezionare il comando “Aggiungi ad un archivio…” e nella finestra delle opzioni spuntare la voce “Elimina i file dopo l’archiviazione”, come da freccina qua sotto nell’immagine.

Fatto. Lo so, anche io ci sono rimasto secco. E ho ancora il batticuore per l’emozione.
Funziona anche con 7zip, medesimo procedimento. Anni sprecati nella più ampia sofferenza di fronte a quelle cartelle e ora non ci sono più. Piango lagrime di gioja.
Un ringraziamento deferente a questi signori che mi hanno indicato la via: servo vostro, per sempre.

Aggiornamento delle 9:50
Vedi le coincidenze, stamattina mi trovo a lottare contro un file che per una qualche ragione (client del cloud, fanculo) contiene un carattere proibito (/) nel nome. Windows, di conseguenza, non cancella e non rinomina, a causa sempre del fatto che è «Impossibile trovare l’elemento». Il metodo winrar qui sopra non funziona (a causa del carattere che viene interpretato come percorso) e nemmeno da prompt (rd nomecartella /s) sono riuscito a fare nulla.
In questo caso ho risolto utilizzando lo strumento “Controllo errori” su disco di windows, che è riuscito da solo a normalizzare il nome e rendere, quindi, il file cancellabile. Ecco, sempre in caso servisse a qualcuno.

accidentally W.A.

La biblioteca di scienze della città di Görlitz è un posto molto affascinante, non solo per la simmetria e la prospettiva.

È uno di quei luoghi che, esteticamente, paiono un set perfetto per un film di Wes Anderson. Ce ne sono molti altri, uno particolarmente interessante è l’Hotel-Restaurant Belvédère al Furkapass.

Bellissimo. Non è un caso che abbia iniziato con Görlitz: nella città tedesca al confine con la Polonia è stato girato Grand Budapest Hotel, tutto torna in qualche modo.
Qualcuno (accidentallywesanderson), condividendo questo tipo di curiosità, si è messo a raccogliere immagini di luoghi che potrebbero, nel senso che non lo sono stati ma che avrebbero potuto, essere dei magnifici scenari per film di Anderson. E sono bellissimi da vedere, uno a uno, perché in effetti l’estetica di W.A. è davvero notevole e molto molto piacevole da guardare.

GoldbAIR, HaribAIR e Tropifrutti: le migliori livree per aerei non gommosi

Si potrebbe prima volare con il Boeing 737-800, strepitoso nome in codice: GoldbAIR (qui nel 2009, della TUIfly), e non sarebbe niente male perché io cercherei senza dubbio di morderlo.

O con il meraviglioso HaribAIR, elegante ma non gommoso purtroppo, anch’esso un Boeing 737-800 della TUIfly, qui nel 2014.

La terza scelta potrebbe essere l’Haribo Tropifrutti Paradiesvogel, nome meno fantasioso, stesso tipo di aereo e stessa compagnia ma nel 2015.

L’orsetto gommoso, o goldbären come di chiama propriamente, si riproduce a gran velocità – per mia e nostra fortuna – e figlia al ritmo di cento milioni di esemplari al giorno. Che è, nonostante io sia gran campione, decisamente più di quanti io riesca a mangiarne, per fortuna. Poi, si sa, vanno in letargo nel colon.

the great solar eclipse from outer space

Il 21 agosto scorso negli Stati Uniti è stata visibile una poderosa eclissi solare, come molti di noi dovrebbero ricordare. È la cosiddetta The great solar eclipse del 2017 e qui c’è una spiegazione tecnica dettagliata dell’avvenimento.

Bene. Per quelli come noi che non l’hanno vista, ci sono un sacco di immagini in rete ma una tra quelle più inedite è, come spesso accade, quella della NASA, che ha ripreso l’ombra dell’eclissi da 250 miglia di altezza.

Un’eclissi come io non l’avevo mai vista. Qui il sito.

l’agonia di un settimanale importante

Ne ho già parlato: Pagina99, uno dei migliori settimanali di ragionamento sulla piazza fino ad alcune settimane fa, prima ha tirato parte delle cuoia abbandonando il formato cartaceo, adesso sta dibattendosi con difficoltà tremende. Il 12 dicembre la redazione ha rilasciato un terzo comunicato, opponendosi ai licenziamenti e promuovendo giorni di agitazione, poche ore dopo l’editore ha risposto con un altro comunicato dai toni più forti, il che non fa presagire nulla di buono. Spiace che venga a mancare un’altra testa (collettiva) nel panorama già striminzito, la mia solidarietà – per quel che vale – ai bravi giornalisti della testata, che hanno sempre fatto un ottimo lavoro.