Comunque le immagini dell’altra sera del papa nella piazza deserta sono una sorrentinata all’ennesima potenza.
Ancora una volta, realtà batte fantasia.
Comunque le immagini dell’altra sera del papa nella piazza deserta sono una sorrentinata all’ennesima potenza.



Ancora una volta, realtà batte fantasia.
Vado sul sito dell’INPS per vedere com’è il modulo per richiedere «l’indennità da 600 euro che spetta agli autonomi come bonus di marzo per i mancati guadagni dovuti all’epidemia», cui avrei diritto. Eccolo:

D’altronde, quando dichiari improvvidamente che i soldi verranno distribuiti in ordine cronologico a esaurimento, il risultato di solito è questo.
Tre articoli che, nel bailamme, vale la pena leggere. A parer mio.
1) Francesco Costa che spiega come in realtà ce la stiamo raccontando soave sulla nostra bravura.

2) Annamaria Testa suggerisce di chiamare le cose con il proprio nome. Sottoscrivo, per tutto.

3) Anne Applebaum racconta la storia del suo rientro in Polonia in tempi di contagio e riflette su ciò che un po’ temiamo.

Almeno un aspetto positivo della quarantena: stanotte scatterà l’ora legale e io, per una volta graziesignore, non dovrò sentire nemmeno uno lamentarsi del fatto che si dorma un’ora in meno.
Negli Stati uniti, dopo una sostanziale discesa negli ultimi dieci anni, grazie ai buoni risultati dell’economia, il numero di richieste di sussidio di disoccupazione ha avuto una brusca ripresa a causa del contagio e della conseguente perdita di posti di lavoro.

Una curva mai vista, +1.500% in due settimane.
Merda, hanno cancellato l’Eurovision Song Contest. E adesso?
Ah, giusto, se no poi me ne dimentico: un mago, un astrologo, un veggente che abbia previsto qualcosa del genere c’è? Eheh.
È morto Gianni Mura e a me spiace parecchio. Come molti, l’ho ereditato da Brera, nel senso che dal maestro sono passato, con timore prima e con soddisfazione poi, all’allievo. E leggere del tour attraverso lui era piacevolissimo, con quella grande abitudine di partire prima dal contesto, i paesini, il vino, l’atmosfera, i vecchi, era uno dei piaceri più sopraffini della carta stampata per me, ma anche leggere della boxe e, addirittura, del calcio, l’unica cosa che leggessi era Mura e le sue cronache dei sette giorni di cattivi pensieri. Ma il ciclismo era davvero un’altra cosa. E quest’anno il tour non si farà, immagino, mi par giusto per Mura, anche se lui ne sarebbe dispiaciuto. Come concludeva lui i coccodrilli, mutuando da Brera e a sua volta dall’antica Roma, che gli sia lieve la terra.

Amazon, finalmente, ha sospeso la vendita del Mein Kampf e dei volumi di propaganda nazista in generale perché «non più compatibile con la linea di condotta dell’azienda». Alla faccia, dopo decenni di richieste di ogni tipo.
Kooness è una piattaforma di mercato che si occupa di arte. Avendo evidentemente una buona mole di dati disponibili, hanno reso pubblica una ricerca sulla parità di genere nel mercato dell’arte. Si comincia col dire che più del 60% degli artisti è uomo e, di conseguenza, la distribuzione dei premi, per esempio, risente di questa percentuale. Ma il prezzo medio per opera no, non dovrebbe:

E invece è una bella differenza. Qui altre informazioni.
L’hanno segnalata in molti e lo faccio anch’io, perché la radio è sopra tutto: Radio Garden è un sito e un’app che permette di ascoltare in streaming tutte le radio del mondo. È fatta bene e funziona, finalmente posso ascoltare RadioRAI3. Ahah, non scherzo, dove sto io non prende, misteri dei rimbalzi e dei coni. A ogni modo, avanti con il neomelodismo svedese.
In tema, due raccolte da visitare questa settimana: il pubblico registro dei murales e della street art di Chicago, bello per quello che è e per quello che significa; il MET di New York che ha messo online tutto ma tutto tutto, dalle duecentomila opere del museo fino alle audioguide, tutto con licenze open. Poi discutiamo sugli americani ma in queste cose sono abbastanza imbattibili.
Tra tre giorni è Dantedì. Sì, il Dantedì del 2020. Chissà che feste, in giro.
Mah.
Ecco la mappa aggiornata della diffusione del contagio in Europa.

Noto alcune cose e delle due l’una: o Gesù davvero davvero protegge la Polonia e i paesi loro amici, oppure la cortina di ferro esiste ancora e a est le informazioni restano dentro le mascherine. La coincidenza è davvero sorprendente.
Oggi l’ONU ci tiene a farmi sapere che è la Giornata internazionale della felicità.
«L’Assemblea generale […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti […] a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica». (Assemblea generale delle Nazioni Unite, Risoluzione A/RES/66/281)
Posso? Maandéadarviàlcul. Hanno rimandato il gran premio e vinitali, facciamo che rimandiamo anche questa e siamo felici al momento giusto? Grazie.
Secondo Bryan Walsh di Axios gli indizi per capire per tempo che sarebbe arrivata una pandemia di coronavirus c’erano tutti. Almeno negli Stati Uniti.

A Berlino c’è la discoteca più piccola del mondo, un metro quadrato di felicità, una grande idea di Benjamin Uphues. È la Teledisko. Se ancora non avete preso il virus e volete essere sicuri di non perdervelo, è il posto giusto.

