«Di morte è la nostra testimonianza»

«Parlare, però, è ridare la vita a chi non c’è più», disse Nedo Fiano, scrittore, sopravvissuto all’olocausto e alla deportazione ad Auschwitz e Buchenwald e uno dei testimoni più instancabili di ciò che accadde durante il fascismo e la guerra, in particolare a coloro che furono deportati.

Per chi abita a Milano o in Lombardia, o chi lo ascoltava a Radio Popolare o nelle aule delle scuole, Fiano è stata una presenza costante nei decenni, sempre garbato e deciso, sempre senza arretrare di un passo anche nei momenti difficili, miserabili e umilianti, quando per esempio fu profanata la scritta all’entrata di Auschwitz. Mai una volta si è tirato indietro.
Oggi Nedo Fiano è morto, uno degli ultimi sopravvissuti.
La memoria che ci ha lasciato resta, è qui, è presente e documentata. La responsabilità di quella memoria è ora nostra, mia e vostra, guai a chi farà finta di nulla. «Colui che dimentica diventa complice», diceva spesso. Bisogna pensare a questa frase, bisogna capirla. Tra i figli, lascia Emanuele, persona intelligente che per fortuna sua e nostra molto ha preso dal suo babbo.

tra la fine dell’autunno e l’arrivo dell’inverno

A proposito di cose belle là fuori, molti non colgono appieno il grande fascino degli Appennini alle soglie dell’inverno.

Piacentino, l’Appennino, al limite ligure, perché più aspretto dei più amichevoli parmense e reggiano. Qui le strade si muovono, scivolano a valle, altro che il prosiùtto. E le città vengono dimenticate.

Incastonate, molte meraviglie, da Velleia (qui l’inutile guida scritta un sacco di tempo fa) a Vigoleno a Castell’Arquato fino a Libarna (qui l’altra inutile guida), Bobbio e Bardi andando in là.

Una volta l’anno, almeno, il giro per me è d’obbligo. È più di un piacere, direi una necessità e un dovere, insieme. E che ricompense!

contro la leghista ai diritti umani: sostenere la causa

Diego Battistessa è un uomo che si occupa di diritti umani. Come avevamo fatto in molti, nel 2017 ha protestato contro la nomina della leghista Stefania Pucciarelli quale Presidente della commissione dei diritti umani del Senato. L’unica cosa per cui la Pucciarelli era nota era per avere un enorme livore contro i rom e per aver messo un like a un suo follower che chiedeva i forni, anche lui, per i rom. Insomma, ai diritti umani era davvero un po’ troppo, come mettere Bolsonaro alla tutela dell’ambiente.
Battistessa, facendo più di quanto abbia fatto io segnalando semplicemente la cosa, lanciò una petizione pubblica chiedendo la rimozione della Pucciarelli. Lei gli fece causa per diffamazione e il giudice le diede ragione, per aver mal posto le ragioni di appoggio alla petizione. Ma il motivo resta valido. Battistessa è stato condannato a pagare le spese legali e cinquecento euro di risarcimento per la controparte, per un totale di novemila euro. E ha chiesto una mano.

Siccome non promuovo cause in cui non credo, io ho dato, e il sostegno pare procedere bene. Ho contribuito perché mi ero incazzato anch’io per una nomina così sfrontata e vergognosa. E perché Diego Battistessa non si senta solo.