the eight wonder

Quattro locandine tra le più belle che ho trovato di King Kong:

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È stato annunciato un remake intitolato Kong: Skull Island, in uscita nel 2017. Come nella versione giapponese, King Kong sarà molto più grande del solito (quasi 31 metri) così che possa poi – finalmente – scontrarsi con Godzilla (nel 2020 il remake del film King Kong vs Godzilla). Noto con piacere anche stavolta che in giro le idee nuove latitano. Viva.

per gli amici: Trapano

Mentre in RAI fanno banchetto con la valanga di soldi del canone in bolletta (posti, scrivanie, stipendi, buoni pasto, segreterie, poltrone e quant’altro), qualche improvvido neo-direttore (Carlo Conti, scemo) pensa che in radio le parole stanchino e che il pubblico voglia la musica e basta, per non pensare. Come fossimo in un paese di pensatori… chi fermerà tutto ’sto cosare di cervello?
Comunque, il genio ha più o meno proposto di cassare 610 (Seiunozero) di Lillo e Greg, trasmissione di Radio2 fatta solo ed esclusivamente di parole e, come dire?, piuttosto divertente nonché intelligente. Stancante, certo, per quanto mi fa pensare.

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In attesa del destino di 610, io mi sono dilettato grandemente con un’altra produzione di Lillo e Greg: Pupazzo criminale. Grandi mezzi, sceneggiatura curatissima, fotografia impeccabile, recitazione degna dei più grandi kolossal, trentaquattro puntate (a oggi) irresistibili per un altro spaccato sulla malavita romana. Tutto aggratise.

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Se non lo credete, chiedete a Cocco (e fatemi sapere).

a me piace questo a me piace quello

Da qui a novembre negli Stati Uniti è gara all’endorsement, perché o di qua o di là, o Clinton o Trump, o democratici a favore della pena di morte o repubblicani a favore della pena di morte, chissà poi davvero.
Comunque, l’uomo-con-il-cappello e l’uomo-senza-il-cappello, ovvero Clint Eastwood, rilascia un’intervista a Esquire (qui) nella quale parla a ruota libera di parecchie cose, tra cui anche le elezioni; pur non sposando la causa di Trump imbraccia il suo fucile e ci avvisa: viviamo in un’epoca di fighette.

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Vorrei riportare alcuni brevissimi passaggi salienti:

secretly everybody’s getting tired of political correctness, kissing up. That’s the kiss-ass generation we’re in right now.

Perché attenzione:

We’re really in a pussy generation.

(…) And that’s the pussy generation – nobody wants to work.

Go, Clint. Go. ‘Sti giovani d’oggi…