Un film che si configura come imperdibile fin dalla trama:
Un solitario e disilluso studioso viene ingaggiato dalla mafia per autenticare un misterioso manoscritto riemerso nei bassifondi di New York: l’originale perduto della Divina Commedia. Sconvolto dalla scoperta e in cerca di rivalsa, l’uomo decide di tradire i mandanti e fuggire con il prezioso volume insieme alla donna che ama. Il furto scatena una pericolosa caccia all’uomo e una cospirazione globale.
L’autografo della DC, il sogno di ogni studioso e cacciatore di ricchezza. E fin qui già basterebbe, sarebbe abbastanza per un film, una storia, una barzelletta da bar. Ma no, mettiamoci una trama parallela, immagino sempre le riunioni di produzione. Ottima idea!:
Parallelamente, la storia si sposta nell’Italia del XIV secolo. Un giovane Dante Alighieri, intrappolato in un matrimonio infelice e in piena crisi spirituale, fugge in Sicilia per inseguire l’ispirazione. Qui, guidato da un enigmatico mentore, dà forma alla sua visione poetica e scrive la Commedia. Due uomini, separati dai secoli ma legati dallo stesso destino, compiono un viaggio dalla dannazione alla salvezza, mossi dall’amore, dalla bellezza e dalla follia della creazione.
In un matrimonio infelice, signoreiddio.

È ‘La mano di Dante’ di Julian Schnabel, di cui resto un ammiratore per l’ottimo ‘Lo scafandro e la farfalla’, ed è con evidenza un film da non perdere. Qui l’appassionante trailer tra mafiosi e autografi. E non ci si faccia scoraggiare dalla recensione di Matteo Pivetti su Sentieri Selvaggi:
“Un’opera con ambizioni gigantesche, ma che non funziona sotto nessun punto di vista. Caotica, delirante e superficiale, sembra una parodia giunta prima del suo originale”.
E non siamo in tempi di recinzioni negative, figuriamoci. Ci terrei infine a segnalare che non si tratta di un film sottocosto prodotto in un minimarket con intenti parodistici, drammaticamente. Anzi, spese e Venezia Lido. Che poi: un enigmatico mentore? La Sicilia?