laccanzone del giorno: Courtney Barnett, ‘An illustration of loneliness (sleepless in New York)’

Mi ripeto: è bravissima. Courtney Barnett, l’ho detto alcuni post più sotto. Tra i singoli notevoloni che il suo primo disco ha prodotto, questo gira da me a rotazione continua:

Il video non è stato girato, solo audio. Ma devi essere certamente una scrittrice e una cantante fuori dal comune se decidi di scrivere e riesci a cantare una cosa così: «There’s oily residue seeping from the kitchen / It’s art-deco necromantic chic, all the dinner plates are kitsch with / Irish Wolf Hounds, French baguettes wrapped loose around their necks / I think I’m hungry, I’m thinking of you too». Volume, per favore.

lo spazio (tanto) per mettere le cose

Dunque: l’app non è che funzioni al meglio, il client su PC ‘nsomma, l’interfaccia web pure, le procedure di condivisione di un file sono piuttosto macchinose e due volte su tre danno errore, le interfacce sono piuttosto spartane e mediamente poverelle, in sostanza: i competitors, almeno alcuni, sono parecchio avanti rispetto a loro.
Però, però, ecco il però che dà il senso alla cosa: 10 TB di spazio online alla modestissima cifra di cinquanta euri all’anno. Proposta molto succulenta.

Inoltre, una funzione interessante: il client su PC richiede, come al solito, una cartellona-contenitore per la sincronizzazione, niente di nuovo. Però si può selezionare su qualsiasi cartella la funzione backup, aggiornabile in automatico ogni giorno/settimana/mese, e via, backup messo in saccoccia. Ovviamente poi da app o da client non è che ci si possa fare molto con quei files ma è, ed è giusto così, un backup.
Un’offerta cloud a mediobassa resa ma talmente a costo risibile da risultare molto molto interessante per lo stoccaggio di cose. Chissà perché non ci investono di più, misteri delle strategie aziendali. Ma tant’è: preso.

temiamo le reazioni delle masse (Godzilla o King Kong?)

Suggerisco una lettura che, finalmente, rivela i segreti più segreti, i misteri più misteriosi, le bugie più bugiose e gli inganni più ingannosi:

Sì: Ufo e Vaticano. Mondadori, mica paglia. La foto in copertina, d’altronde, è inequivocabile: «Ma non è più possibile ingannare la gente*». No, perdio, no: non è più possibile, la ggente non è stupido, la ggente sapevalo. «Da tempo immemorabile la Terra è visitata da intelligenze superiori ed estranee*», non fuga dei cervelli, quindi, vengono pure copiosi i pazzi; «Le Autorità, a difesa dello status quo, volutamente ignorano o negano i fatti, temendo le reazioni delle masse di fronte alla realtà che non siamo soli nell’universo*»: tipo? Farsi rapire a scopo sessuale? Riunirsi in un luogo di culto e venerare un’entità superiore in attesa che si manifesti per salvarci? Ma chi ha davvero compreso questa cosa degli UFO «è la Chiesa, che dagli anni Cinquanta ha discretamente cominciato a preparare i fedeli a una nuova realtà teologica e storica*» ed è, dunque, all’avanguardia.
Nei volumi successivi: Muffa e CIA; L’attrezzatura da arrampicata sportiva e i Residenti in Lussemburgo; Il Websteroprion armstrongi e l’Unione Europea.
(*: citazioni dalla quarta di copertina).
A proposito: è più forte Godzilla o è più forte King Kong? (cit.)

con la cultura non si mangia (a cosa serve davvero Google maps)

Com’è noto, Google maps utilizza le fotografie degli utenti per illustrare i luoghi segnati sulle proprie mappe. Non solo, anche le recensioni, le risposte, l’aggiunta di luoghi, la modifica e l’inserimento di informazioni e tutto quanto di proprio gli utenti, liberalmente, decidono di devolvere a favore di Google.
Attivando l’opzione di contribuzione, è possibile caricare fotografie su Google maps: impressionanti gli algoritmi di individuazione, che non ne sbagliano quasi una e se lo fanno lo fanno di cinque metri, e impressionanti gli algoritmi che identificano una buona foto e fanno partire la richiesta di caricamento. Poi Google blandisce con gagliardetti di guide ed esperti e, intanto, incamera tutto, golosamente.

