MMVID – che è un videomaker – è stato a Dismaland e ne ha fatto un video:
L’attrazione che preferisco è ‘abbatti l’incudine con tre palline da ping pong’, ma il meglio è senza dubbio l’atteggiamento degli addetti.
Il separatore di tuorli.


Un bel Banksy che mi ricorda di prendere ancora in giro Google che, con Street View, è costretta a cancellare le facce dei passanti e, spesso, non riesce a distinguere bene tra vivi e non vivi.

Bobby Sands, per esempio. O queste.
Il signore in foto, che è di Cracovia, deve evidentemente essere andato a scuola qui.

È stato classificato correttamente un fossile di Montsechia vidalii, una pianta che risale a 125 milioni di anni fa. Il che la rende in assoluto la pianta fiorita più antica che conosciamo.

Al momento di pagare, leggo testualmente un avviso ai dipendenti: “Le birre Peroni in bott.[iglia] sono nel reparto birre in bottiglie“. Inaudito. E le altre?

Qui sotto è cominciato l’autunno, almeno un po’.

Ma quand’è successo?
La moneta con l’omino preistorico è bellissima.

Tra l’altro, è una moneta celebrativa disegnata dallo scultore greco George Stamatopoulos per celebrare i primi dieci anni di vita dell’Unione economica e monetaria, ciascun paese l’ha personalizzata come vuole (questa è di Cipro).
E io che pensavo, meraviglia!, di trovarmi di fronte all’euro dei pitoti valcamuni.
Ci avrei comprato, o almeno affittato, una grotta o piccola spelonca.
Il National Cycle Network è la rete inglese di piste ciclabili che copre quasi tutto il paese. Sono stati utilizzati vecchi percorsi pedonali, ferrovie in disuso, strade minori, argini di corsi d’acqua o strade con poco traffico nei centri abitati, per limitare al massimo il contatto con il traffico.
Finanziandosi con la lotteria nazionale, il piano previsto era di creare 8.000 chilometri di rete e, raggiunto questo obiettivo, di raddoppiare entro il 2005: cosa fatta. Ora sono ben più di 16.000 chilometri, ecco una mappa aggiornata dei percorsi attivi (su OSM).
Il costo di tutto, a quanto riesco a capire, è inferiore ai 100 milioni di euro, una bazzeccola spalmati su quindici anni.
Tutto ciò sarebbe anche normale in un paese normale, e probabilmente lo è. Per me, italiano, è fonte di vera invidia: voglio anch’io un paese che pensa in grande (o che pensa in normale).
Francis Chichester, aviatore e navigatore, nel 1966 compì il giro del mondo in barca in 226 giorni, doppiando tutti i grandi capi, Horn, Buona Speranza e Leeuwin.

Marinaio anche nei modi, mentre caricava casse di gin a bordo della sua barca (era inglese, il gin è genere di prima necessità) fece la dichiarazione programmatica per cui a me piace ricordarlo: «Ogni sciocco potrebbe fare il giro del mondo a vela, ma ci vuole un marinaio con gli attributi per riuscire a farlo da sbronzi».