mediocri di tutto il mondo, lui ci ha assolti

In gran parte convincente e ben riuscita la serie ‘Amadeus’, a parer mio.

Fresca fresca di forno, riprende la vicenda raccontata da Forman nel suo memorabile film e da Shaffer nella sua opera teatrale e, se volessimo andare ancora più indietro, da Puškin nel suo dramma, ovvero come Salieri, invidioso di cotanta ingiustizia e allo stesso tempo rapito da tanto genio, abbia operato fattivamente per far fuori definitivamente Mozart, scegliendo così la memorabilità seppur nell’ignominia all’oblio. Difficile fare meglio del film e dell’interpretazione di Abraham di Salieri, vero protagonista allora e oggi, e così non è ma la serie aggiunge senza voler superare, dà spessore sia al tormento di Salieri che a quello, trascurato, di Mozart e, non secondari, di Constanze e dell’imperatore. Forse un piano in fiamme poteva essere evitato ma tutta la faccenda regge bene eccome, la consiglio invero. L’involuzione di Salieri e il suo declino, consapevole del fatto che lui e la sua musica saranno spazzati via dal giovane quanto immeritevole genio, lo scontro con il suo dio e la risoluzione battagliera hanno il tempo di essere rappresentati, è il vantaggio delle serie, come il logorio mentale e di conseguenza fisico di Mozart, forse un po’ tagliato via nel film. La fascinazione, la consapevolezza e insieme l’invidia e il fastidio di Salieri sono credibili, gli attori notevoli, serve dirlo che anche la colonna sonora non è male?

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