L’Economist della settimana scorsa: facile, forse, ma di un certo effetto.

Ovvio che ricordi Honecker e Breznev ma almeno là erano entrambi socialisti.
L’Economist della settimana scorsa: facile, forse, ma di un certo effetto.

Ovvio che ricordi Honecker e Breznev ma almeno là erano entrambi socialisti.
Senz’altro. Ma è dall’ultima risposta che uno riceve le indicazioni giuste per l’acquisto.

(Che contentezza aver così ben speso il settecentesimo post qui, in trivigante e le cose).

Delicata, grazie a mr. J.

Ero a spasso e non lo volevo credere. E invece sì, lo era: il trucco per l’auto. Umanizzare le cose è pericolosissimo, cari miei, per la propria salute emotiva e mentale. Sissignori.
Poi il commercio online mi ha confermato l’esistenza della merce, con mio misurato disappunto.

Bisognerebbe smetterla, per davvero.
Uno fa un’impresa simile a vincere la coppa alla bocciofila ARCI senza le mane e meno di un anno dopo lo mandano via? Ma che brutto mondo, ‘ngrato.

(Oggi mi vengon sportive, non so…).
Il Sei Nazioni 2017 già ha espresso alcuni verdetti e il più evidente, secondo me profano, è la superpotenza della stella del futuro: Maro Itoje, seconda linea inglese.
Di tutto ciò, bastano poche azioni per decretarne la mostruosità: quando eradica da terra un armadio grosso così e quando compie un «furto alla luce del sole» di forza forzissima.
Nel frattempo, così per dire, in sedici anni l’Italia è stata cucchiaio di legno tot volte: 2000, 2001, 2002, 2005, 2006, 2008, 2009, 2010, 2011, 2014, 2016. 11 su 17, non male. Ha senso? Lo dicano gli esperti.
Il bellissimo abbecedario di Kate Greenaway, pubblicato nel 1885 a Parigi:

Titre: Alphabet / par Kate Greenaway
Auteur: Greenaway, Kate (1846-1901). Illustrateur
Éditeur: Hachette (Paris)
Date d’édition: 1885
Sta qui, come molte altre meraviglie. Grazie a ms. T. per la luminosa dritta.

Non paia banale, sul basamento c’è scritto:
«Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa [la statua] con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata».
Giusto, andare avanti nonostante tutto.

Ah, la cronaca locale.
Vieni mosca pedonale, vieni: attraversa.

La foto è mia e ne vado discretamente orgoglioso.