una, dieci, cento, mille Brexit

Una monumentale Islanda ha buttato fuori l’Inghilterra dagli Europei:

Pare che tra giocatori e tifosi circa ventimila icelandiani siano in Francia, al momento, il che equivale più o meno al 6% della popolazione complessiva. Probabilmente sono rimasti in patria Björk e un qualche Guðmundsdóttir guardiano-di-vulcani.
Riconoscenza e ammirazione per l’Islanda, ora prosegua l’opera di Brexiting forzato dell’Inghilterra da tutto ciò che ci viene in mente (Inglesi, fatevene una ragione, si tratta a tutti gli effetti di un abbandono sentimentale: è quindi ovvio che scoppi il rancore in tutti noi e non ci passerà finché non avrete preso tutte le vostre carabattole e ve ne sarete andati fuori dai piedi).

uscire da tutto (Brescit)

Dopo l’Inghilterra (che iddio stramaledica Cameron per i suoi calcoli irresponsabili, non si buttano nel cesso trent’anni e più di costruzione per calcoli elettorali, sbagliati pure), la tendenza del momento è mostrare scontentezza per le cose e andarsene. Certo.
E allora coraggio agli impavidi cittadini bresciani che vogliono uscire da tutto:

brescit

Dal sistema metrico decimale, dalla schiavitù dell’eleganza, dal terrasferismo. Insomma, da tutto. Qui la petizione che bisognerebbe firmare, almeno per arrivare a quindici sostenitori.
Per esempio, l’uscita dal sistema metrico decimale prevede un nuovo sistema di misura in base 7,5 (sette e mezzo), d’ora in poi chiamato sistema ‘senza nome’ (vista la contrarietà alle convenzioni); lo stesso valore sarà alla base della moneta, che sarà quindi in base un mumbulì, e poi 7,5 mumbulì fanno 1 spongada, 7,5 spongade fanno 1 mostasù. Per dire.

al 44′ Karába, raddoppio di Fenyvesi al 54′, accorcia inutilmente le distanze Connelly all’84’

1965, semifinale di Fairs Cup, Ferencváros contro Manchester United, partita di ritorno (a Budapest, quindi). Potrebbe essere la partita del 6 giugno 1965 (vinta dal Ferencváros per 1-0) o quella di dieci giorni dopo, essendo le squadre in perfetta parità (anche questa vinta dal Ferencváros per 2 a 1).

160621.manchester

Si vedono chiaramente i bei ciuffoni di Best e Charles. La bellezza di questa foto è che racchiude, intera, tutta la squadra del Manchester United, con una robustosa barriera da otto uomini più Best a fianco. Bella.

the rise of an american hero

160613.remnickNon il libro su di lui ma un buon libro sulla boxe in generale: David Remnick, Il re del mondo.
Sebbene grosso modo a due terzi si perda e sebbene tutta la narrazione sia sproporzionata su ciò che ha preceduto Muhammad Alì, è un bel libro di storia della boxe e va giù tutto di un fiato (in questo senso il titolo originale è più chiaro: King of the World: Muhammad Ali and the Rise of an American Hero).
Remnick non è un esperto ma è un giornalista (è il direttore del New Yorker dal 1998), per cui sa scrivere molto bene e sa raccontare storie, il che va benissimo per un libro del genere. Superato il sottotitolo scemo dell’edizione italiana (diffidare sempre degli aggettivi vero e segreto), e visto il costo abbastanza ridicolo, è una letturina che consiglio.
A me, a Faenza nel 2014, andò giù in un paio di piacevoli sorsi serali.