Contea per contea la faccenda è ancora più chiara.

Il Guardian, che ha preso i risultati americani malissimo, ha aperto un blog ricco di gattini e cose spensierate per cercare di non pensarci. Se serve.
Contea per contea la faccenda è ancora più chiara.

Il Guardian, che ha preso i risultati americani malissimo, ha aperto un blog ricco di gattini e cose spensierate per cercare di non pensarci. Se serve.

Oggi ci sarà il solquizio d’autunno, per cui transiremo dall’estate all’, appunto, autunno. Non sarà il 23, domani, come tutti ci aspetteremmo, ma oggi; e ancor più precisamente oggi alle 14:21 precise, perché solo in quel momento esatto il Sole si troverà allo zenit dell’equatore della Terra. Quindi, occhio all’orologio e buon autunno a chi lo merita.
A margine, cercavo una bella foto autunnale da mettere in testa a questo post e ne cercavo una normale, che non sembrasse presa da un autunno carico di LSD. Ho fatto fatica, perché ormai in rete esistono solo immagini prese in un mondo – letteralmente – immaginario.
Poi arriva l’autunno e uno rimane deluso per la scarsa saturazione.
Domenica la piattaforma petrolifera galleggiante Transocean Winner, solitamente di stanza nel mare del Nord, ha subito le intemperie del mare in tempesta e ha rotto gli ancoraggi, andandosene pel mare. Dopo un po’ di vagolamento, ha incocciato la costa dell’isola di Lewis, in Scozia, proprio di fronte al cimitero.

Immagino i discorsi tra i due signori qui sopra in giacca gialla, dopo una telefonata un filino preoccupata al commissario dell’isola, al cugino fornaio facente funzioni di pompiere e allo zio operaio in pensione. Ossignore, e adesso chi lo porta via ’sto mostro? Qui il video della piattaforma che balla davanti alla riva.
Buone olimpiadi a tutti.

Seguirò con grandissima attenzione soprattutto il golf, il rugby a 7 e il trampolino elastico. Il sistema svedese a squadre no, purtroppo non si pratica più.
(Qui sopra, Atene 2004 o quello che ne resta, ma di certo stavolta andrà meglio).
Ho trovato una mia foto che testimonia bene quanto detto quattro post qui sotto, in “obelischi, obelischi (forse non tutti sanno che)“, ovvero che l’obelisco di Washington è stato costruito in due fasi distinte e che si vede chiaramente dal vivo. Ecco la foto.

Pietra proprio diversa, persino nel colore. Se c’è qualcuno (oltre a me) cui interessa questo genere di cose, chiaro.

Adelgonda di Braganza, qui nell’unico ritratto conosciuto (da me), fu la quinta figlia di Michele del Portogallo – re dal 1828 al 1834 – e della moglie Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg. Principalmente è nota per essere stata tra il 1920 ed il 1928 reggente al trono portoghese per conto del nipote Duarte Nuno, duca di Braganza, che non divenne mai re; lei poi si ritirò in Svizzera dove morì nel 1946.
Il nome completo di Adelgonda di Braganza era Adelgonda di Gesù Maria Francesca d’Assisi e di Paola Adelaide Eulalia Leopoldina Carlotta Michela Raffaella Gabriella Gonzaga Agnese Isabella Avelina Anna Stanislaa Sofia Bernardina. Alla fine Stanislaa passa pure via.
Per citarne alcuni:
dove è scritto: «… i requisitigli elaborati …» leggasi: «… i requisiti e gli elaborati …»
dove è scritto: «… e di cui all’articolo 24, comma 1, lettere d), e), f), g), h) ed i), » leggasi: «… e di cui all’articolo 46, comma 1,»
dove è scritto: «… ai sensi del comma 7.» leggasi: «… ai
sensi del comma 6»dove è scritto: «… avvero della decadenza dell’autorizzazione.» leggasi: «… ovvero della decadenza dell’autorizzazione.»
Sono solo quattro dei 181 errori (181!) contenuti nel testo del nuovo Codice degli appalti, il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto…». Una bazzeccola di legge.
181 errori su 220 articoli, una percentuale da encomio, non si trattasse, come al solito, di sciatteria e incompetenza in luogo (e atto) pubblico: un altro funzionario, evidentemente più bravo, ha rimesso in fila tutti gli errori e li ha emendati, sulla Gazzetta Ufficiale: qui. Mai che qualcuno provi vergogna.
(L’articolo di Stella sul Corriere).
Un altro caduto, da molto tempo nei nostri cuori.

Era un punto di riferimento per la comunità italiana. Onore e memoria commossa al riguardo, risorgeranno altri più numerosi e migliori. Nel frattempo, ci sono ancora i proxy (es: kickasstorrentsan.com, per dire).
Ci sono delle volte, molte, in cui si è incazzati con lui. Per questo, a maggior ragione, quando ne fa una giusta bisogna riconoscerlo:

In questo caso, la legge e l’ottima risposta ai vescovi, che non perdono mai occasione.
Premesso che il Kindle è più bello e funziona meglio ma è troppo fastidiosamente proprietario, al punto da non gestire il formato .epub – il che è assurdo dal punto di vista di chiunque non sia il signor Amazon – detto questo qui si usa il Kobo, per leggere i librini elettronicini.
Dopo un tot, il Kobo tende non solo a riempire la memoria principale ma, anche, a rallentare le sincronizzazioni o gli aggiornamenti. Un metodo per tamponare entrambe queste cose, però, c’è (vale per Mini, Touch, Glo, Aura): si tratta di individuare la cartella \.kobo\images e cancellare tutti i files che terminino con:
N3_FULL.parsed
N3_LIBRARY_SHELF.parsed
N3_SOCIAL_CURRENTREAD.parsed
ovvero spazzatura (copertine di libri consigliati, esiti di ricerche vecchie come il cucco etc.).
Molti files in meno, più spazio e più velocità nelle sincronizzazioni. Promesso.