in Australia si può

Harold Holt il 17 dicembre 1967 si recò a Cheviot Beach e, qualcuno dice per impressionare gli amici ma non è chiaro, fece un bagno in mare. E fu l’ultima cosa che fece, visto che nessuno lo vide mai più o ne ebbe notizia.

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Il punto è che Harold Holt era il primo ministro australiano, al tempo. È dunque possibile perdersi così la persona più in vista di tutto il paese? In Australia, evidentemente, sì. E non fecero nemmeno un’inchiesta perché non esisteva in quei tempi una legge sulle persone scomparse.
Gli australiani sono poco meno di ventiquattro milioni con una quota pro capite di 0,3 chilometri quadrati, per cui è il posto giusto se si ha voglia di eliminare le sovrastrutture. Facile, però, sparire nel nulla, si sappia prima di scegliere.

confondere i Booker T.

In una pagina imprecisata (ho letto l’ebook) del suo America perduta. In viaggio attraverso gli Usa (orig.: The lost continent), al capitolo 11, Bill Bryson scrive:

Mi stavo dirigendo verso il Booker T. Washington National Monument, una piantagione vicino a Roanoke, dove Booker T. Washington era cresciuto. Un grand’uomo: schiavo, in seguito liberato e autodidatta, si dedicò all’insegnamento, fondò il Tuskegee Institute in Alabama, il primo college per neri in America.

E fin qui tutto bene. Poi prosegue di seguito:

Non ancora contento del suo operato, terminò la sua carriera come musicista soul, mietendo, negli anni Sessanta, una serie di grossi successi musicali con la casa discografica Stax del gruppo MGs. Come già detto, un grand’uomo.

No, momento: no. Il primo è Booker T. Washington, educatore, scrittore e oratore, morto nel 1915 (i Sessanta erano da venire, eccome). Il secondo, invece, con cui Bryson si confonde, è Booker T. Jones, nato nel 1944, lui sì uomo di punta della Stax e di certo mai schiavo.
Entrambi grandi uomini, certamente, per motivi piuttosto diversi.

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Il libro di Bryson, comunque, è molto divertente, come tutti i suoi, e si legge volentieri. Ora provo a scrivergli, chissà mai. Nel frattempo, un grandissimo classico di Booker T. Jones, per chi vuole.

jump up, jump up and get down!

Philippe Halsman è stato un fotografo noto per i ritratti, le foto di moda, i reportage, le pubblicità e per la sua intensa collaborazione, tra gli altri, con Dalí.
Uno dei progetti che lo videro impegnato, e che conquistò le copertine di Life e Vogue, è ‘Jumpology‘, ovvero: lui diceva «salta» e i soggetti saltavano, perché «se chiedi a una persona di saltare la sua attenzione è più che altro rivolta all’atto di saltare, quindi qualsiasi maschera cade».

La foto che preferisco ritrae, salta!, gli ex-regalissimi Duca e la Duchessa di Windsor, meglio noti come Edoardo VIII e Wallis Simpson, noti per la vicenda clamorosa dell’abdicazione dalla corona inglese. L’anno della foto è il 1956 e i calzini di lui, oltre alla scalzitudine di lei, sono bellissimi. I signori regali più simpatici da invitare a casa.

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Le foto di Philippe Halsman sono in mostra al Jeu de Paume a Parigi fino a gennaio.

gli omicidi in metropolitana e l’uso dell’auto

“Naturalmente, a Los Angeles, tutto si basa sulla guida, anche gli omicidi. Invece a New York, la maggior parte delle persone non possiede automobili, così, se si vuole uccidere qualcuno, bisogna andare a casa sua con la metropolitana. A volte il treno è in ritardo e si diventa impazienti, e così si deve uccidere qualcuno nella metropolitana. Ecco perché vi sono così tanti omicidi nelle metropolitane: nessuno possiede un’auto”.

La battuta è di George Carlin.

Marziano non di fatto

Agente K: Allora ragazzo le cose stanno così, in media ci sono circa 1500 alieni sul pianeta la maggior parte dei quali a Manhattan. Gente abbastanza onesta che cerca di guadagnarsi da vivere.
Edwards: Fanno i tassisti.
Agente K: Non tanti quanto diresti. Quasi tutti gli umani non ne hanno idea e non vogliono, né è necessario che lo sappiano; sono felici, convinti di stare al sicuro.
Edwards: Perché tanti misteri? La gente è matura, lo accetterebbe…
Agente K: Una persona è matura. La gente è un animale ottuso pauroso e pericoloso, lo sai anche tu. 1500 anni fa tutti sapevano che la terra era il centro dell’universo, 500 anni fa tutti sapevano che la terra era piatta, e 15 minuti fa tu sapevi che la gente era sola su questo pianeta… immagina cosa saprai domani…

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Come saggiamente diceva l’agente K., le notizie vere stanno nei giornali più improbabili, come inequivocabilmente dimostra l’articolo di prima pagina.