oddio, ma che fa quello?

Il libro è Status quo. Perché in Italia è così difficile cambiare le cose di Roberto Perotti.

È un libro complesso e ricco di informazioni sulla spesa pubblica e sulle modalità di gestione del bilancio dello Stato. Molto tecnico, interessante nelle sue linee generali più che per i dati in sè, almeno per quanto riguarda me.
Ma il motivo per cui ne parlo qui è che l’autore, che dev’essere certamente una persona molto rispettabile e corretta (adesso sarà chiaro perché) e che ha fatto tra le altre cose da consulente per il governo Renzi sulla spending review, dimettendosi poi per manifesta mancanza di volontà politica, in una nota nell’introduzione scrive:

Questo libro ha delle ovvie sovrapposizioni con il libro di Carlo Cottarelli (…), La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica e su come si può tagliare, Feltrinelli, Milano 2015. Devo confessare che ho letto il libro di Carlo solo dopo aver completato il mio, per non farmi influenzare.

Va bene, comprensibile. Poi specifica, nobilmente:

Avendolo ora letto, mi è chiaro che sulla struttura della spesa pubblica italiana il suo saggio è molto più approfondito del mio, così come più approfondito è stato il suo fantastico lavoro come commissario, rispetto a quello che ho fatto io.

Beh, io qui mi levo il cappello, di fronte a una persona che – nel nostro paese, in cui lo sport nazionale è denigrare le opere, parole, azioni altrui a proprio vantaggio – ammette e riconosce che il lavoro di un concorrente è migliore: mai visto, io.
E non contento, aggiunge:

Può darsi che in alcune parti i numeri non coincidano: in questi casi, è molto probabile che i suoi siano quelli corretti.

Sono basito, quasi commosso. Signor Perotti, ho senz’altro letto con piacere il suo libro, comprendendone ben meno della metà, e le devo confessare che la sua premessa mi ha ragionevolmente rassicurato su una parte, almeno, delle persone che abitano il mio paese. Grazie.

aeroplani e montagne sacre

Pochi giorni fa vagolavo in macchina e a un certo punto la radio trasmette un pezzo vecchio vecchio di quando io avevo ancora tutta la scuola da fare.

E ohibò, trasalisco: guarda te a cosa somiglia in modo imbarazzante.

Esatto, Holy Mountain. Ahi ahi, Noel, e io che ne avevo fatto anche il disco del giorno… Che dire? L’ispirazione non si sa mai da che parte venga, è proprio vero.
E ora una delusione: nel 2010 Plastic ha ammesso di non aver cantato nei suoi primi quattro dischi (quattro? chi l’avrebbe mai detto). Il suo produttore lo fece, lui ci mise la faccia. Ingannato, ci hanno ingannato (ingannòcci).

se no, poi uno cerca davvero il gobbo

Notre Dame de Paris di Victor Hugo balza al trentaquattresimo posto dei libri più venduti da Amazon, il motivo è evidente. Bene, per carità, meglio di niente (anche se il secondo più venduto è Entra nel mondo di Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te, il che qualche dubbio lo dà).
Attendo a questo punto: un’invasione aliena perché si legga La guerra dei mondi, il controllo totalitario della società per 1984, la fine del mondo per La nube purpurea, il 16 giugno per l’Ulisse. E una bella intramuscolo di fantasia e astrazione per tutti.