Per una qualche ragione, quest’anno a Wimbledon ci si siedeva a coppie.

Dello stesso colore, abbinati (o è che chi si somiglia si piglia?).
Per una qualche ragione, quest’anno a Wimbledon ci si siedeva a coppie.

Dello stesso colore, abbinati (o è che chi si somiglia si piglia?).
Candela: «Siamo favoriti, non possiamo non vincere. (…) finirà 3-1 con gol di Griezmann e Pogba, che è stato criticato troppo. E poi tutti sotto la Tour Eiffel a festeggiare. Come nel ’98, come nel 2000».

Infatti. Il bus era pronto e scorrazzava candidamente:

Grazie. Certo.
Portogallo-Francia 1-0 dts (0-0, 0-0, 1-0).

È ancora presto, dai che poi ci divertiamo. Non andate, amici. Amici. Dai.
Anche la Regina attende i risultati del referendum in composta trepidazione.

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono.
In principio la comunicazione politica di Autonomia Operaia (maddai, ancora?).
Poi la replica, sopra, dell’argomentazione di destra. L’una rigorosamente in rosso e l’altra in nero, coerenti.

(Laddove fasöi sta localmente per ‘fagioli’).

Voglio dire, è nel menu di una pizzeria con i pranzi di lavoro a dieci euro…
Vorrei vederne uno, mi piacerebbe.
In principio era l’uomo che ci rubava il contorno occhi. Lo abbiamo accolto, capito, amato e gli abbiamo anche fatto spazio nel nostro beauty case e sulla mensola del bagno. In fondo, pensavamo, un velo di antirughe non fa male a nessuno, neanche alla sua virilità. Poi è arrivata la moda. In passerella hanno iniziato a sfilare muscolosi quadricipiti in gonnella e noi ci siamo chieste a lungo, dubbiose: ma è colpa degli stilisti che mandano in passerelle uomini in guepierre o forse è solo che il maschio è talmente in crisi che i pantaloni gli scivolano via di dosso senza trovare troppa resistenza? Nel dubbio atroce di aver perso ogni possibile coordinata nella ricerca dell’uomo vero, la mazzata pesante ci arriva dall’ultima tendenza in fatto di stile maschile.

L’occhiale bellissimo e usato.
(il pezzo sopra ovviamente non è mio, qui).
Da ieri, come ogni anno, si corre ad Ascot.
E, come ogni anno, i cavalli non interessano proprio a nessuno.
Adooovo la quieta eleganza e la sobrietà che contraddistingue la nobiltà inglese en plein air (traduzione: in libera uscita; o allo stato brado).

Il tutto non sarebbe però possibile senza una robusta, robusta carica di corroboranti sbarazzini (ossignur, ma che è? birra con la cannuccia e Martini rosso annacquato?).

Belline, proprio. Ma la regina resta lei, come sempre, sobria ed elegante:

La cattivissima regina Elena, che io adoooovo più di tutto.
Ancora le frecce tricolori, stavolta a Roma per la parata del 2 giugno.

Come quelle cose che non accadono mai per una vita e poi accadono due o tre volte a distanza ravvicinata. Comunque, devo ravvedermi e specificare che le frecce di solito sono dieci, per formare correttamente il 4-3-2-1 ma che, anche in questo caso, erano solo nove.
La parata del 2 giugno, invece, ha parecchi aspetti interessanti ma, come succede sempre in Italia, è del tutto monopolio della politica e delle famiglie, nel senso che tutti i posti a sedere sono riservati fino all’ultimo consigliere comunale e fino all’ultimo cugino di nono grado di Cadorna. Peccato, perché alcune cose sono proprio da vedere.
Anche nella civile Siviglia fanno le piste ciclabili farlocche con l’ostacolo della morte:

Se ricordate Airdroid, allora sapete a cosa serve Airmore. Per chi fosse a digiuno, serve in sostanza per collegare pc e smartphone, così da fare alcune operazioni di trasferimento, manutenzione o invio dal pc, più comodamente. Unico requisito: entrambi i devices sotto la stessa rete wifi. Non male, piuttosto completo.