business idioti per il futuro

Mentre stavate separando l’umido dall’indifferenziato e cercando di comprare qualcosa senza plastica, i due allegri miliardari Bezos e Branson hanno giocato alla gitina nell’iperspazio buttando nell’atmosfera una cosa tipo 75 tonnellate di CO2 in dieci minuti. Best day ever.

«Grazie a tutti gli impiegati e i clienti di Amazon, il giorno più bello della mia vita». Spero che i dipendenti, nei dieci minuti di assenza, abbiano potuto almeno pisciare.

il miracolo del burro (suite)

Dopo alcuni eoni i Counting Crows hanno pubblicato, qualche mese fa, un EP, Butter Miracle Suite One. E proprio come si evince dal titolo, è una suite e andrebbe, quindi, ascoltata tutta d’un fiato, perché è un discorso che ha un filo. La cosa sorprendente è che dopo un bel po’ di prove incolori, è proprio un bel dischino. Sì. Con dei bei vertici.
Ora è possibile anche guardarlo, eh sì: per quanto appena detto, è un video unico, per seguire il filo, c’è una storia.

Se poi il video aggiunga o tolga o niente, ognun decida per sé. Certo, l’immaginario è quello dei Counting Crows, deve piacere. A me se non capisco sempre tutto, anche qualche angelo in meno, preferisco.
[Parte anche il tour, che bello sarebbe sentirli a Omaha, somewhere in middle America].

mettere cose che riprendono cose dentro altre cose

Anche a costo della morte di alcune cose.
Uno qui ha messo una gopro in una lavastoviglie per vedere come funziona – e funziona come uno si aspetta – e un altro qui ha comprato un drone e lo ha lanciato dentro un vulcano. Sì, anche questo è come ci si aspetta ma spettacolare.
Ma anche sopravvolare per me era già di soddisfazione, non è che si aggiunga molto di più. Ed erano millecinquecento euro risparmiati.

cacchio, Bart

Merda, come volevo bene a Bart. Avevamo vent’anni, anzi no, eravamo nella metà verso i trenta, noi usciti da lettere che facevamo i colloqui di lavoro in quell’era precaria dominata da Berlusconi e dall’ex-sinistra dei capitani coraggiosi e delle fondazioni, e ci facevamo beffe dei ciccioni pelati che nel mondo del lavoro sudavano cinismo e rassegnazione. E venivamo presi per il culo. Non diventeremo mai come loro, era il messaggio che non c’era bisogno di dirci, renderemo epico il quotidiano. Era un’immagine, ciccioni-pelati lo si è dentro, quando ci si lagna del lunedì e ci si agita il venerdì, quando si cerca il mare in laguna e poi ci si lamenta perché è brutto, quando si compra una Skoda e si pensa di avere una fuoriserie o, pure, si è vili e si sparla della moglie quando non c’è.
E il senso di tutto era che non diventeremo mai così, anche se potremo essere ciccioni e pelati fuori, non c’entra, pensavamo. Bart raccontava una storia, una storia in cui un guardiano di un obitorio in Russia, in qualche oblast dell’accidenti, alla fine si scopava i cadaveri. Poi un giorno una si sveglia, la stavano per cremare e lei si sveglia. E lui? Chissà che spavento e poverello l’hanno messo in galera perché dice che in Russia è reato la necrofilia. Capito? Cioè uno già ha il problema che si scopa i cadaveri e poi gli si svegliano e lo mettono pure in galera, capito?
Ecco, se avete riso siete come noi.
Bart no, non diventerà mai un ciccione pelato cinico e vile, resterà sempre fermo a quella magnifica instantanea del 2001 e alla sua sregolatezza (con genio, lui). Anche Libero De Rienzo non lo diventerà, perché accidenti se n’è andato ieri e mi dispiace davvero molto. E di certo lui non lo era. Io cercherò di non diventarlo, lo faccio da sempre, per non tradire i noi di allora.

(E sono diventato pelato, fuori, e tendo al sovra, che fatica, Bart).