hey hey, my my / rock and roll can never die (torneremo)

Alla fine è successo, e fanculo i tempora e i mores: il R&B/Hip-Hop è diventato il genere musicale più ascoltato negli Stati Uniti, superando, sigh, la musicabella. Con sette dischi sui dieci più ascoltati e nove canzoni su dieci, sempre negli USA, stramazza la concorrenza degli altri generi, con un +72% di richiesta streaming rispetto all’anno scorso.
Shape Of You” di Sheeran è il brano rimasto più a lungo nella top ten (maccazzo), “Despacito” ha fracassato ogni record oltre alle mie parti molli (fritturadebballe), la richiesta di musica online come la vendita dei vinili è cresciuta anche quest’anno. Il tutto nel rapporto Nielsen sulla musica negli Stati Uniti 2017, qui.
Da leggere perché poi la curva arriva anche qui, sicuro.

Ovviamente, alla crescita della richiesta di musica in streaming (+59% complessivo) corrisponde un calo sostanzioso delle vendite degli album, massacrati alla stessa maniera dagli usi contemporanei dei singoli.

Ma non è nulla: se il R&B/Hip-Hop spadroneggia, il rock negli USA è questa cosa qui:

Vero che storicamente non ci capiscono tanto, gli americani, di rock quanto di altri generi, ma così la situazione è abbastanza drammatica. Ecco il colpo di grazia con gli artisti in classifica generale, cioè la sommona di album venduti più canzoni vendute in formato digitale più richieste in streaming, abbonati o meno:

Lo so, qui in Europa sarà diverso, ancora, ma ciò nonostante sento la sconfitta. Non mi resta che andare nella stanza della musicabella, chiudermi dentro e alzare il volume. Ci vediamo nei tempi migliori, come suggeriva il compagno Maozzetung.

leggere o rileggere Eric. J. Hobsbawm, «I banditi: il banditismo sociale nell’età moderna»

L’anno – il 3 – si apre con un colpo abbastanza clamoroso a Venezia:

Clamoroso perché i gioielli del Maragià rimandano direttamente da un lato a Salgari e le tigri che stanno in Malesia e dall’altro a leggendari colpi di pietre preziose e gemme in stile Arsène Lupin, «The Phantom» o Albert Spaggiari. Eccezionale anche il video in cui si vedono i due complici attaccare la teca e, meglio ancora, la fuga mescolandosi al pubblico, da antologia del crimine.
Il 7, invece, viene asportata una cassaforte dalla camera d’albergo (e non svuotata, come dice Repubblica) di una famiglia francese in vacanza.

Il bottino è cospicuo perché l’albergo è il Principi di Piemonte, hotel a quattro stelle, uno dei più prestigiosi dell’arco alpino, e va da sé che ogni famiglia in vacanza ha dell’arsgiont per le spesucce. Il che dà anche in questo caso un bel sapore retrò al furto, che apprezzo. Servono investigatori all’altezza, perché è evidente che il Ladro gentiluomo, il Simon Templar del caso, mette in moto un meccanismo che può essere risolto solo da uno Sherlock o da un Poirot in forma, altroché.
E parte l’immaginazione.

A questo proposito, ovvero furti e delitti più o meno galanti e raffinati, un’ottima trasmissione radiofonica racconta «i crimini del dopoguerra, i delitti passionali e le prime rapine che hanno fatto scalpore, la Milano che sembra essere la Chicago d’Italia»: è «Radiografia nera», trasmissione molto documentata e ben raccontata, va in onda il giovedì alle 21.30 su Radio Popolare. Qui tutti i podcast, consigliati.

le facce nelle cose

O le cose hanno una faccia talvolta.
Come spiegano gli uomini di scienza, noi esseri umani siamo portati a riconoscere visi nelle cose e nelle forme ogni qual volta ne abbiamo la possibilità. La faccenda risponde a un qualche scopo evolutivo che al momento non ricordo ma di sicuro si può far la prova provata guardando una qualsiasi delle fotografie del bravissimo faces in things. Ho un modesto contributo da sottoporre:

La faccia felice appartiene a una presa austriaca, per saperlo.
E se bisogna saperla tutta, le cose sono talvolta vive. Alla faccia degli scienziati.

la stagione dell’amore viene e va

È ormai quasi finita, ma la stagione delle Clarks (simil-) è tra le mie preferite.

Raccontava l’imprenditore che fece fortuna importando le Clarks dall’Inghilterra che all’inizio non le voleva nessuno. Nessuno proprio. Poi ne mandò un paio in regalo a Pasolini che, per caso, le mise in non so quale trasmissione. Dal giorno dopo, erano le scarpe della sinistra, e gli ordini cominciarono a fioccare. E giù giù fino a me.
Mi piace quando escono dal letargo estivo in tutti i colori possibili, dura qualche settimana ma mi piace quando succede. Poi io le prendo lo stesso grigie o blu, ovviamente tarocche.

amanti dello sport in lotta con il lettering

Quelli che attaccano gli adesivi per far sapere che vanno in Corsica o che hanno un Apple o che hanno tre figli e vogliono che tutti conoscano i loro nomi li capisco poco. Ancor meno ma mi piacciono di più quelli che invece sulla macchina ci scrivono proprio, esplicitando i propri interessi o il messaggio che vogliono dare. Questo è uno, ma bisogna aguzzare la vista.

Più vicino, sì più vicino. Ecco. Così.

Certo, farsi un bel progettino di composizione, andarsi a prendere le letterine adesive, pulire l’auto e poi cannare alla grandissima l’ordine significa una cosa sola: manca un amico pietoso che sorvegli le normali attività della vita. Uno affidabile, magari un triathelta.

odi et non olet

Time la tocca piano, per ben concludere l’anno.

Senz’altro, possiamo anche essere d’accordo su molto di questo. Ma perché giova usare toni da bassa rissa? Perché, cito il Sole 24 ore, «il New York Times ha registrato 267mila abbonati in più nel quarto trimestre, arrivati per la maggior parte dopo l’elezione del magnate», per dirne uno. E non solo, tutti i principali giornali e gruppi editoriali americani hanno avuto una robusta crescita dall’elezione di Trump, in particolare negli abbonamenti digitali. Qualche dato da un’indagine di Statista.com:

Come Repubblica ai bei tempi di S.B. Forse c’è da ben sperare nel futuro, vero?

Certo, poi lui per risultare simpatico non fa la metà di quanto fa costantemente per sembrare uno sceicco saudita sborone.

Perché il lusso, ricordarselo, è l’unica categoria merceologica che al salire della domanda fa corrispondere un aumento del prezzo. Saperlo.