Proseguono le proteste in Texas e in molti altri stati americani contro la legge, assurda, contro l’aborto entrata in vigore nello stato. Basti dire, qui ora, che la legge ricompensa con denaro i delatori che denunciano donne che hanno abortito o vogliono farlo o medici che li praticano o chiunque altro lo faccia, oltre alle persone che accompagnano, che pagano eccetera eccetera. Pura follia.
L’unico commento possibile è quello della signora qui sotto.
Attenzione, in Italia non siamo messi molto meglio. E della cosa bisognerebbe parlarne seriamente.
Cinque anni per togliersela dai piedi, madonna, cinque anni. E cinque anni di cretinate Cinque Stelle a Roma, riunioni sul tetto, diffidenza patologica, collaboratori silurati, cose che prendono fuoco, assunzioni assurde, assicurazioni a propria insaputa, si potrebbe andare avanti. La chiusura con il ponte dell’Industria che brucia e il deposito Atac, ieri, con trenta autobus a fuoco è una conclusione umiliante per tutti.
Una Parigi-Roubaix così potevamo desiderarla solo nei sogni più audaci.
E non perché ha vinto Colbrelli, Moscon avrebbe ben più meritato, ma perché è stata una gara splendida, epica per la difficoltà e il fango, una corsa che riporta al ciclismo eroico, per usare un aggettivo abusato. Bellissima, qui alcune foto. Si sono divertiti tutti.
Già Tucidide, alla vigilia della guerra del Peloponneso, individuava nell’uso ingannevole della parola il sovvertimento della vita civile: «pretesero persino di cambiare la consueta accezione delle parole in rapporto ai fatti, sulla base di ciò che ritenevano giustificato. La temerarietà sconsiderata fu ritenuta coraggiosa solidarietà di partito; la prudente cautela, speciosa vigliaccheria; l’equilibrio, ammantata codardìa; l’assennatezza in tutto, inerzia verso tutto; l’impetuosa impulsività fu accreditata a un temperamento virile; il riflettere con calma, in nome della sicurezza, a suadente, pretestuosa riluttanza» (La guerra del Peloponneso 3, 82, 4).
Da un ottimo librino di Ivano Dionigi, Osa sapere, che mi sento di consigliare caldamente, una boccata d’aria in questi tempi di pochi pensamenti.
Come sia andata la Pre Cop26, ovvero la conferenza Youth4Climate, prenconferenza di una preconferenza in previsione di una vera conferenza sul clima, lo dice tutto questa foto.
Il ministro della transizione ecologica Cingolani, il meno convinto di tutti sulla transizione ecologica, con atteggiamento da boomer fa mansplaining spiegando a Greta Thunberg come stanno le cose, stronzeggiando con concetti del tipo: «Il peggior nemico in questo momento di transizione ecologica sono le ideologie. Qualsiasi blocco ideologico farà male ai nostri figli. Non bisogna ideologizzare le scelte tecniche», laddove le ideologie sono ovviamente quelle della difesa ambientale rappresentata da Thunberg. Lo sguardo di lei dice tutto, puntato, tra l’altro, sulla mascherina che, evidentemente, Cingolani non è in grado nemmeno di indossare correttamente. C’è tutto. Poi Thunberg ha fatto il suo intervento in cui li ha presi tutti a schiaffoni – ormai la invitano proprio per quello, almeno qui in Italia – e giù applausi, i più calorosi proprio da coloro oggetto dell’invettiva della giovane attivista. È proprio l’atteggiamento sciagurato di Cingolani, quello del sì-vabbè-ora-lasciaci-lavorare, totalmente disinteressato alla questione e non in grado di offrire alcuna alternativa o soluzione, che ci tirerà a fondo. Bastardi.
C’è in giro un signore che fa delle mappe eccezionali, rappresentando la densità della popolazione in 3d. Ogni quadrato rappresenta una parte di territorio di 50×50 chilometri e ogni colonna è la popolazione in un chilometro quadrato.
È un attimo ed è tutto chiaro. Questo è lo scopo di una mappa efficace, rendere fruibile un dato in un colpo d’occhio o quasi. Per un appassionato del tema come me, poi, è una vera goduria e ciò che provo è ben rappresentato da un concetto diffuso in rete: map porn. Esatto, il trasporto è abbastanza quello. Cose che colpiscono di questa mappa: la Francia, a parte Parigi e Lione, è impressionante, ha una popolazione diffusa in modo omogeneo e distribuito, pare quasi disabitata non fosse per una colonnina qua e là; altrettanto interessante la densità di Paesi bassi e Belgio che si salda alla dorsale della Ruhr e lungo il corso del Reno, la quantità di persone in uno spazio così ristretto è davvero ingente; niente di nuovo ma è notevole la rappresentazione grafica della distribuzione della popolazione italiana che segue in sostanza le coste e le zone pianeggianti, in cui spicca, dietro alle colonne di Roma e Napoli, la Puglia; abbastanza insospettato, almeno in queste proporzioni, il dato nel nord Africa sul Mediterraneo, uno pensa che tra Algeri, Tunisi e Tripoli ci sia poco e, invece, è densamente abitata; anche l’Inghilterra, infine, colpisce per quantità e addensamento. Bellissima. Uno sguardo più da vicino.
Vedi la Puglia? E la Nederlandia? E la linea del vallo antonino tra Edimburgo e Glasgow che si fa storia su mappa? E Parigi con la torre? Ehm no, quella no.
E non a caso va da ovest a est. Però, accidenti, esser sempre tardi su ’ste cose, eddai. Persino l’Austria e la Svizzera… Paese del cacchio.
facciamo 'sta cosa
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