Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo.
Sono ancora del tutto incredulo. Se non lo uccidono stanotte, sono proprio curioso di vedere cosa succede adesso.
✘ Da aprile la maggior parte degli aerei dedicati al trasporto delle persone sono parcheggiati e fermi. Infatti, se nel 2019 i biglietti venduti sono stati 4,54 miliardi, equivalenti a ricavi per 838 miliardi di dollari, nel 2020 Iata prevede una contrazione del 50% degli introiti. Quindi, aerei fermi. In vari depositi nel mondo, possibilmente con climi favorevoli per evitare danni. Il più grande parcheggio per aerei in Europa è in Spagna, a Teruel.
Incidentalmente, Teruel è anche una bella cittadina di valore storico, in una gola rocciosa tutta rossa in una regione poverella, ne ho un bel ricordo.
✦ Liliana Segre che inizia il proprio discorso di addio dicendo: «Non voglio più soffrire» è per me una delle cose più strazianti da molto tempo a questa parte. Spero ci riesca, signora Segre.
✘ Coprifuoco (brutto termine militare, l’etimo è proprio quello di coprire, nascondere o spegnere il fuoco) da giovedì 22 in Lombardia, in casa dalle 23 alle 5. Ecco, questa ancora non si era vista. Sì, ma quelli giovani e sbarazzini come me che escono alle 23? Il coprifuoco o lockdown parziale è adottato anche in molte zone d’Europa, in Catalogna ristoranti e bar resteranno chiusi per tre settimane, in Irlanda per quattro, in Germania locali chiusi alle 23, a Parigi alle 21, in Olanda tutto più variegato.
✘ In proporzione alla popolazione, il paese messo peggio in Europa al momento è la Repubblica Ceca. Segue il Belgio, completamente in tilt. Ma si prevedono sorpassi a breve.
✘ A proposito di disgrazie, io dico che vince Trump.
☀ Ha aperto a Manhattan il punto di osservazione più alto non solo della città ma dell’intero occidente: The Edge. 345 metri e contrariamente a quanto uno si aspetterebbe non è a sud dell’isola ma a Chelsea. A sbalzo e con pezzi di pavimento trasparente, a fidarsi.
A me è piaciuto più quello del Rockefeller center – anche se più basso – che quello dell’Empire State building. Sempre in tema di vertigini, ha aperto in Portogallo il ponte sospeso pedonale più lungo del mondo, il ponte Arouca.
✘ Cina, Russia, Pakistan e Arabia Saudita stanno per entrare nel consiglio dei diritti umani dell’Onu. Che è come far entrare la volpe nel pollaio. ONG e associazioni protestano, forse non basterà.
☀ Monica Cirinnà, di cui ho già parlato e cui sono grato per la legge sulle unioni civili, risponde o ha uno staff che risponde in modo saggio alle cazzate che sui social le vengono rivolte.
Lo conoscevo poco ma ricordo alcune cose dette da lui come approfondite, condivisibili, sensibili, significative. Lo ricordo anche per questi, i 16 animali, direttamente dai miei ricordi di pischello:
Ma persino io riconosco la mano del gigante, nelle sue cose.
Spiego per chi non era a Città del Messico quel giorno: durante la premiazione della finale dei duecento metri, Tommie Smith e John Carlos, scalzi, alzarono il pugno chiuso guantato di nero, in sostegno all’Olympic Project for Human Rights (Progetto Olimpico per i Diritti Umani), e non alle Pantere nere, come si dice spesso, o al Black Power. Fu la protesta più eclatante della storia delle olimpiadi. Ma se si racconta una storia, allora bisogna raccontarla tutta: il secondo classificato, Peter Norman, velocista australiano, si fece dare una spilla del progetto e la indossò sul podio (si vede nella foto); pare peraltro che l’idea del singolo guanto nero sui due velocisti sia stata sua. Comunque, appoggiò la protesta, sebbene non abbia levato il pugno. Gli australiani non la presero bene, tanto che i media e il comitato olimpico boicottarono Norman al punto da impedirgli di partecipare alle olimpiadi del 1972, sebbene si fosse qualificato più volte e fosse, in sostanza, il più grande velocista australiano di sempre. E lo è tuttora. Non fu nemmeno coinvolto nell’organizzazione delle olimpiadi del 2000, a Sidney. Norman si battè tutta la vita per i diritti umani e fece poi l’insegnante di educazione fisica. Nel 2006 morì per un infarto e al suo funerale si presentarono Tommie Smith e John Carlos per portarne la bara.
Solo a quel punto, tardivamente, la federazione statunitense di atletica leggera proclamò il 9 ottobre il Peter Norman Day, vabbè, e il parlamento australiano nel 2012 si scusò:
This House: 1) recognises the extraordinary athletic achievements of the late Peter Norman, who won the silver medal in the 200 metres sprint running event at the 1968 Mexico City Olympics, in a time of 20.06 seconds, which still stands as the Australian record; 2) acknowledges the bravery of Peter Norman in donning an Olympic Project for Human Rights badge on the podium, in solidarity with African-American athletes Tommie Smith and John Carlos, who gave the ‘black power’ salute; 3) apologises to Peter Norman for the wrong done by Australia in failing to send him to the 1972 Munich Olympics, despite repeatedly qualifying; and 4) belatedly recognises the powerful role that Peter Norman played in furthering racial equality»
il che tradotto suona così:
Questo Parlamento: 1) riconosce lo straordinario risultato atletico di Peter Norman, che vinse la medaglia d’argento nella gara dei 200 metri piani ai giochi Olimpici di Città del Messico del 1968, in un tempo di 20.06, ancora oggi record australiano; 2) riconosce il coraggio di Peter Norman nell’indossare sul podio uno stemma del “Progetto Olimpico per i Diritti Umani”, in solidarietà con gli atleti afro-americani Tommie Smith e John Carlos, che effettuarono il saluto di “potere nero”; 3) si scusa con Peter Norman per non averlo mandato ai Giochi di Monaco 1972, nonostante si fosse qualificato ripetutamente; e 4) riconosce tardivamente il significativo ruolo che Peter Norman ebbe nel promuovere l’uguaglianza di razza».
Purtroppo, però, le esistenze umane sono brevi e Norman avrebbe meritato rispetto in vita, non dopo. E avrebbe meritato di gareggiare e di essere riconosciuto come un grande atleta e, più che altro, come uomo giusto e coraggioso.
facciamo 'sta cosa
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