Informazione utile prima di partire: il Regno Unito ha bisogno di ballerine, biochimici e saldatori. Così almeno si sa prima. Perché non faranno più distinzione in base alla provenienza ma in base, appunto, alla qualificazione e alla professione esercitata. Perché ballerine? Ballerini ne hanno già? E se c’è un ballerino in grado di fare saldature perfette? Mah.
Lo so, ritorno ancora alla pandemia ma, d’altronde, è l’argomento principe nelle vite di tutti. Sullo smart working, la migliore è di ‘fotografie segnanti’ (temporaneamente ribattezzata ‘epidemie’ e ora ‘pandemie segnanti’), una pagina spassosa che consiglio:

L’artista 3d (non nel senso che è tridimensionale lui) Filip Hodas – non nuovo a cose interessanti – ha disegnato una serie di immagini che ha chiamato «Cartoon Fossils». Ecco Canis Goofus, Canaria Tweetea e Homo Popoculis.



Anche quest’anno al lago Erie ha fatto bel freddo.

La foto è di john_kucko e, anche se sembra un modellino, sono vere case di villeggiatura sul lago. Chissà come ha fatto quello della casa in alto. Ricordo a tal proposito, per prevenire i soliti commenti, che non si parla più di ‘riscaldamento globale’ ma di ‘climate change’.
A proposito: l’artista georgiano Tezi Gabunia ha realizzato un video intitolato «Breaking News: The Flooding of the Louvre», un finto servizio informativo sull’allagamento di una sala del Louvre, presumibilmente dovuto al cambiamento climatico più che alle inondazioni della Senna (vedi 2018). Interessante, perché evidentemente abbiamo bisogno di vedere le cose, la nostra capacità di astrazione non ci arriva.
‘Classic Blue’ è il colore Pantone del 2020, calmante, deciso e intenso. Nel frattempo, l’azienda americana ha messo in commercio 315 nuovi colori, tra i quali sarà sufficiente citare il rosa Sangria Sunset, il marrone Chocolate Martini, l’azzurro Frozen Fjord e, infine, il nero Unexplored. Non esploro oltre.

Non si sottovaluti la faccenda, la scelta del colore dell’anno ha moltissime ripercussioni commerciali, dappertutto. Se terrete a mente la cosa, vedere qualche sfilata quest’anno o osservare le vetrine, per dire, avrà qualche significato in più.
Il 4 marzo, ma io l’ho saputo ora, da alcuni rubinetti in una frazione di Castelvetro di Modena è uscito lambrusco. Alcuni si saranno convertiti istantaneamente. Volgendosi alla prosa, un silos con vino ad alta pressione ha letteralmente dato fuori e parecchio ne è finito nell’acquedotto. Merito della neoamministrazione Bonaccini?
Inizia il processo a Robert Durst: se la storia non la sapete, ne vale la pena. Omicidi, soldi, tanti, una lettera, molti misteri, due mezze confessioni e lui al centro. E una serie tv su di lui.
Questa è utile: nel 1666 a Londra ci fu una pestilenza, una pestibubbonilenza, cui seguì il famoso incendio, insomma erano tempi brutti e così Isaac Newton, poiché anche l’università era ovviamente chiusa, se ne andò in campagna, nella sua casetta dov’era nato, Woolsthorpe Manor. Qualcuno tra i più sagaci coglierà il parallelismo. Bene, senza nulla da fare e con tanto tempo a disposizione, si mise nella giusta disposizione d’animo e un giorno vide, ebbene sì, cadere una mela. Sì, è un invito a me stesso per primo e a chiunque a fare qualcosa di costruttivo e utile in questo tempo di reclusione. Per chi fosse curioso, questa è la casa di Newton, visitabile:

#StateACasa.
Una buona battuta letta in questi giorni (sic!): «Tra un po dovremo andare a cacciare x mangiare e io non so nemmeno dove vivono le lasagne».
Un gruppo internazionale di astrofisici ha scoperto Wasp-76b, un pianeta sul quale piove ferro fuso. Ma solo di notte, perché fa più freddo e quello che è evaporato di giorno ricade. Dopo alcuni giorni recluso a casa mi pare persino meno disagevole di prima. Questione di prospettive.
La serie dei viaggi sulla luna si arricchisce di un nuovo capitolo: «Moon’s milk». Un cortometraggio in stop motion di Ri Crawford, voce narrante Tom Waits, che racconta la bizzarra avventura del Capitano Millepiedi che, insieme alla sua ciurma, decide riportare a casa un po’ del latte che sgorga dai crateri della luna. Tutto fatto a mano.
Un po’ di cose ancor più sparse: mentre noi siamo qui davanti ai pc, un tizio ha camminato su un filo sopra un vulcano: Nik Wallenda ha attraversato il vulcano Masaya in Nicaragua; a New York ha aperto The Edge, la più alta in assoluto; Nayib Bukele, presidente di El Salvador, ha chiuso tutte le scuole, stabilito la quarantena per chiunque entri nel paese e proibito gli assembramenti. Anche se a El Salvador non vi sono casi di contagio. Ma mica ha proprio torto: «So che questa decisione verrà criticata, ma proviamo a metterci nei panni dell’Italia: l’Italia oggi vorrebbe aver deciso queste misure prima»; anch’io da adesso lo farò alla maniera di Gloria Gaynor o, magari, così, che preferisco:

Oggi piove, magari sto a casa.

Vai, Sergio, vai, pesta duro. Che qui si è con te e ti si perdona pure la grammatica di getto. Perché vorrei capire come mai gli aiuti ci arrivino dalla Cina e non dall’Unione europea, questo sì.