le chiedo di rilasciare Ahmadreza Djalali

La vicenda di Ahmadreza Djalali è serissima: già ricercatore iraniano di 45 anni in Medicina dei disastri e assistenza umanitaria all’Università del Piemonte Orientale, è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Dal 25 aprile 2016 è in carcere e rischia la pena di morte.
Amnesty international spiega il tutto.
Repubblica, tempo fa, riportando la notizia aggiunge una foto di Ahmadreza Djalali con la sua famiglia e aggiunge la didascalia: «con la moglie e due figli a Milano».

Alle loro spalle il Duomo di Milano, riconoscibilissimo nel suo stile neogotico liberty.
Ma son cazzate: chiedo anch’io di rilasciare Ahmadreza Djalali a meno che non sia incriminato per un reato riconosciuto dalle norme e dagli standard internazionali.

nemmeno questa legge

Lunedì è cominciata la discussione generale in Parlamento del progetto di legge sul testamento biologico, cosiddetto. Una legge complicata e importantissima, un percorso lungo quasi due anni, un lavoro di commissione irto e complesso. Ma è arrivata in aula.

Un momento nell’aula della Camera durante la discussione generale della proposta di legge sul Biotestamento, Roma, 13 marzo 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Alcuni parlamentari (Piazzoni, Pini) hanno argomentato che l’aula era vuota perché in fase preliminare di discussione, ovvero in quella fase in cui la proposta di legge viene esposta ampiamente in favore dei verbali parlamentari e della stampa ma non dei deputati, che voteranno invece più avanti, e la cosa di solito avviene il lunedì.

Capisco. Anzi no, non capisco: che segnale dà l’aula vuota proprio quando si discute questa legge? Questa e non altre? Labate sul Corriere scrive un articolo condivisibilissimo:

La foto dell’aula di Montecitorio deserta, per giunta durante la discussione di una legge che potenzialmente riguarda la vita vera di ciascun cittadino italiano, è l’infamante spia di una politica assente, distratta, che sa come voltarsi dall’altra parte. E che ha fatto sentire la propria voce solo quando Dj Fabo ha scelto di morire. Molti dei parlamentari che quel giorno hanno riempito le loro bacheche di Facebook e Twitter di promesse rigonfie di retorica oggi non erano al loro posto. Diranno che era «solo» l’inizio della discussione, che quando si tratterà di votare «ci saremo». Ma per costoro, evidentemente, nessuna legge merita di spezzare il ritmo di quel calendario dei lavori che ufficiosamente, per chi siede nel Parlamento, va dal martedì al giovedì. Neanche quella che può dare a ciascuno il diritto di decidere fino a che punto, e a che condizioni, sottoporsi a cure che possono tenerti in vita. Nemmeno quella.

Anche Ellekappa ha commentato la vicenda ed è stata molto criticata per questo.

E invece ha ragione, anche lei. Non vale ritirarsi nei tecnicismi del funzionamento dell’aula parlamentare per spiegare tutte quelle assenze, è stato un segnale, chiaro, e come tale sarebbe stato molto migliore e preferibile se fosse stato opposto: aula piena perché è una legge importante e il Paese riflette seriamente sulla questione.

Legge sul biotestamento alla Camera: aula vuota durante la discussione.
Il testo è già stato portato in Svizzera.
(Spinoza)

datemi i vostri stanchi

Non paia banale, sul basamento c’è scritto:

«Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa [la statua] con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata».

Giusto, andare avanti nonostante tutto.

scosse, scosse e ancora scosse

Abbiamo messo su un sistemino, abbastanza banale a dire il vero, per monitorare le scosse sismiche e rappresentarle su mappa. I dati sono dell’ISC (International Seismological Centre) e dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e con la rotella in alto a sinistra è possibile filtrare i dati.
Ad esempio, ed è una cosa che fa abbastanza paura e suggerisce grande compassione per coloro che le subiscono, queste qui sotto sono le scosse tra il due e il tre febbraio in centro Italia.

I quadrati con i numeri sono raggruppamenti di eventi sismici. Qui il link alla piattaforma, per chi volesse consultarla direttamente.
E poi, invece che consultare, aiutare. Perché è vero che sono piccole (si fa per dire), ma sono quelle che mandano fuori di testa le persone nel tempo. Con compassione.

tutti non sanno che (senza forse)

A bruciapelo: da quale popolazione è costituito il gruppo etnico più numeroso degli Stati Uniti? Mentre qualcuno formula una possibile risposta (africani? italiani? messicani? irlandesi?) un attimo di suspàns con delle belle immagini di gattini.

Che tenerezza. Che bellezza. Altro che internet delle cose…
Comunque, tornando all’appassionante domanda di cui sopra, la risposta è a dir poco sorprendente: i tedeschi. Ebbene sì (il dato è del 2000).

