Bashar al-Assad è caduto, è scappato, forse a Teheran a trattare, o a Mosca, la Siria, dicono, è libera. Certo, libera dopo cinquant’anni di dittatura criminale della famiglia Assad, libera da chi adesso? L’HTS, Hayat Tahrir ash Sham, è guidato dal leader ed ex capo di al Qaida in Siria, Abu Muhammad al Jolani, non è che ci si aspettino convenzioni democratiche. Ora la transizione, impossibile dire chi prevarrà, già c’è in previsione una riunione tra i paesi filoisraeliani per trattare una successione morbida, mantenendo lo Stato siriano e le sue strutture. Al momento, la situazione è riassumibile con una mappa, i colori indicano le rispettive aree di influenza dei ribelli, lealisti, curdi e forze straniere:
Tutto tranquillo, tutto chiaro. A Monaco di Baviera e, presumo, anche in molte altre città si segnalano caroselli di auto festanti.
Animo libero, spirito progressista, vero primo professionista indipendente nella musica, demente a tratti, infantile e geniale insieme, come non apprezzarlo sia come persona che, ovvio, come musicista? Per questo lo ricordo il cinque. «Della salvezza della mia anima non preoccupatevi», disse saggiamente, fu genio e deficiente insieme, innovatore, progressista, libero pensatore e libero professionista in un’epoca in cui accasarsi a corte era l’unica via, innovò magistralmente, ne ebbe meriti e ne pagò le conseguenze. Un uomo profondamente libero, di quelli che piacciono a me.
Costruito negli anni Sessanta per dotare Belgrado di una struttura ricettiva all’altezza, come aveva suggerito Haile Selassie nel 1961 dopo il Forum del Non-Aligned Movement (NAM), fu inaugurato nel 1969 facendo sfoggio di grande lusso, dalle ceramiche al più grande lampadario a goccia del mondo e ospitò tutte le personalità in visita a Tito e in città.
Colpito dai bombardamenti NATO del 1999, fu parzialmente ripristinato, poi venduto nel 2006 e poi chiuso, dopo un periodo di decadenza in cui una parte fu addirittura di proprietà di Arkan. Ora il progetto è costruire un nuovo albergo con due enormi torri laterali, per cui, nonostante le proteste, ne è iniziata da pochi giorni la demolizione.
(AP Photo/Darko Vojinovic)
Un altro pezzo di diversità che sparisce, peccato.
Mentre si celebrava nel mondo la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità e il presidente Mattarella si recava in visita all’Inail, le pagine dei giornali erano occupate dal duello politico Conte-Di Maio, indovina?, fotocopia di quello tra Conte e Grillo di questi giorni, buontemponi dei Cinque Stelle.
Allora però erano al governo. Ecco, appunto: mentre ne sarebbe dovuto rimanere uno solo, e così poi sarà anni dopo, uno dei due stava per prendere la scena assoluta e inventarsi delle assurde conferenze stampa a mezzanotte per darci nuove certificazioni e bonus a pioggia non appena possibile per la pace sociale. Perché il 3 dicembre di cinque anni fa, e noi mica lo sapevamo, veniva rilevato il primo caso di Covid a Wuhan.
Ma no, mica passa da uomo a uomo, figuriamoci, e poi c’era uno a Codogno che corse la mezza maratona nel mezzo di una vita ben vissuta, e poi quello che aveva mangiato il pipistrello e mica potevano stare buoni ’sti cinesi col cibo? E avanti, dritti nel collo di bottiglia. Che a leggere bene ci fu anche chi avvisò che questo virus avrebbe contagiato tutto il mondo. See, figuriamoci, e noi a farci beffe di Codogno e Vo’ Euganeo. Ma manco pitturato, tornar indietro.
La batosta è stata colossale, la delusione enorme, alla fine ci si chiede di che si sia parlato per tre mesi. Alla fine se le uova passano da un dollaro e mezzo a quattro, il ragionamento sottile ci lascia le penne.
Adesso arrivano i mostri, le scelte di Trump sono ricadute sui più impreparati, eversivi, complottisti che verranno lanciati alla devastazione delle istituzioni e degli ecosistemi politici e sociali. Come peraltro sta facendo lui, il capo, trasgredendo tutte le regole per una transizione quieta e regolare. A breve ci saranno le elezioni in Irlanda e il candidato, uno, si chiama Harris. Presto, mandiamogli tutti i cartelli inutilizzati, meno spreco.
È una cosa che facevo tempo fa, i consigli di lettura dei libri più belli sul mercato sottostante. Beh, perché non rifarlo se ci sono dei libri per cui ne valga per davvero la pena? Avanti, dunque, in ordine crescente di bellezza.
L’ossessione per il cuoio, sesso e sessualità nel vecchio West: Hell-Bent for Leather: Sex and Sexuality in the Weird Western, Kerry Fine, Michael K. Johnson, Rebecca M. Lush, Sara L. Spurgeon. Sarebbe ‘strano’, weird, non vecchio, a voler essere precisini. Ci si sono messi in quattro, copertina più bella.
Un bel manuale per crescere dei figli: How to Dungeon Master Parenting, Shelly Mazzanoble. Prima di inorridire del tutto, credo che il dado alluda al gioco, gamifing, più che al compiere le proprie scelte tirando a caso. Educatori morti.
Dopo il re pescatore, la filosofia del pesce, storioni, caviali e una del tutto da capire geografia del desiderio: The Philosopher Fish: Sturgeon, Caviar, and the Geography of Desire, Richard Adams Carey. Lo sfondo di caviale è da gran premio della giuria.
Difficile scegliere a questo punto ma tocca. Ecco dunque: Looking through the Speculum: Examining the Women’s Health Movement, Judith Houck. Il riferimento è chiaramente ad Alice attraverso lo specchio ma qui lo specchio è uno specolo e ciò che c’è da vedere è lo stato di salute delle donne. Lo sguardo appassionato delle spettatrici, specie della fumante, trasmettono tutto l’entusiasmo della cosa.
E per chiudere, Killing the Buddha on the Appalachian Trail. Walking On Through Self-Doubt and Aging, John Turner. Un manuale, pare, per uccidere Buddha sul cammino degli Appalachi, imparando a gestire l’invecchiamento e l’incertezza di sé. Ma non potrebbe aiutare Buddha in questo? Ma che ha fatto il porello?
Tutti in gara per i titoli più strani, diciamo originali o stravaganti, chiaramente. E chissà dentro che spasso.
Appesi o che se la piglino con gli affari mediali attuali, quelli che ho visto io di recente. Ma non sono una novità, il rinoceronte sta comodo nell’arte sin da Dürer:
E anche da ben prima, spesso pure meno idealizzato. Per esempio, il rinoceronte nella grotta di Chauvet, circa trentacinquemila anni fa:
O quello simpatico e tondolone del vaso rituale in bronzo a forma di rinoceronte, 1100-1050 a.C., dinastia Shang, Cina, tendente all’ippopotamismo:
E sarebbe lunga, proseguendo con i mosaici della villa romana del Casale del III sec. d.C. e andando innanzi fino a Dalì, Warhol e Niki de Saint-Phalle e, appunto, a quelli all’inizio in luoghi pubblici, passando per la Signorina Clara dei Paesi bassi del 1741.
Perché se possibile è ancor più bello arrivarci dal fiume, a Grazie.
Oh, ottanta, eh. Da prendere con spirito, poi non è che uno sia proprio contento contento.
facciamo 'sta cosa
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