sic transit gloria mundi: farsi costruire colossi

Al Cairo, a el-Matariya, qualche giorno fa una ruspa, scavando, ha trovato un colossone di circa otto metri di granito: una statua imponente di Ramses II, un po’ spezzettato ma ancora impressionante.

E non c’è niente da fare: puoi essere il faraone, il figlio di Dio addirittura o un’incarnazione dello stesso, essere ricco ricchissimo, potente bello e spiritoso, farti costruire delle statue colossali per essere ricordato in eterno. Puoi farlo. Ma alla fine, si può star sicuri, va a finire sempre così.

Ihih.

il caso favorisce solo le menti preparate

Crolla un ponte sull’A14 e una coppia, poverelli, si schianta contro il calcestruzzo in mezzo alla corsia morendo all’istante.

Ora: è altamente improbabile che io, e chiunque là fuori, singolarmente, muoia sotto un ponte che crolla proprio nel momento in cui io – o altri – passo sotto.
Ma la legge dei nemmeno tanto grandi numeri, pensandoci, mi dice che è invece altamente probabile, se non sicuro, che se un ponte dell’autostrada crolla faccia delle vittime. Sull’A14 a marzo è in effetti un po’ meno sicuro che, per dire, sull’A4 a luglio ma insomma, siamo nell’ambito della quasi certezza: perché se passa un auto di media ogni, diciamo, cinque secondi, lo schianto è assicurato.
Resta l’improbabilità, altissima, che sia proprio io a morire in questo modo: però accade, se no vallo a spiegare a quei due poverelli di ieri a Castelfidardo.
Questo per dire che le cose vanno valutate per quello che sono o, diciamo, bisognerebbe farlo: la casualità ha colpito duro, ieri, la coppia e i loro familiari, è vero; ma era pressoché sicuro che il ponte, cadendo, avrebbe ucciso qualcuno. Non loro, non me, ma qualcuno.

Mi sono spiegato come posso, ho i miei limiti anche nel campo del calcolo delle probabilità, ma per la questione rimando a un libro bello e difficile che ho letto qualche tempo fa: Il caso non esiste. Perché le cose più incredibili accadono tutti i giorni di David J. Hand (il sottotitolo è scemo e fuorviante). Hand spiega come la fatale combinazione della «legge dei numeri davvero grandi» e della «legge dell’inevitabilità» renda non solo probabili, ma molto probabili, avvenimenti che non avremmo dato per possibili.
Tanti ponti, tante strade, prima o poi uno cade. Tanto traffico, tante ore, se il ponte cade incoccia nel traffico. Guardando le cose in diversa prospettiva, vien quasi il pensiero, peggiore, del perché non accada più spesso.

they got a name for everything

Dopo cinque anni, finalmente il nuovo disco dei The Shins (grazie, mr. L.):

Il singolo è ‘Name for you’, che è proprio un pezzo scinsiano, in particolare il ritornello. Qui il video, che non è che mi abbia colpito molto. Ma quali sono i due pezzi migliori di sempre degli Shins e, probabilmente, migliori del 72,5% della discografia mondiale? Eccoli:

  1. New Slang
  2. Phantom limb

Naturalmente ce ne sono altri, ma non a questo livello. La maggior indiziata di questo disco a diventare la terza della lista è, forse, Rubber Ballz. Ma è troppo presto per essere categorici e il livello delle prime due troppo alto.

neve e lava, scelta eccellente

L’Etna qualche giorno fa ha ricominciato a farsi sentire, stavolta facendolo per bene: sul bianco della neve e con bei getti di lava alti alti a spruzzo, così si fa.

REUTERS/Antonio Parrinello

REUTERS/Antonio Parrinello

REUTERS/Antonio Parrinello

REUTERS/Antonio Parrinello

REUTERS/Antonio Parrinello

REUTERS/Antonio Parrinello

Salvatore Allegra / Anadolu Agency

Time propone un bel video di oltre due ore a camera fissa, per osservare in dettaglio l’eruzione: meglio di un caminetto serale, a lasciarlo su nel buio della stanza sullo schermo.
In tema etnico (=dell’Etna), ribadisco un mio suggerimento su come fare una cosa indimenticabile a basso costo.

Saro Barbagallo

Irresistibile.