Una foto che dice abbastanza, in qualche maniera:

E poi una foto che fa ridere me: Doaa Elghobashy che fa Cornholio.

Noi addirittura a tre ori, secondi in classifica dopo gli Stati Uniti. Non durerà ma godiamocela, almeno all’inizio.

Una foto che dice abbastanza, in qualche maniera:

E poi una foto che fa ridere me: Doaa Elghobashy che fa Cornholio.

Noi addirittura a tre ori, secondi in classifica dopo gli Stati Uniti. Non durerà ma godiamocela, almeno all’inizio.

Un time lapse riepilogativo di tutta la faccenda:
Dopo l’indigestione di fine giugno (qui, qui e qui), un riassuntone veloce.
È stato decisamente l’happening artistico-mondano dell’anno, lieto di aver partecipato. Per il 2015 era stato senza dubbio Dismaland, e anche quello l’ho portato a casa. E il 2017?
Quattro locandine tra le più belle che ho trovato di King Kong:

È stato annunciato un remake intitolato Kong: Skull Island, in uscita nel 2017. Come nella versione giapponese, King Kong sarà molto più grande del solito (quasi 31 metri) così che possa poi – finalmente – scontrarsi con Godzilla (nel 2020 il remake del film King Kong vs Godzilla). Noto con piacere anche stavolta che in giro le idee nuove latitano. Viva.

Fatto. Tutto bene, non fosse che adesso il simpatico sistema desidera formattare il Kobo, quando lo vede a tiro. Gradite correzioni al volo, sivuplé.
Febbraio 1965, apre il Piper a Roma con il concerto di The Rokes ed Equipe 84.

Esiste ancora, il 30 maggio scorso era possibile sentire Cristina d’Avena in concerto. Infinamai.
Mentre in RAI fanno banchetto con la valanga di soldi del canone in bolletta (posti, scrivanie, stipendi, buoni pasto, segreterie, poltrone e quant’altro), qualche improvvido neo-direttore (Carlo Conti, scemo) pensa che in radio le parole stanchino e che il pubblico voglia la musica e basta, per non pensare. Come fossimo in un paese di pensatori… chi fermerà tutto ’sto cosare di cervello?
Comunque, il genio ha più o meno proposto di cassare 610 (Seiunozero) di Lillo e Greg, trasmissione di Radio2 fatta solo ed esclusivamente di parole e, come dire?, piuttosto divertente nonché intelligente. Stancante, certo, per quanto mi fa pensare.
In attesa del destino di 610, io mi sono dilettato grandemente con un’altra produzione di Lillo e Greg: Pupazzo criminale. Grandi mezzi, sceneggiatura curatissima, fotografia impeccabile, recitazione degna dei più grandi kolossal, trentaquattro puntate (a oggi) irresistibili per un altro spaccato sulla malavita romana. Tutto aggratise.
Se non lo credete, chiedete a Cocco (e fatemi sapere).
Da qui a novembre negli Stati Uniti è gara all’endorsement, perché o di qua o di là, o Clinton o Trump, o democratici a favore della pena di morte o repubblicani a favore della pena di morte, chissà poi davvero.
Comunque, l’uomo-con-il-cappello e l’uomo-senza-il-cappello, ovvero Clint Eastwood, rilascia un’intervista a Esquire (qui) nella quale parla a ruota libera di parecchie cose, tra cui anche le elezioni; pur non sposando la causa di Trump imbraccia il suo fucile e ci avvisa: viviamo in un’epoca di fighette.
Vorrei riportare alcuni brevissimi passaggi salienti:
secretly everybody’s getting tired of political correctness, kissing up. That’s the kiss-ass generation we’re in right now.
Perché attenzione:
We’re really in a pussy generation.
(…) And that’s the pussy generation – nobody wants to work.
Go, Clint. Go. ‘Sti giovani d’oggi…
Buone olimpiadi a tutti.

Seguirò con grandissima attenzione soprattutto il golf, il rugby a 7 e il trampolino elastico. Il sistema svedese a squadre no, purtroppo non si pratica più.
(Qui sopra, Atene 2004 o quello che ne resta, ma di certo stavolta andrà meglio).
Settimana scorsa a Phoenix hanno avuto qualche attimo – giustificato – di inquietudine:

Si trattava di un microburst, fotografato magistralmente da Jerry Ferguson.