Due canzoni in una per il signore qui sotto:

Abbey submarine o Yellow road, con la seconda siamo quasi a Elton John.
Due canzoni in una per il signore qui sotto:

Abbey submarine o Yellow road, con la seconda siamo quasi a Elton John.

Abbastanza in caduta libera, vedremo.

67, 580, la ruota è ovviamente Torino.
I Viola Beach, band inglese di indie rock (che non vuol dire un cacchio), sono entrati direttamente al numero uno della classifica inglese (il 5 agosto, classifica degli album) con il loro omonimo disco di debutto.

Il fatto, purtroppo, è che tutta la band è perita in un incidente stradale in Svezia lo scorso febbraio; per cui resta la musica che, a quanto pare, riscuote consensi.
Mi fa piacere, per quello che conta. Qui un po’ di ascolti.
È il periodo appropriato per ricordarsi di un paio di cose vecchiotte di Rémi Gaillard: prima il decathlon urbano:
e poi la ginnastica urbana:
Avanti con lo sport urbano.
Perché la Ledecky, ci chiediamo tutti, nuota da sola? Non ha amiche?

Questa è persino più bella, sebbene l’immagine faccia schifo.

Un altro pianeta, ai mondiali 2015 aveva fatto una gara pazzesca nei 1500 doppiando – dico: doppiando – almeno una nuotatrice, qui. Se dura, batterà i record di Phelps.
Se vi siete chiesti chi ci guadagni (soldi veri, intendo, a palate) con Pokemon Go, ho la risposta: Google.

La cosa sarebbe dovuta essere lampante fin dal login (non a caso: solo Google e NON Facebook o altri) e dall’utilizzo di Google Maps: i soldi entrano a palate con incassi diretti (Play store, un giorno l’app ha totalizzato il 47% degli incassi totali dello store: qualche cifra in tempo reale? Eccola) o indiretti (partecipazioni in Niantic, Inc., in cui hanno investito The Pokémon Company e Nintendo).
Qui un bell’articolo con parecchie info in più (grazie a mr. F.). Voi, invece, che siete da qualche parte a giocarci smettetela, santoddio, non ha alcun senso.
Se io possedessi un appartamento sulla Quinta Strada a Manhatthan, al sessantatreesimo piano della Trump Tower, questo è esattamente ciò che vedrei dalla finestra:

Bello ma poi si sa, tutte le cose alla lunga vengono a noia. Seee.
Rimandato a casa all’esordio da Del Potro in due set, Djokovic si sconforta.

Foto niente male, ci sono tutti gli elementi che ci devono essere per rendere un’immagine autonoma, quasi persino senza didascalia.
La piscina dei tuffi completamente verde non è male, anzi. Esteticamente oserei dire che pareggia l’azzurro classico-piscina.

Certo, io mica mi ci devo tuffare (Cagnotto non ha gradito, giustamente). E poi chi l’ha detto che deve essere azzurra, la piscina? Capisco il giallo no, poi sembra pipì, rosa nemmeno se no poi le persone scompaiono, marrone non ne parliamo, ma perché bianca no? O viola?