il diciannovesimo congresso nazionale del Partito Comunista Cinese

Alcune immagini dal congresso che la settimana scorsa ha sancito il potere assoluto e indiscutibile di Xi Jinping, Segretario Generale del Partito Comunista Cinese dal 15 novembre 2012, Presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013 e, come non bastasse, capo della Commissione militare centrale del Partito Comunista Cinese.

(The Yomiuri Shimbun via AP Images )

Eccolo, Xi Jinping, ovviamente contento:

(AP Photo/Mark Schiefelbein)

L’ex presidente Jiang Zemin legge attentamente i documenti congressuali con la sua lente scova-bugie.

(AP Photo/Mark Schiefelbein)

I delegati in piedi all’apertura del congresso. Al centro spicca il delegato della confederazione intergalattica, con la divisa delle feste e il cappello dell’Amicizia tra i Popoli socialisti dell’Universo.

(WANG ZHAO/AFP/Getty Images)

Una bella foto d’insieme di tutto il congresso, al via.

(AP Photo/Ng Han Guan)

Infine, un po’ di folklore: tè per tutti i congressisti servito dalla squadra di tè sincronizzato cinese, campionesse del mondo imbattute da sette secoli.

(Imaginechina via AP Images)

Da buon ultimo ma non meno importante, il signor Fong segue l’andamento del congresso dal proprio negozio di, uhm, alimentari, partecipe.

(CHANDAN KHANNA/AFP/Getty Images)

Il congresso ha visto l’elaborazione teorica alla base della leadership di Xi Jinping, tra cui la cosiddetta “Belt and Road“. Le informazioni ufficiali per la stampa sono qui.
Il congresso si è svolto nella Grande Sala del Popolo, il cui soffitto è molto bello, secondo me, e questa è proprio l’ultima cosa che so sull’argomento.

forse non tutti sanno che: i solchi sul basolato delle strade romane

la via Stabiana a Pompei

Ho già raccontato degli attraversamenti pedonali romani, proprio come quelli qui sopra. I solchi sul basolato, invece (e qui uno se la può rivendere quando vuole, se desidera), non sono scavati dal lento scorrere dei carri nell’arco dei secoli, e dai e dai, come tutti io me compreso penserebbero, bensì erano ‘inviti’ tracciati al tempo della costruzione della strada per far sì che le ruote dei carri percorressero esattamente il percorso stabilito, evitando così le strisce pedonali, appunto, le edicole, le pietre miliari, le fontane e così via ai margini della strada.
Per dire, sono tante le cose che abbiamo perduto nel tempo.

«conta prima la mimica, poi la parola: questo non lo insegna più nessuno»

Ho buttato un occhio veloce a «In arte Nino», biografia dei primi anni di Nino Manfredi girata dal figlio Luca, perché Manfredi è e resta uno dei miei preferiti (inarrivabile per sempre come Pasquino in «Nell’anno del Signore») e ho trovato Elio Germano, ancora una volta, pazzesco per bravura e somiglianza.

Non dico solo somiglianza, oserei dire – e qui sta la grandezza dell’attore – mimesi, quasi totale, non solo nell’aspetto fisico ma nelle movenze e nelle espressioni del viso. Impressionante, Germano si conferma di gran lunga il migliore della sua generazione.

cittadino lombardo-veneto, oggi non andare a votare

Maroni e Zaia si fanno la loro campagna elettorale alle nostre spalle, lo sai vero?
Lo sai che questo referendum non ha alcun valore, vero?
Lo sai che non c’entra nulla lo ‘statuto speciale’, vero?
Lo sai che secondo la Costituzione non serve un referendum per contrattare maggiore autonomia con lo Stato, vero?
Lo sai che Maroni e Zaia, quando erano ministri del governo, non si sono adoperati minimamente per le autonomie delle loro regioni, vero?

Certo, così come è posta la faccenda è come chiedere a uno di cinque anni se vuole bene alla mamma. E così andrà. Però che cazzo.