i giorni della peste

In questi giorni mi capita di girare per aeroporti e il numero di persone con la mascherina è cospicuo.

Alcune considerazioni, oltre a quella ovvia che la mascherina così non serve assolutamente a nulla, come già detto. A quanto ho potuto vedere, la totalità delle persone con mascherina è così composta: 1% orientali, per una questione di educazione loro e perché se no li menano di ’sti tempi bastardelli, e 99% giovani ragazze. Giuro, nemmeno un ragazzo-uomo. Quindi: o le madri sono più apprensive nei confronti delle femmine, il che è, oppure c’è una questione di ansia in ballo (quindi l’ipotesi è una sola). Rare donne adulte, mai da sole ma con prole. Inoltre, e qui cerco di essere oggettivo, la maggior parte delle persone con mascherina – e la cosa è interessante perché sono all’estero – sono italiane. Già. Giovani ragazze italiane. E attenzione: mai da sole, sono sempre almeno in due. Si alimentano a vicenda, penso. Secondo me qualcosa vuole dire. La cosa buffa è quando se la tolgono per mangiare un panino, ed è proprio quello il momento in cui passo io e tossisco proprio sul loro prosciutto.

Da quello spicchio minimo di mondo che vedo io, sono così le ragazze italiane in giro in questi giorni: smartphone, mascherine, enormi trolley che non riescono a gestire e tanta tanta ansia. Se state crescendo donne italiane del futuro per favore fatevi delle domande (oltre a quelle che già vi fate, per carità). Non fatelo per voi ma per loro: forse una mascherina in meno protegge di più del timore di essere sempre in pericolo.

Aggiornamento: faccio presente che sbarcando in Italia ci hanno controllato la temperatura (no, non rettale) mentre all’estero (UE) all’arrivo manco ci hanno guardato. Quindi si fidano di noi (errore) e noi non di loro (giusto)?

almanacco dei sette giorni, per gradire (20.05)

Il nuovo responsabile del dipartimento Arte, Cultura e Cinema della Lega? Sì: Lucia Borgonzoni. Silurata dagli elettori in Emilia, è nota per aver dichiarato nel 2018 di non leggere un libro da tre anni e l’anno dopo che l’Emilia Romagna confina a nord con il Trentino Alto-Adige. Meglio, sento meno pressione. Magari, già che c’è, potrebbe concorrere per la direzione della Galleria Borghese o un altro elencato nel bando del Ministero. Speriamo.

In Malesia due giorni fa un tizio è stato arrestato per aver diffuso notizie false e allarmistiche sul coronavirus: lo so, sembra assurdo ma alcuni paesi hanno una legge che impedisce di parlare a vanvera, specie se procura allarme. Sai che retata qui?

Poi: la guida del Corriere su come lavarsi le mani è da antologia: grazie, non sapevo bisognasse usare l’acqua. Oh, oh, una cosa: le mascherine per uso sanitario servono dal dentro al fuori, per tenervi i vostri bacilli per questioni di educazione, non il contrario. È inutile che le compriate come è inutile testare un vetro infrangibile dal lato sbagliato. Amen.

Gli USA chiudono l’anno con una crescita del +2,3% ed è il dato più basso dal 2016 e lontano dal 3% promesso da Trump: aspettiamoci sparate a breve per recuperare, c’è la campagna elettorale.

Noi, invece, siamo un paese di rimbambiti furbastri cui bisogna ripetere le cose di continuo.

Domenica 02/02/2020 è data palindroma e io continuo, davvero, a non cogliere quali siano le differenze politiche tra Lega e Fratelli d’Italia, a parte la Meloni.

Infine, auguri al Gabinetto Vieusseux per i duecento anni, c’è anche una mostra per chi apprezzasse.

da Terribile maps

Stavolta: fanculo, inglesi.

la pesca miracolosa, la consegna delle chiavi, la punizione di Elima eccetera

Da oggi nella cappella sistina saranno esposti gli arazzi di Raffaello, disegnati e intessuti appositamente per essere lì collocati. E, ovviamente, confrontarsi con gli affreschi di Michelangelo, mica poco.
Ecco qui sotto come sarà, era dal 1983 che non accadeva.

Solitamente gli spazi dei dieci arazzi sulle pareti sono vuoti e sono ricoperti da tende affrescate per riempire, appunto, il vuoto. Si intravedono in quest’immagine scattata ai tempi dei preparativi per il conclave e in quella sotto, con il sovrintendente.

