Repubblica, Il Post, Corriere, tre percentuali definitive diverse sulla vittoria del ‘no’ al referendum. Interessante.



Anche l’analisi del voto è puro delirio; scrive il Corriere: “Testo bocciato dagli elettori più istruiti e dai laureati. Gli operai si dividono e il Sì prevale tra le casalinghe. Il sostegno alla legge si ferma al 31% tra i centristi”. Risponde Libero, sempre onesto, addossando la responsabilità del voto contrario a “ceti improduttivi del Meridione e i giovani pro-Pal”, complimenti.

Il sistema malaaato ricorda Walter Fontana dei tempi. Domani e Fatto esultano.


Il Giornale è invece sorprendentemente sobrio, almeno nel titolone, meno nell’occhiello.

L’Unità, che non so bene che giornale sia ora, tende un poco i toni.

Ma il miglior titolo è quello del Messaggero Veneto: in Friuli vince il sì, se nel resto d’Italia non si sanno comportare che ci possiamo fare noi?

Nordio si assume la responsabilità politica della sconfitta mentre ieri non ci vedeva un significato politico dentro la stessa, aspettiamo la crocifissione di Giusi Bartolozzi, la donna a capo di gabinetto che con le sue uscite sulla magistratura come «plotone d’esecuzione» ha da sola suscitato un botto di voti contrari, mentre il vicepremier di Forza Italia ammette che la Lega è allo sbando e quello del Carroccio, da Budapest, fa a notare che la percentuale più alta di no, dentro il centrodestra, si annida dentro Forza Italia. Uno che parli del proprio partito no. Ed è solo l’inizio.
Sarà un anno lunghissimo.