Finalmente hanno alzato l’asticella anche nel minimercato degli ereader: Kobo Aura One con schermo da 7,8″, risoluzione 1872×1404, 300 dpi. Schermo più grande e due scelte curiose: 8 GB di memoria integrata senza slot per espansione (che, comunque, per gli ebook sono parecchi) e una batteria meno duratura rispetto agli altri Kobo (comunque, anche qui, garantisce un mese di utilizzo in condizioni normali). Il surplus è dato dall’illuminazione, che elimina le gradazioni di blu, e da tutte le caratteristiche che fanno di Kobo un prodotto complessivamente preferibile, a parer mio, rispetto a Kindle. Trovo che il fatto che sia subbaquo sia del tutto irrilevante ma, ne prendo atto, pare ci sia un sacco di gente appena uscita da Beautiful che legge nella vasca.
nullezze
black rock desert, nevada
Non sono sicuro che il burning man mi piaccia. Né l’estetica steampunk né il fighettismo neoalternativo che lo pervade, alla fine ricolmo di popstars e modelle anoressiche. Comunque, è innegabile che il festival offra prospettive davvero particolari e affascinanti, come per esempio queste:

Oltretutto, applaudo l’immenso uso di biciclette, quasi ovvie nel deserto.
padella => bracissime
In bocca al lupo.
A Roma, il sindaco Raggi ha nominato – al posto del dimissionario Minenna – come assessore al Bilancio della sua giunta Angelo Raffaele De Dominicis, ex magistrato e procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio.
Il signore è noto perché al tempo (2013) aprì un’inchiesta contro Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – le agenzie di rating – per aver declassato la valutazione sui titoli italiani, chiedendo loro più di 300 miliardi di euro di danni.
Intervistato dal Corriere, spiegò che aveva intrapreso l’inchiesta in base alle informazioni ricavate
«dalla lettura dei giornali»
e perché era chiaro che
«ci fosse un attacco all’Italia. Ci invidiano perché siamo tra i più ricchi al mondo»
Al mondo. Magnifico il seguito, così composto:
Ma un attacco di chi?
«Questo lo dovreste scoprire voi. Resta il fatto che i tagli del rating erano immotivati. Ed avevano come unico obiettivo far scendere il valore delle nostre aziende, per poi comprarle a prezzi convenienti. E’ la prima volta nella storia del mondo che un Paese onorato e onorabile come il nostro viene aggredito così». […]
«Guardi che se lo sprid sta calando…».Lo spread, intende.
«Sì, insomma, se scende è perché dopo che noi ci siamo mossi quelli si sono dati una calmata con i down ground».I downgrade.
«Ecco, quelli. E poi anche Obama li ha chiamati a rispondere. Voglio dire: se non avessi lanciato il mio sasso nello stagno non sarebbe mica successo. Non le pare?» […]
Memorabile, alla luce dei fatti odierni, la conclusione:
Sembra pronto per la politica.
«Scherza? Non accetterei mai. Guardi che sono stato io a sollevare la questione di legittimità costituzionale sul finanziamento ai partiti. Faccio solo il mio dovere, gli altri non lo so».
Ci invidiano, capito? Ennesima botte di ferro, ben fatto.
che vita bella, la sua

Donaldo ha diffuso una foto rassicurante della sua famiglia, in vista delle elezioni. Tranquillità domestica, oserei dire. E una bella foto, proprio.
Moby (che è uno che sembra inglese ma è americano) se l’è presa moltissimo, ha parlato di “ostentazione”, “ricchezza senza gioia”, “assenza di buon gusto” e così via. Invidia, forse? Invidia per una casa (lifestyle) che sembra uscita da un incidente tra un camorrista di Scampia con uno sceicco del Dubai entrambi ubriachi?
Che bella la sua vita (sua di Donaldo e di conseguenza = che merda la nostra), certo, è davvero bellissimo per un bambino giocare con le limousines.
the night manager
C’è una miniserie in giro nella quale il fratello cattivo (e adottato) di Thor

è un direttore d’albergo ed ex soldato dell’esercito britannico. Poi succedono delle cose e lui deve infiltrarsi nell’organizzazione del dottor House, per fare delle altre cose che non starò qui a dire ora.

E poi ne succedono altre. La miniserie (sei puntate, grazie a dio, nessun pericolo di morirci dentro) è nel genere drammatico, thriller, spionaggio, cose così, è tratta da un le Carré (Il direttore di notte) ed è girata, infine, proprio bene bene.
Appassionante, anche se continuo a non capire cosa c’entri il supercriminalone dio asgardiano con il cinico dottore.

Vien voglia di andare a Zermatt, comunque.
del diritto alla satira (ancora)
Però, amici (?), non potete blaterare di libertà di satira, di Je suis Charlie, di libertà in assoluto, e poi farvi girare le palle se fanno una vignetta stupida e offensiva.

Altrimenti non funziona mica: bastava essere più onesti allora.
no-go, no-go
Ecco cosa succede a un aereo che deve atterrare a Heathrow quando gli dicono di aspettare, che c’è la pista occupata.

Prende tempo e si guarda in giro.
completisti del mondo, unitevi
Anche la completezza è un valore. Se, dunque, per natale desiderate regalare un valore sappiate che a novembre uscirà un cofanettone bestiale con 27, dicasi ventisette, dischi dei Pink Floyd. 11 ore di musica, 14 ore di materiale video, il cui titolo è “The Early Years Box Set: 1965 – 1972“.

Materiali inediti, live, rarità, sessions, ristampe (i primi 7″ della band), outtakes, il tutto dal 1965 al 1972, alla modicissima cifra di soli 550 dollari. Il pre-order e il trailer della faccenda, per chi ne avesse (costosa) voluttà.
finalmente
Finalmente si comincia a vederne in giro, in carica anche alle colonnine pubbliche.

Poi qualcuno spiegherà, forse, come facciamo a produrre tutta ’sta energia elettrica in più.
yellow abbey in submarine road
Due canzoni in una per il signore qui sotto:

Abbey submarine o Yellow road, con la seconda siamo quasi a Elton John.