it was a bright cold day in April

‘1984’ di George Orwell – più correttamente ‘Millenovecentottantaquattro’ – ha una storia molto interessante, oltre alla storia che racconta. Sia una storia compositiva, parlando della scrittura, che editoriale, parlando della pubblicazione. Me ne ero brevemente interessato qualche anno fa, per chi fosse curioso. Tra le vicende editoriali, un numero spropositato di edizioni e, di conseguenza, di copertine e di avventure creative, spingendo il titolo alla fantasia. Mi era però sfuggita, al tempo, la migliore copertina del romanzo che io abbia visto finora, la Penguin, la cosiddetta ‘censored edition‘:

La censura in copertina è un’idea magnifica, contraddice il senso della copertina stessa di un libro, ovvero l’annuncio pubblico e visibile, per enfatizzarne invece il senso del contenuto, aggiungendo molto con quelle bande nere, invece che togliere. E mantenendo intatta la linea grafica della casa editrice. Lavoro eccezionale. Il merito? Del solito David Pearson, solito perché è l’ideatore e realizzatore di molte copertine Penguin e di molte notevoli. Qui alcuni suoi lavori.

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