un cantiere rapidissimo

Il cantiere dell’Empire State Building durò complessivamente ventun mesi, dei quali solo quattordici per la costruzione effettiva dell’edificio. Impressionanti i progressi, 26/6-30/11 1930:

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Il 1º maggio 1931 fu inaugurato, come previsto. Poi si accorsero, purtroppo, che c’era la depressione, finché per fortuna King Kong ne risollevò le sorti per sempre.

Anche Airon Men non ha resistito alla vista dall’alto (ma perché, visto che vola?).

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una rivelazione e un fatto

È molto nobile volersi mettere alla testa di un esercito, ma è proprio lì che il nemico mira per primo. Meglio restare qualche passo indietro e aprirsi una strada più sicura attraverso i cadaveri
Michael Dobbs, House of cards

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Una rivelazione e un fatto:
– rivelazione: House of cards è una serie inglese (ooooh) prima che americana, del 1990;
– fatto: il libro cui si ispira (che poi è una trilogia che io mi sto scofanando con grande godimento) è ambientato nel parlamento inglese ed è meglio di entrambe le serie. Non di tanto, ma un po’ sì.

cambia colore a seconda dell’umore del giorno

Sì, l’Empire State Building cambia colore ogni minuto e sono lieto di addurne prova (grazie al telefono della mia compagna, questi colori dei primi di aprile erano ‘in a rotation of MLB teams’ colors in celebration of Opening Day‘).

empirestatebuilding

Esiste una vera e propria tabella di ricorrenze cui vengono associate colorazioni particolari: per esempio, il 3 ottobre – anniversario della riunificazione della Germania – il grattacielo si colora ovviamente di giallo, rosso (nero), mentre il 20 settembre (ahimé non Porta Pia ma il giorno della lotta contro l’Alzheimer) si colora di porpora e bianco. Il calendario.
La cosa strepitosa è che si può richiedere e prenotare per uno specifico evento il colore dell’illuminazione, niente male davvero.

quattro numeri per non dire cazzate

Secondo il Viminale – non la casalinga di Voghera, quindi – il paese è in grado di tollerare senza stress circa 140/150.000 richiedenti asilo ogni anno.

Sempre secondo il Viminale – non il leghista di Brembate, quindi – gli sbarchi a oggi (20/07) sono 84.558, mentre nel 2014 erano 76.634. Moltiplicate entrambe le cifre per due, fa grossomodo il totale tollerabile senza stress ogni anno.

Sempre secondo il Viminale – non il fascista di Mestre, quindi – il 50% degli sbarcati non si trattiene in Italia. Come non capirli? Il che ci riporta alla metà della cifra tollerabile senza stress.

Sempre secondo il Viminale – non il consigliere comunale di Padova, quindi – la Germania gestisce (attenzione!) circa 200.000 ingressi ogni anno (omioddio, il doppio di noi) e il Libano circa venti volte il numero italiano.

Ma noi siamo stressatissimi.