Per provare e capire come funziona, ho aderito al programma: sono Local Guide di livello 3 (esticazzi) e ho diritto, credo, a una spilletta virtuale o una cosa così. Comunque, ho caricato alcune fotografie lo stesso giorno, tra cui una di un luogo in cui mangiare in superprovincia e una del più famoso e meglio conservato monumento di epoca romana esistente.
Ecco le statistiche di visualizzazione delle due fotografie:

Certo, del Pantheon ci sono più foto, vero. Ma il che spiega senza dubbio a cosa serve davvero Google maps. E qual è la nostra ossessione nazionale.

la stabilità e la gente invidiosa

La versione di A modest proposal di Swift di Gene Gnocchi:

Come ampiamente previsto dai sondaggi di Ilvo Diamanti e Nicola Piepoli che lo davano vincente in quasi tutte le regioni, Hannibal Lecter ha vinto le elezioni politiche: “È la vittoria del buon senso, la vittoria di un programma per il Paese semplice, ma serio e rigoroso,” ha detto al telegiornale il portavoce di Hannibal Lecter, il novantenne Francesco Pionati il quale ha anche trovato la forza di scorporare i dati e raffrontarli con le europee dell’anno scorso e con le amministrative di dieci giorni fa. Dove Pionati trovi tutta questa forza, Dio solo lo sa. Comunque Hannibal Lecter, senza televisioni ma con l’ausilio della rete e battendo capillarmente il territorio in pullman, ha ottenuto quasi il novanta per cento dei voti convincendo anche la mafia, la ’ndrangheta e la camorra ad appoggiarlo oltre ai ceti medi, ai poteri forti e al mondo dell’imprenditoria, piccole e medie imprese, compreso il tessile. La cosa è ancor più strabiliante se teniamo presente che il pullman che batteva a tappeto l’Italia non aveva l’aria condizionata cosicché quasi tutto il viaggio è stato fatto coi finestrini a mezzo.
Hannibal Lecter ha vinto perché ha saputo parlare al Paese in modo chiaro facendo un’unica proposta che ha convinto l’elettorato. Hannibal ha proposto di legalizzare il cannibalismo ma solo nei confronti dei pensionati, ottenendo un effetto immediato sulla crisi e sul debito pubblico.
“Poter mangiare i pensionati,” ha detto Hannibal Lecter nel confronto a SkyTg24 con Angelino Alfano, “ha il duplice effetto di calmierare i consumi e di azzerare la voragine del deficit di bilancio causata dai redditi delle pensioni.”
“Siamo tutti con te Hannibal” le città sono tappezzate di striscioni, si sente un’aria nuova nel Paese, più concordia. E passi, per carità, il fatto che sia entrato in politica per sfuggire ai suoi guai giudiziari, è solo un dettaglio, un giuridico piccolo dettaglio che non diminuisce di un’unghia la portata di questa vittoria.
Hannibal è imputato in un processo che lo vede alla sbarra per aver mangiato due vigili urbani di Cremona al cartoccio. È stato catturato perché ha mangiato i vigili con anche il fischietto e quando è andato in bagno, la prima volta che è andato in bagno, ha fermato il traffico nel giro di dieci chilometri e si è risaliti a lui. Gli serve l’immunità prevista per le quattro grandi cariche dello Stato, cioè presidente della repubblica, capo del governo, ministri e tronista in carica di Uomini e donne perché è pendente il giudizio in cassazione.
In primo grado Hannibal Lecter era stato condannato a vent’anni, ma dieci anni gli erano stati tolti per le attenuanti generiche, e cioè che Hannibal Lecter aveva mangiato i vigili spinto dalla fame. Altri dieci anni glieli avevano tolti perché la difesa aveva eccepito un vizio procedurale, e cioè che i vigili dopo essere stati mangiati non avevano stilato regolare rapporto. Per di più era intervenuto l’indulto e a Hannibal Lecter sono stati regalati altri otto anni e mezzo di sconto pena. Insomma alla fine dei gradi di giudizio non solo non era andato in prigione ma gli rimanevano otto anni e mezzo di bonus per un reato successivo. In questi casi il giudice ti firma un voucher che tu utilizzi quando vuoi compiere un reato. Purtroppo Hannibal Lecter, in occasione dei campionati italiani di sumo, si è fatto ingolosire da un lottatore abruzzese e lo ha fatto alla piastra azzerando il bonus con altri undici anni di pena da scontare. Aspettiamo con fiducia questa immunità parlamentare che gli consenta di governare perché il Paese ha bisogno di stabilità, per Dio! Dimenticavo: il dieci per cento che non ha votato Hannibal Lecter è perché è gente invidiosa.

Da L’invenzione del balcone, 2011.