Quando il campanello non funziona:

Una sintesi di genio, Dylan ne sarebbe fiero e anche io lo sono pur non avendo il piacere. Forse dovrei bussare…
Quando il campanello non funziona:

Una sintesi di genio, Dylan ne sarebbe fiero e anche io lo sono pur non avendo il piacere. Forse dovrei bussare…
Quest’anno l’anniversario di via Rasella è passato un po’ sotto silenzio, per l’avanzare delle vicende politiche. Il neopresidente della Camera Fico, però – e qui devo dirlo: bravo – lo ha ricordato nel suo discorso di insediamento.

Poteva essere molto più pavido, vedi per esempio la presidente del Senato. Speriamo non sia solo l’inizio. Per chi volesse, via Rasella qui, qui e qui.
Stamattina avevo bisogno di un’iniezione di allegria ed ero indeciso se andare al luna park o comprarmi delle sostanze sbarazzine. Però ho poi deciso di capire quanto mi manca per poter andare a vedere i cantieri stradali con tranquillità, per cui ho fatto la simulazione INPS per il calcolo della pensione. Vualà, una botta di allegria senza pari.

Che poi non è tanto il 2042, alla fine il lavoro che faccio mi sta bene (ma quanti saranno millesettecento euro nel 2042? Il costo di un bianco secco?), ma l’età che avrò io nel 2042: troppo per sgambettare tra un cantiere e l’altro, forse. Troppo per rompere le palle agli altri ripetendo lo stesso concetto per cinquanta volte consecutive, forse. O forse no, ma andarci prima sarebbe molto molto più divertente.
(Il sospetto che dia lo stesso risultato a tutti mi è venuto, attendo conferme empiriche).
Non sarò certo io a dire qualcosa di nuovo sulle strade romane, la perizia con cui furono costruite, il senso romano per la perfetta inclinazione, il temperamento migliare che ne determinò le dimensioni, il profondo desiderio di rettilineo che caratterizzava l’antico romano e così via.
Certo è che ottantamila chilometri di strade non si improvvisano.

Sasha Trubetskoy, al riguardo, ne ha fatto un’interessante elaborazione in chiave contemporanea.

I riferimenti più completi, al momento, per la viabilità romana sono il progetto Orbis dell’Università di Stanford, con un utilissimo calcolo del percorso per sapere, per esempio, la distanza e il tempo necessario per andare da Canusium ad Albulae in primavera (21,8 giorni, 2702 chilometri ad aprile), e la mappa di Pelagios, altrettanto affascinante da consultare.
Dalle 16:15 di ieri, complici la rivoluzione terrestre intorno al Sole, lo zenit e l’equatore, è iniziata questa cosa qui.

E ne godono tutti, dai cavalli ai militanti del m5s. E tra poco torna anche la luce, urrah.
Christian Raimo, che è un che solitamente dice cose piuttosto interessanti, ha fatto una cosa per la scienza: ha guardato la tv per sedici ore consecutive. Ed è vivo per raccontarlo.
In attesa del disco per maggio, è uscito il secondo singolo di Courtney Barnett.
Ed è buono, è buono. Non avevo dubbi ma scoprirlo di persona è sempre bellissimo.
Da Roma fa schifo: «Iniziano oggi le riprese a Roma del nuovo capitolo cinematografico della saga di “Resident Evil”. Alcune scene saranno girate negli interni della stazione della metro A Flaminio e nella foto potete ammirare in anteprima il set pronto per il primo ciak».

Come dargli torto? Pare davvero un set e se non l’avessi visto con i miei occhi avrei paura degli zombis (e, invece, ho solo paura dei romani).
Vincono la destra e il m5s e sarà una catastrofe per la cultura, perché questi son ignoranti e beduini e spazzeranno via tutto, tagliando, abolendo e cancellando.
Per fortuna, nonostante le dimissioni di Renzi, la sinistra governa ancora alcuni territori e mantiene salde le redini della cultura, della trasmissione del sapere, delle iniziative che aiutano la comunità civile a crescere con consapevolezza.
A Firenze, per esempio, è quasi l’ora della:

La terza edizione di Florence Cocktail Week. Perché: «dal 30 aprile al 6 maggio le strade di firenze si animeranno a suon di shaker!!». Ma basterà una settimana?

«Florence Cocktail Week 2018. Una settimana tra shaker e twist sul Negroni per scoprire la Firenze del bere miscelato». Mapporc. Poi uno teme la destra, ma è in casa che avviene il maggior numero di incidenti, ricordarselo sempre.
Basta giocare con la palla, con i cestini, le porte e con i videogiochi che poi vengon su le generazioni rimbambite che votano m5s, sarebbe ora di fare sport all’aperto privilegiando l’attività sana e piacevole. Ecco quello che vorrei suggerire a tutti.
Non sottovaluterei la versatilità di questa attività fisica. Infatti, insieme, mentre si gioca e ci si muove, si possono fare innumerevoli attività produttive. Ne suggerisco alcune: assemblee condominiali, discussioni famigliari, riunioni aziendali, brain storming, convention di partito. E in molti casi si risparmiano gli emolumenti degli avvocati. Parvi poco?
(Decathlon, attrezzatevi!).