Sembra Johnny Depp in una performans cappellaia della sue:

Ho una vera passione per la vecchia.
Sembra Johnny Depp in una performans cappellaia della sue:

Ho una vera passione per la vecchia.
E se votassero solo le donne?

Vualà, vittoria colossale della Clinton e pochissimi stati rimasti ai repubblicani. D’accordo, era prevedibile, più o meno. Ma se votassero, invece, solo gli uomini?

Ooops, cazzarola, questo sì che è persino eccessivo: chi l’avrebbe detto, così? Dai, uomini, perdio, un po’ di decenza, no?
L’analisi e i sondaggi sono di FiveThirtyEight, sito americano specializzato.
My Poetic Side, un sito americano dedicato alla poesia, ha messo su una mappa Google tutti i premi Nobel per la letteratura, distribuendoli per paese d’origine.
Gli autori sono stati attribuiti alla propria cultura e lingua di riferimento, quindi per esempio Ivan Bunin (1933) e Gao Xingjian (2000), nonostante la cittadinanza francese, sono stati messi rispettivamente uno tra i russi e l’altro tra i cinesi. Lo stesso Beckett è – giustamente – tra gli irlandesi, sebbene ufficialmente sia un Nobel francese. Ciò nonostante, la Francia è il paese al mondo con più premi Nobel per la letteratura, il che mi lascia un filino sconcertato: per carità, alcuni meritatissimi – Anatole France, Henri Bergson, André Gide, Albert Camus, Jean-Paul Sartre a mio modesto parere – e altri decisamente meno.
Quello che mi entusiasma, invece, sono gli strepitosi sette premi Nobel della Svezia:
La grande letteratura svedese. Cosa vuol dire che Carl Gustaf Verner von Heidenstam era membro dell’Accademia svedese che assegnava i Nobel? Ma che c’entra? E che Erik Axel Karlfeldt ne fosse addirittura il presidente? E che anche Eyvind Johnson e Harry Martinson ne fossero stimati membri? A cosa si vuole alludere?
La grande letteratura svedese.
Leggo di Remembrella, un progetto di una startup italiana (ThisLab, si occupano tral’altro di «digital lifestyle», senz’altro): la campagna di crowdfunding punta a realizzare un ombrello che avvisa quando piove.
In sostanza, incorpora un gps nel manico dell’ombrello (un’altra bella batteria da ricaricare) che, collegato all’app sul telefono, avvisa quando potrebbe piovere ed è il caso di prendere l’ombrello. Ma non solo: ha anche una funzione torcia (ma se hai il telefono la torcia ce l’hai) e una funzione di localizzazione per quando lo perdi. La caratteristica che, però, mi piace di più è questa:

Inarrivabile, è di materiale altamente idrorepellente, fantastico! Ci voleva in un ombrello.
L’obbiettivo è, cito: «verrà creato un packaging, elegante e con chiari riferimenti a tutte le caratteristiche tecniche del nostro Ombrello 2.0, perché possa scalare il mercato italiano e oltre». Tutti i miei sinceri auguri, e su il cappello di fronte all’inesauribile genio italico.
Per il resto, un utile consiglio che mi sento di dare a chi non ha Remembrella: quando dal cielo cadono gocce di acqua è comodo prendere ombrello.

Il nuotatore australiano Matthew Dunn, 1993. Foto di Tim Clayton.

Due mesi fa si sono tenuti in Svezia i campionati del mondo di – come dire? – salto della corda, che in inglese vien più bello: World Rope Skipping Championships.
Il paese ospitante ha esordito così (per tutti quelli, come me, che non sapevano esistessero dei campionati di disciplina e, soprattutto, non avevano mai visto l’attività portata ai massimi livelli):
Uao. Sto per diventare devoto, a quattro in particolare.

La squadra americana alle Olimpiadi di Atene, 1896. Foto di Thomas Pelham Curtis.

Pare che le tracce di Dylan si perdano dal giorno della conferma della vittoria del Nobel: ha suonato a Las Vegas, credo, senza nulla dire dal palco, e non ha fatto commenti ufficiali (pare nemmeno non ufficiali, come è nel personaggio). Chissà. Secondo Bob Neuwirth, suo amico, potrebbe anche non dire mai nulla, al riguardo. Vedremo.
In ogni caso, il New Yorker giustamente celebra con una bella copertina di Malika Favre. E Spotify festeggia, visto che gli ascolti di Dylan sono saliti del 512% dal giorno prima del premio.
Primo tappeto rosso alla Festa del Cinema per il sindaco di Roma Raggi e per l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Bergamo. Capisco l’understatement e il volersi distinguere per sobrietà da altri rappresentanti politici, ma qui si rasenta la tristessa, amici.

Forza, su. Dai.
Ciò nonostante, nessun cambio di rotta reale, perché gli inviti vengono come sempre recapitati ai soliti rottami: Gianni e Maddalena Letta, il banchiere Luigi Abete, il ministro Dario Franceschini accompagnato dalla moglie Michela, l’ex ministro Giovanna Melandri, la figlia di Ciriaco de Mita, Antonia, la contessa Marina Ripa di Meana, la giornalista Myrta Merlino, l’ex miss Italia Nadia Bengala, cose così.
Io sarò là. Per vegliare che i cuneesi, invidiosi, non osino accusarci ancora di doping. Aimreditumilc.
Qui tutte le info dell’imperdibile appuntamento. Riuscirà il campione in carica a confermarsi? Probabile, visto che gioca in casa, stavolta…
Le regole, poche e chiare:
Ogni concorrente dovrà fornirsi di sgabello (scagn) e secchio per la mungitura. Verranno dati circa due minuti di tempo, segnalati dalla giuria, per la “messa a latte”, quindi altri due minuti esatti per la prova, durante i quali, il concorrente dovrà mungere più quantità di latte possibile. Il campionato si svolgerà in un’unica prova.
Per la mungitura è consentita qualsiasi tecnica che utilizzi le sole mani nude.