In senso cronologico inverso, ma in bellezza sparsa.

Gran ricchezza, ’sto tùr.
In senso cronologico inverso, ma in bellezza sparsa.

Gran ricchezza, ’sto tùr.
Il 9 novembre è l’anniversario della caduta del muro. L’ostalgie, per me, è un sentimento vero che, ovviamente, nulla ha a che vedere con Honecker e la Stasi.
E ci mancherebbe.

Alexanderplatz, Berlino, Germania Est, 1980

Kreuzberg, Berlino, Germania Ovest, 1980

Halle-Neustadt, Germania Est, 1983
Le foto sono di Rudi Meisel e hanno fatto parte di un progetto decennale di fotografia delle due Germanie (1977-’87). La prima in alto è strepitosa, c’è addirittura il signore al centro che fa da inconsapevole muro.
Come in chiusura di 2016, Chris the barker l’ha rifatto.
Ovvero, ha preso una certa nota copertina di disco e ci ha messo tutte le celebrità in ambito, diciamo, artistico decedute quest’anno.
Qui. Certo che se il 2016 è stato un’ecatombe anche il 2017 non scherza affatto.
Pure li orsetti…
Se i Kinks sono a livello degli Who, e lo sono, eccome se lo sono, allora ‘Strangers‘ sta a livello di ‘They are all in love‘: ovvero quelle dieci, quindici canzoni nella storia della musica – venti, dai – che procurano al cuore estasi, struggimento, dolore e insieme gioia, tantaggioja.
Se il testo di ‘Strangers‘ è un po’ più facile rispetto alla canzone degli Who, la melodia è più complessa e la voce di Ray Davies, praticamente i Kinks da solo, canta in quel modo che solo lui che pare stonato, che pare sopra o sotto e invece, accidenti, è proprio quello giusto.
Da Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One, in molti si sono accorti di questa canzone nel tempo, specie nelle colonne sonore, e non c’è nulla di male, anzi: è sempre bello riascoltare e cantare insieme If I live too long I’m afraid I’ll die. Eccezionale, con l’inconfondibile batteria elastica che sta sotto a tutto il pezzo e, meraviglioso, chiude.

Hildesheim, Germany (Julian Stratenschulte/dpa via AP)
Le piante al ciglio della strada dopo un uragano in Germania qualche settimana fa. Magari non arriva subito ma quando arriva è notevole.

Birds. Tulare, California, 2014 (Matt Black, Magnum Photos)
Una bella foto in bianco e nero di Matt Black – omen – che sembra la copertina di un disco di Brunori SAS se le copertine dei dischi gliele facessi io.
Che per sua fortuna così non è.
C’è un’altra via, un modo diverso, un modo rispettoso e dignitoso per tutti per ricercare la felicità personale e, già che ci siamo, abbattere per sempre il sistema capitalista: il comunismo nella sua versione texana.
Esatto: il CPTX, ovvero il Communist Party of Texas, ovvero la quarta o quinta via alla dittatura del proletariato armato di AK47 e coltello bilama da assalto, e sì, sono sette in tutto, e allora? ‘Azzo vuoi?
La grande forza che abbatterà finalmente i nazisti dell’Illinois è qui tra noi, il CPTX, e se vogliamo che la CasaPound del Texas stia al suo posto, bisogna sostenere. Viva il comunismo, viva il Texas, viva i compagni texani che marciano insieme a noi verso il sole dell’Avvenire con i loro pickups! Venceremos.
(Sì, lo stemma pare una roba da Call of duty, eh, lo so).
Quello a destra qui sotto è Edmund Kemper III, efferato serial killer americano. Quello a sinistra è Cameron Britton, un simpatico e gioviale attore che interpreta, appunto, Kemper.

Ma la somiglianza davvero inquietante è quando lo interpreta in movimento, l’assenza di affettività, la presenza dominante, insomma ottima resa e ottimo livello.
Per vedere Kemper-Britton bisogna vedere Mindhunter, nuova serie tv su un argomento trito e ritrito che però tira sempre: i serial killer. La differenza, stavolta, la fa l’ottimissima fattura del prodotto, ambientazione, scrittura, dialoghi, trama, gran recitazione, una seconda stagione già confermata eccetera, e la regia di Fincher, che è uno che basta dire: Seven, Fight club, Zodiac e un po’ di House of cards. Non male no.
Certo, deve piacere il genere e a me, modestamente, non lo piace. Ma questa sì, questa mi è piaciuta, nonostante parecchi abominii. E poi c’è lei: Dànamm.
(Qui una recensione più sensata della mia).
Cento anni dal colpo di cannone della Rivoluzione e l’indicatore della ‘spinta propulsiva‘ in plancia segna quasi zero. Si sarà mica esaurita? O il coso non va o non c’è mica tanto da celebrare.

In un’ottima giornata novembrina e in un posto ricco di fascino.