dopo il Limbo stavvi re Minosse, giudice dei dannati

La vicenda del visitatore che al museo casca dentro un’opera d’arte contemporanea continua a farmi ridere parecchio. Non so cosa avrei dato per esserci, per assistere davvero alla fruizione dell’arte da parte del pubblico.
Dettagli, non secondari: il museo è il museo Serralves di Porto, l’opera d’arte è “Discesa al Limbo” di Anish Kapoor, la data è ieri o l’altro ieri.

E un dettaglio piuttosto importante: il turista è italiano. Perché all’estero nessuno come noi, ihih.

Qui sopra, Kapoor con il suo Limbo. L’esposizione è questa, per coloro che volessero caderci dentro. Il turista è stato riportato al mondo terreno, scampando a una sorte mica tanto bella.

l’ossessione nazionale: mangiare (aggiornamento su Google maps)

Come raccontavo tempo fa, ho contribuito a Google maps caricando qualche fotografia qua e là, giusto per capire come funziona il lato contributivo di Local Guide.
Non so che mi è preso, mi è passata subito, devono pagarmi perché io faccia una cosa del genere. Comunque, nell’afflato di allora (mi cito) «ho caricato alcune fotografie lo stesso giorno, tra cui una di un luogo in cui mangiare in superprovincia e una del più famoso e meglio conservato monumento di epoca romana esistente».
Ecco l’aggiornamento dei dati di visualizzazione a qualche mese fa:

Ovvero: Pantheon perde da un ristorante qualsiasi nemmeno molto buono in ragione di 1 a 2000, sconfitta secca senza appello. Curtura perde contro magnare, nessuna speranza. Ma come? direbbero i sacerdoti della religione moderna, «il cibo è cultura»: senz’altro amici, senz’altro. Non discutiamone più, avete ragione: studiate a tavola o alle degustazioni, il mondo è vostro e tutto sarà sempre più facile e disponibile. Auguri.

una passeggiatina a Montmartre

Il 20 luglio scorso la funambola franzosa Tatiana-Mosio Bongonga si è fatta una passeggiatina verso la basilica del Sacro Cuore.

REUTERS/Philippe Wojazer

REUTERS/Philippe Wojazer

Vorrei senz’altro portare la vostra attenzione sulle protezioni e le assicurazioni prese per la camminata, oltre alla graziosa orchestra da camera che sottolineava musicalmente il tutto. Alla fine del giro, il pubblico era piuttosto stressato.
Per i cuori forti, il video. A 4:25 e in un sacco di altri momenti Tatiana-Mosio Bongonga è piuttosto intrepida (euf.).

english people on the beach

The Great British Seaside è la mostra fotografica che illustra, fino al 30 settembre, il curioso rapporto tra gli inglesi e le spiagge.

Whistling sands, Pothoer, Aberdaron, 2004. (David Hurn, Magnum Photos)

Curioso perché se per noi spiaggia è sinonimo di costume da bagno, per loro si sposa invece anche con cappotto, maglione, stivali e così via.

Brighton, East Sussex, 1967 circa. (Tony Ray-Jones, National science and media museum/Sspl)

E ascoltare dischi, perché no? Anche perché, 1967, voleva dire ascoltare per la prima volta Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Something Else by the Kinks e, voglio dire, Surrealistic Pillow. Ovvio che uno si portava il mangianastri in spiaggia.

Tra i lavori fotografici, anche alcune foto di Martin Parr.