del nostro sistema solare

Si sfida un’AI per le immagini, al momento la solita midjourney, a comporre un sistema solare astratto. E il risultato è notevolissimo, da quadrone appeso in salotto:

Il prompt, cioè le istruzioni, è:

solar system, abstract art with colored circles and lines, black background, colorful and sharp, clean geometry --ar 18:39

dove ‘ar’ sta per ‘aspect ratio’. Ma si può provare anche più semplice:

The universe with a black hole in the style of a Bauhaus painting

Ci avrei messo giorni, come minimo, per molto molto meno.

i cinquant’anni di Van Gogh

Nella spianatona dei musei di Amsterdam è stata notevole la festa per i cinquant’anni del museo, sì, non lui, Van Gogh. Dopo le celebrazioni di rito con presidenti, collettoni e real babbione, a sera – e vien buio alle dieci e rotti – è stato messo in scena uno spettacolo con una pattuglia di droni impegnati a riprodurre i motivi più famosi della pittura di VG.

Per concludere con la sua firma. Non tutti riconoscibili, almeno per me, ma è stata una bella celebrazione, emozionante.

mille novecento ottanta quattro

L’otto giugno 1949 Secker & Warburg pubblicarono la prima edizione di 1984 di George Orwell.

Stampato in 25.575 copie, ne vennero immesse sul mercato altre cinquemila l’anno successivo. Sei giorni dopo la pubblicazione in Inghilterra, 1984 uscì negli Stati Uniti per Harcourt Brace, & Co. Lì il successo fu ancora più istantaneo, alle prime ventimila copie ne seguirono diecimila il primo luglio e altre diecimila il sette settembre. Nel 1970, ne risultavano vendute più di otto milioni di copie nei soli Stati Uniti e da allora il titolo è sempre nelle classifiche dei libri più venduti.
Questo però, purtroppo, George Orwell non lo seppe mai, poiché morì pochi mesi dopo la pubblicazione, nel gennaio 1950. La moglie Sonia Bronwell vendette per beneficenza l’unico manoscritto esistente nel 1952 per cinquanta sterline ed è, a oggi, l’unica testimonianza manoscritta del lavoro dell’autore.

La stupidaggine detta a scuola che il titolo sarebbe l’inversione dell’anno di scrittura, 1948, è, appunto, una fola e il titolo sarebbe dovuto essere The Last Man in Europe, fu poi su consiglio dell’editore Warburg che venne adottato 1984. Tra l’altro, ed è rilevante, il titolo corretto dovrebbe essere nella sua versione estesa, ovvero Millenovecentottantaquattro, Nineteen Eighty-Four, come riportato nella prima edizione. E come, scaduti i diritti nel 2019, anche molte edizioni italiane ora preferiscono titolare.
A proposito delle prime edizioni, né l’edizione inglese lasciava trasparire dalla copertina il genere del testo, né la prima edizione italiana, tradotta da Gabriele Baldini per Mondadori, adeguò in modo appropriato la lingua e il registro al contenuto, pubblicando una versione eccessivamente elegante e sostenuta.

Soltanto nel 2021 e in Italia ne ho contate tredici nuove edizioni e ristampe, spesso con nuove traduzioni: Feltrinelli, Newton Compton, BUR-Rizzoli, Bompiani, Giunti-Barbèra, Einaudi, Sellerio, Garzanti, Fanucci, Chiarelettere, My Life, Urban Apnea Edizioni, GOODmood. Per dire del successo persistente ed è un testo senza dubbio che è meglio avere in catalogo, specie se gratis.

Vento, ancora

Eh lo so, ma questa l’ho letta dopo, ciascuno passa la festa della Repubblica come crede. Stanca.

Stanca, sfinita, esausta.
Annoiata, affaticata,
Nauseata, fiaccata,
Logorata.
Abbattuta, atterrita, esasperata.
Torturata, sfruttata,
Disfatta.
Sterile, debole, deperita e cerea.
Vorrei tornare a casa,
La casa mia.
Lontana.
E non pensare più.

Ancora Flavia Vento, sempre dalla sua raccolta poetica Parole al Vento. Solo in apparenza un elenco, il cerea sorprende, in certi passaggi sembra una canzone di Rino Gaetano o una lista di Salvini.
Inaspettata la chiusa, devo dire.

Ultima, giuro. D’altronde le ho lette tutte. Mostro marino.

Pavoni,
Balene,
Pagliacci,
Maghi,
Cantanti,
Mare.
Isola,
Mosquitos
Zzzzzzzz…
Mosquitos
Zzzzzzzz…
Mostro marino
Fischio divino.
Mostro marino
Canto divino.
Zzzzzzzz…

Il che sposta ancora più oltre la difficoltà di definire cosa sia, davvero, la poesia. E, forse, in maniera definitiva.

dopo Leopardi

E tu, luna splendente, Luna, che ci fai lì?
Mi guardi e stai zitta, Poi mi sollevi e mi fai pensare.
E stai lì, ferma immobile Nel tuo mondo e io nel mio.
E siamo noi due
Che ci guardiamo e ci diamo Un saluto leggiadro Come una stella cometa.
E siamo qui.

Flavia Vento, Luna dalla sua raccolta poetica Parole al Vento.
Facile dire che basti andare a capo a caso – qui peraltro quattro casi in cui secondo me mancano -, usare qualche parola evocativa e pescare dalla terminologia ad hoc, facile pensare sia facile. No no, non lo è. Dimmi, che fai, silenziosa luna?

come dove?

Una delle cose che mi fa piuttosto ridere è digitare qualcosa in gugol e leggere i suggerimenti di ricerca automatici che propone, basati con evidenza sulle ricerche di tutto l’altrui.
In questo caso ho cercato ‘leida’ e lui, il motore, è partito piuttosto bene e con inerenza.

La seconda, ‘Come Dove si trova’ mi fa molto ridere. Ancora. E inutile cercare risposte a questa e domande come ‘Come chiamano l’Italia?’ perché sarebbe davvero sforzo vano. Loro non vogliono si sappia.