Beh, c’è tempo una settimana per vederli ma credo sarà necessario mettersi in fila. In una bella fila. Ma domenica è pure aggratise.

ghost rider: travels on the healing road

È morto il batterista dei Rush, Neil Peart.
Per parecchi anni, a metà degli anni Ottanta, fu considerato il miglior batterista al mondo. In effetti, la batteria nella musica dei Rush ha la sua bella importanza. Anche se non ne siete al corrente, probabilmente Tom Sawyer la conoscete (da 2:30 è sempre spettacolare).
Peart non ne aveva bisogno, perché anche con un barattolo avrebbe fatto faville, ma questo qui sotto è il suo drum set in non so quale tournée dei Rush: niente male.

Non fu fortunato nella vita e alcuni fantasmi lo seguirono sempre. Per superare due grandi dolori della sua vita fece un viaggio di quattordici mesi in motocicletta, percorrendo ottantamila chilometri.
Era un uomo colto e fu autore della gran parte dei testi dei Rush dalla sua entrata nel gruppo fino al 2012, quando ne uscì. Poi si potrebbe discutere sui testi dei Rush in sé ma non ne varrebbe la pena.
Suonò sempre con le bacchette al contrario, cioè impugnandole dalla parte posteriore, la punta. Credo però lo sapesse.

Liliana, la tua scorta

Strepitosa anche la fotografia, oltre alla marcia dei sindaci in sé.

Foto di Andrea Cherchi

Per chi non ne fosse al corrente, cito: «Migliaia di persone a Milano hanno partecipato alla “marcia dei sindaci” contro l’odio, organizzata dal comune di Milano con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), le Autonomie Locali Italiane (ALI) e l’Unione Province Italiane (UPI) per mostrare solidarietà e vicinanza alla senatrice a vita Liliana Segre».

Ancora meglio lo striscione, commovente:

Foto LaPresse – Mourad Balti Touati

Per fortuna.

Spiace, al contrario, decretare la fine delle sardine.

Perché quel memorabile 2009 è ancora tra noi: «Il Pd non è un taxi su cui chiunque può salire. Se Grillo vuole fare politica fondi un partito. Metta in piedi un’organizzazione, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende. E perché non lo fa?». Ops.

per favore, atteniamoci ai fatti e smettiamo di ascoltarlo (parte ottomila)

Il MES, o per dirlo esteso il Meccanismo europeo di stabilità (MES), o Fondo salva-Stati, è in pratica un’organizzazione intergovernativa che ha lo scopo di evitare l’insolvenza degli stati aderenti all’UE. È già intervenuto in Portogallo e Irlanda durante la crisi economica post 2008.
Il concetto alla base è quello di gestire un fondo economico sostanzioso da utilizzare all’evenienza. Ovviamente, il fondo è costituito dai versamenti dei paesi aderenti, e la quota da versare è proporzionale al PIL del paese stesso.

È su questo punto, ovvero sui versamenti, che Salvini ha deciso di fare campagna elettorale, sostenendo che l’Italia debba versare per il fondo 120 miliardi. Come fa spesso, sostiene una posizione a prescindere dalla realtà e il problema è che il paese, cioè il parlamento, il governo e le forze politiche, gli vanno dietro nel dibattito.

Basterebbe, infatti, informarsi: il MES ha un capitale autorizzato di 700 miliardi di euro di cui solo 80 sono versati dagli stati membri: i rimanenti 620 miliardi (se necessari) saranno raccolti attraverso apposite emissioni di obbligazioni sul mercato. All’Italia, dunque, spetta una quota di 14 miliardi, da versare nel tempo. Senza contare, peraltro, che ogni anno rientra la quota degli interessi di quanto già versato. Per dare un’idea, nel 2013 abbiamo versato 189 milioni di euro. Pochino, no? (Qui qualche dato in più al riguardo).

L’idea del MES è buona e sensata e porrei attenzione a un ulteriore fatto: potremmo seriamente averne bisogno noi, in un futuro non troppo irrealistico. Cosa dovrebbe dire la Germania che versa molti più soldi di noi e ha di sicuro meno probabilità di rischiare il default?

Per cui, ancora una volta: di che si parla?

Partecipanti al Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 che ha ratificato il MES. Purtroppo, quello in fondo a destra è il tizio che allora ci rappresentava.

«L’altro giorno ho chiesto all’ufficio comunicazione del Parlamento europeo di prepararmi una rassegna con tutti gli articoli apparsi sul MES negli altri paesi del continente. Quanti pezzi di giornale mi hanno recapitato?».

La domanda è di David Sassoli – il presidente del Parlamento europeo – e l’ha posta qualche giorno fa. La risposta?

«Zero».

Appunto.

ora basta

Perché di pazienza ne hanno avuta fin troppa.

Ilaria Cucchi querela, giustamente, Salvini per le sue stupide dichiarazioni dopo la sentenza di condanna dei due carabinieri a 12 anni per omicidio preterintenzionale. Che dire? La famiglia Cucchi avrebbe ben bisogno di occuparsi d’altro, non certo di Salvini o dei leoni da tastiera, ma il paese è quello che è. Daje, Ilaria.