Perché così è davvero difficile:

(ed è pure un ospedale).
Perché così è davvero difficile:

(ed è pure un ospedale).

Ogni anno è una gioia inaspettata, sono ebbro.

Complice, forse, anche la macchina fotografica nuova.
Oggi è morto Gianmaria Testa, prima ferroviere e poi musicista. Un disco suo è stato per molto tempo nella mia radiola, Extra-Muros, era la metà degli anni Novanta ed era un bellissimo disco. Testa era un caso stranissimo, adorato a Parigi quasi come Conte – poteva fare due settimane di fila all’Olympia come niente – poco noto in Italia, sia per il genere non facilissimo sia per la sua natura schiva.

Non a caso durante un concerto si rivolse così al pubblico: «Vi prego, non urlate… non riesco a suonare così. Io non sono un urlatore». Un’altra testa bella che se ne va, pure giovane. Mi spiace molto, anche in questo caso.
Oh, un castello.

Una 125 primavera in mezzo ai fiorellini, ora mando l’iban alla Piaggio.

Non solo la primavera ma anche l’ora-non-so-quale per cui c’è più luce.
Tutta goduria da adesso.

Non era simpatico ma io lo ricordo con nostalgia.

E poi mica doveva essere simpatico.

Ecco come la ricordo io: comoda, accogliente, seria ma non troppo, simbolo dell’Europa unita e miscuglio di culture diverse. E così deve restare.

Non pensavo l’avrei mai detto. Vigliacchi maledetti. leprincekonsor