la grande aragosta, pom pom pom

Ecco, lo sgurz resta ma David Riondino se n’è andato. Mi addolora molto, come molto l’ho amato, a partire dalle corse con i carrellini la notte in stazione Centrale ai suoi dischi, l’impiegatino asburgico nell’Austria di fine secolo, l’incommensurabile Franco da Catania – esci di camera –, l’alegria do Brasil, un paio di serate in teatrini piccoli piccoli ma con tanto cuore e passione, tante cose, tutte delicate e belle.
Un’altra testa che se ne va, che dispiacere. Gli amici lo chiamavano ‘bietola’, andiamo a giocare con gli altri bambini. Che tristezza.

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