1 German | 42,841,569 | 15.2 %
2 Irish | 30,524,799 | 10.8 %
3 African | 24,903,412 | 8.8 %
4 English | 24,509,692 | 8.7 %
5 American | 20,188,305 | 7.2 %
6 Mexican | 18,382,291 | 6.5 %
7 Italian | 15,638,348 | 5.6 %
8 Polish | 8,977,235 | 3.2 %

Sissignori. Nonostante negli USA non ci siano sindaci di origine tedesca (mentre italiani, polacchi, irlandesi eccetera sì), nonostante non ci siano musei di cultura tedesca (mentre italiani, polacchi, irlandesi eccetera sì), nonostante non ci siano parate o feste di tradizione germanica (mentre italiane, polacche, irlandesi eccetera sì), ovvero la cultura tedesca è sostanzialmente sommersa, i tedeschi in America sono la maggioranza. Un’idea della cosa, contea per contea (in giallo le zone a maggioranza di origine tedesca):

Verso il 1830, i tedeschi cercarono di impiantare in Texas un’estesa comunità germanica, facendo un secondo tentativo in Wisconsin, così riuscito da definirlo una “provincia tedesca”. In questi stati si leggevano giornali tedeschi, le persone si curavano in ospedali tedeschi, studiavano tedesco nelle scuole, ascoltavano prediche in tedesco nelle chiese luterane, cantavano canti tedeschi e suonavano musica tedesca: era la German-America. Tra le città, la più tedesca era di certo Chicago, che nell’Ottocento aveva più di trenta quotidiani di lingua tedesca.

La sparizione dei tedeschi avvenne a seguito della prima guerra mondiale e di un’ondata anti-tedesca senza precedenti: la cancellazione dell’identità tedesca avvenne subito con il cambio dei nomi: il Germania Club diventò il Chicago Lincoln Club; l’hotel Bismarck si mutò in hotel Randolph, l’hotel Kaiserhof in hotel Atlantic. La Società di mutuo soccorso Kaiser Friedrich divenne Società di beneficienza George Washington e la Bismarck School cambiò in Scuola General Frederick Funston. Furono cambiati i nomi di vie come via Reno, via Berlino, via Lubecca e così via. L’ospedale tedesco divenne il Grant Hospital. La Theodor Thomas Orchestra fu ormai la Chicago Simphony Orchestra.
Allo scoccare della seconda guerra mondiale, non esisteva più una questione tedesca in America: si erano già inabissati. Ma, come si è visto, non spariti.

quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia

Fino a un certo giorno di giugno del 1969, in buona parte delle gare automobilistiche di alto livello si adottava la partenza “stile Le Mans”: i piloti in piedi fuori dalle auto dalla parte opposta, al via correvano, saltavano nell’abitacolo e partivano. Ovvio che le cinture – peraltro non semplici da allacciare senza l’aiuto di un meccanico e per di più guidando – non venivano allacciate, se non dopo le prime curve a posizioni stabilite. I più temerari aspettavano addirittura la prima sosta ai box per farlo.

Chiaro che fosse pericoloso. Prima della partenza, Jacky Ickx aveva dichiarato ai giornalisti le sue perplessità sulla manovra, che disapprovava. E fu così che a Le Mans nel 1969, alla partenza Ickx invece che correre camminò.

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Una gran foto. Arrivato con calma all’auto, si allacciò bene le cinture e partì da buon ultimo.

Fu una di quelle volte in cui un uomo solo compie un’azione e modifica lo stato delle cose: a pochi riesce, quella volta fu così. Come se non avesse abbastanza ragione – qualcuno lo chiama destino, qualcuno sorte – alla prima curva della gara John Woolfe si schiantò con la sua Porsche 917 e morì, poiché non aveva, vedi il caso, le cinture allacciate. La gara proseguì e – come per rendere più forte la posizione di Ickx – il pilota britannico da ultimo vinse la gara, con una rimontona leggendaria. Aveva proprio ragione, non c’era niente da fare: i fatti lo dimostravano.
Da quel giorno le partenze avvengono con i piloti dentro le vetture, già assicurati.

A margine, Ickx aveva anche un problema di carie. Ma i suoi meccanici provvedevano anche a quello.

A pesare sul dato italiano hanno contribuito gli aumenti di mortalità registrati su autostrade e raccordi

L’Istat ha pubblicato i dati 2015 sugli incidenti stradali e il dato generale è che sono diminuiti gli incidenti ma sono aumentati i morti. Dato che per la prima volta dal 2001 cresce anziché diminuire: il fatto che siano aumentati i pedoni, ci porta direttamente alle conclusioni finali.

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Secondo l’Istat le cause principali sono: «Tra i comportamenti errati più frequenti, sono da segnalare la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza (nel complesso il 38,9% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida». Io che giro in motoscurreggia e guardo dentro le auto delle persone, confermo che novantadue su novantacinque hanno in mano il cazzo di telefono: santoddio, mettetelo giù, non si può mica così.
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