il re scoreggione

Il 5 dicembre 1791 morì Mozart.

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Oltre agli incommensurabili meriti musicali, fu illuminista, progressista, e fu il primo musicista di una certa levatura a svincolarsi dalla servitù e a proporsi come libero professionista. «Ieri ascoltammo il re scoreggione/Era dolce come torrone/E benché non fosse granché in voce/Rumoreggiava in modo atroce» (da una lettera alla madre). Mi piace ricordarlo così.

doppia libertà

Tra le innumerevoli copie della statua della Libertà sparse nel mondo ce ne sono due, una in Francia e una in Spagna, che attraggono la mia curiosità.
La prima, a Colmar, nasce dal desiderio locale di omaggiare Auguste Bartholdi, concittadino e autore della statua vera, poi donata agli americani. Per fare una cosa aggraziata, siccome l’idea è recente, l’hanno messa al centro di una bella rotonda in zona commerciale:

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Anche lo sguardo della copia non è dei più vispi.
Il che è però nulla rispetto agli spagnoli di Cadaqués, ridente cittadina della Costa Brava, ricordata per le belle case bianche (dichiarato ufficialmente nel 1972 infinamai “Paese Pittoresco”) e per aver dato ospitalità a Dalì per qualche tempo. I quali spagnoli devono aver pensato di non esser certo da meno dei franzosi, e men che meno degli americanos, per cui hanno dato alla loro statua un certo non so che di maggior potenza e forza:

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Doppia libertà in Spagna, altroché.

fare una cosa indimenticabile a basso costo

L’Etna, insolitamente, ha emesso una colonna di cenere alta parecchie centinaia di metri che si è adagiata su Messina. Poi è tornato a stromboleggiare come fa sempre, con un prot qui e uno sgurb di là.

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E qui vengo al mio consiglio: suggerisco caldamente – ops! – una salita all’Etna, con tutto il cuore. Comodo aereo low cost per Catania, che tra l’altro permette pure di vedere il vulcano a volo d’uccello, giro per la città che è bella e interessante, poi salita all’Etna con pullmino pubblico dalla città, pochi euri, e poi a scelta a piedi o con le guide. Indimenticabile.
Si può fare in un fine settimana, meglio se qualche giorno in più per godersi Catania e scegliere il giorno perfetto per salire.
Sapete com’è, se c’è limpido si vede il mare…

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Le mie foto, agosto 2013.

large hadron rap

Il Large Hadron Collider, si sa, è l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra.
E si sa altrettanto bene che gli scienziati, specie se rinchiusi sotto terra in un anello di particelle, godono di gran buon umore e scherzosità. Ecco un video nel quale gli scienziati del CERN spiegano il funzionamento dell’acceleratore con la simpatia che sgorga spontanea da una mente scientifica che da un po’ non vede il mondo esterno e non parla con persone normali.

Sono uno spasso, ’sti scienziati. Magari un giorno li liberiamo.

1 dicembre 1955

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«Non potevo immaginare che in quel momento si stesse facendo la Storia, ero solo stanca di arrendermi sempre». Rosa Parks, 1955. Incredibile, a pensarci bene: non il gesto, ma il contesto, solo sessant’anni fa.
A tutti coloro che decidono di non arrendersi, anche solo a un certo punto.

Rosa+Parks+Mug+Shot

BObama seduto nell’autobus originale nel quale Rosa Parks fece la sua protesta (è conservato all’Henry Ford Museum):

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un pensiero costantemente teso a cercare di fare il meglio possibile

Il 27 luglio 1890 ad Auvers-sur-Oise Vincent Van Gogh scrisse una lettera al suo amato fratello Theo:

virgolette-aperteMio caro fratello,
grazie della tua cara lettera e del biglietto di 50 fr. che conteneva. Vorrei scriverti a proposito di tante cose, ma ne sento l’inutilità. Spero che avrai trovato quei signori ben disposti nei tuoi riguardi.
Che tu mi rassicuri sulla tranquillità della tua vita familiare non valeva la pena; credo di aver visto il lato buono come il suo rovescio – e del resto sono d’accordo che tirar su un marmocchio in un appartamento al quarto piano è una grossa schiavitù sia per te che per Jo. Poiché va tutto bene, che è ciò che conta, perché dovrei insistere su cose di minima importanza. In fede mia, prima che ci sia la possibilità di chiacchierare di affari a mente più serena passerà molto tempo. Ecco l’unica cosa che in questo momento ti posso dire, e questo da parte mia l’ho constatato con un certo spavento e non l’ho ancora superato. Ma per ora non c’è altro. Gli altri pittori, checché ne pensino, si tengono istintivamente lontani dalle discussioni sul commercio attuale.
E poi è vero, noi possiamo far parlare solo i nostri quadri.
Eppure, mio caro fratello, c’è questo che ti ho sempre detto e che ti ripeto ancora una volta con tutta la serietà che può provenire da un pensiero costantemente teso a cercare di fare il meglio possibile, te lo ripeto ancora che ti ho sempre considerato qualcosa di più di un semplice mercante di Corot, e che tu per mezzo mio hai partecipato alla produzione stessa di alcuni quadri, che, pur nel fallimento totale, conservano la loro serenità. Perché siamo a questo punto, e questo è tutto o per lo meno la cosa principale che io possa dirti in un momento di crisi relativa. In un momento in cui le cose fra i mercanti di quadri di artisti morti e di artisti vivi sono molto tese.
Ebbene, nel mio lavoro ci rischio la vita e la mia ragione vi si è consumata per metà – e va benevirgolette-chiuse – ma tu non sei fra i mercanti di uomini, per quanto ne sappia, e puoi prendere la tua decisione, mi sembra, comportandoti realmente con umanità. Ma che cosa vuoi mai?

Poi, qualche ora più tardi, si sparò un colpo di pistola al petto.
Non si uccise ma morì due giorni dopo, tra lo strazio del fratello. Il quale, alla madre, scrisse: “era veramente mio fratello… Non riesco a trovare conforto nelle parole per esprimere il mio dolore, che mi porterò dietro per tutta la vita“. E così fu, soffrì davvero molto per la sua perdita; vita che fu però davvero breve, poiché morì sei mesi dopo, nel gennaio 1891.
Non pare proprio la lettera di un suicida, anzi.

(da Vincent Van Gogh, Lettere a Theo, Milano, Guanda, 2013)

una foto splendida (foto divise in due parti #2)

Come già detto, le fotografie divise a metà fanno sempre un bell’effetto.
Marcin Ryczek, fotografo polacco, ha scattato la fotografia divisa a metà definitiva.

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Il bianco che va di qua, il nero di là, è imbattibile. È stata scattata lungo le rive della Vistola a Cracovia. Io ho fotografato più o meno lo stesso posto d’estate:

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Dove andranno le anatre di Cracovia d’estate?

mostri, mostri e ancora mostri

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Gary Larson, che è uno dei fumettisti migliori del mondo nonché uno dei miei preferiti, scrisse una volta una dedica a un suo libro così fatta:

Quando ero un ragazzo, la nostra casa era piena di mostri. Essi vivevano nel gabinetto, sotto i letti, in soffitta, in cantina e – quando faceva buio – quasi dappertutto. Questo libro è dedicato a mio padre, che mi ha protetto da tutti loro.

Perché i mostri esistono.